La Lobby LGBT propone e il “Partito Democratico” dispone. “Fratelli d’Italia” e “Pro Vita & Famiglia” insorgono.

Per quanto si faccia finta di nulla e si cerchi di non dare troppa notorietà a chi non la merita, diventa assai difficile tacere dinanzi alla vergognosa gestione della Capitale da parte del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, “Partito Democratico”.
Mentre Roma è ostaggio di immigrazione selvaggia ed incontrollata, teatro di efferati delitti – ultimo in ordine di tempo il duplice omicidio di Villa Dora-Pamphilj – e degrado legato alla sporcizia e all’incuria, il Sindaco Gualtieri “spiana la strada a concetti come la fluidità sessuale fin in tenera età, la transizione di genere per i minori, l’indottrinamento di insegnanti e dipendenti pubblici, la discriminazione delle donne negli sport, a iniziative aberranti come i bagni o gli spogliatoi neutri”.
Incredibile leggere questo florilegio di aberrazioni scritto dal Portavoce di “Pro Vita & Famiglia”, Jacopo Coghe. Eppure è tutto vero.

Per il Comune di Roma, il più importante d’Italia, la priorità è “spingere l’utero in affitto, l’adozione per coppie omosessuali, il matrimonio egualitario, chissà forse in futuro anche a un fantomatico genere “x” sui documenti”.
E’ davvero grottesco. Un quadro preoccupante e decisamente ideologico. Uno specchio di cosa è la politica Dem in risposta alle emergenze sociali, reali ed esistenziali della Città di Roma.
Non a caso Coghe insiste: “si tratta di linee guida profondamente ideologiche e pericolose che se approvate andrebbero a indottrinare a gamba tesa non solo le scuole, ma anche la pubblica amministrazione e vari ambiti della società, persino lo sport”.
Ciò che è assai grave è che anche i giornalisti arriveranno al punto di non poter più fare cronaca su queste tematiche perché – nonostante sia stato cassato il DdL Zan – l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte ha preso parte al “Torino Pride 2025” ed ha annunciato che vi sarà la redazione di una “Carta deontologica sull’informazione e i temi Lgbtq+, in collaborazione con il Coordinamento Torino Pride”.

Grazie a questa ondata di buonismo e di sottomissione alla Lobby LGBT – come ben dice Jacopo Coghe – “si va dall’illegale carriera alias al linguaggio arcobaleno, ma soprattutto ai vergognosi progetti gender nelle scuole, calpestando il diritto alla libertà educativa dei genitori romani, esautorati dall’aver voce in capitolo sull’educazione dei loro figli”.
Su questo punto abbiamo fatto diverse riflessioni negli anni ma nulla. Nessuno ha il coraggio di dire che non si può perseverare per questa strada. La Conferenza Episcopale Italiana – CEI dorme, sapendo di dormire, e si occupa di cose delle quali non dovrebbe occuparsi.
La Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta tuona contro l’apertura di “Casa Betania” a Savigliano – provincia di Cuneo e Arcidiocesi di Torino – perché non condivide il percorso intrapreso dal “Piccolo Resto Cattolico” e dal “Sodalizio Sacerdotale Mariano” ma tace impunemente sulla quantità abnorme di eventi a sfondo LGBT, con tanto di patrocini pubblici, che avvengono in Piemonte e in Valle d’Aosta.
Il Generale di Divisione Roberto Vannacci, oggi valente Eurodeputato, direbbe che ci si trova in un “mondo al contrario”. Come dargli torto?
I Vescovi del Nord-Ovest si scandalizzano per un luogo di preghiera in cui la gente recita il Rosario e va a confessarsi ma non dicono nulla rispetto all’avanzata ideologica della Lobby LGBT.
Eppure nella Capitale “si parla anche di eventi “culturali” Lgbt, come i Pride, di riconoscimento dell’omogenitorialità e dell’identità di genere nelle competizioni sportive. Posizioni gravi e irricevibili, che confermano la strategia politica di indottrinamento gender dell’Amministrazione Gualtieri e dell’ufficio per i diritti Lgbt”.
A guidare l’Ufficio per i Diritti LGBT c’è tale Marilena Grassadonia che, nel suo curriculum, vanta il titolo di già Presidente di Famiglie Arcobaleno.
Jacopo Coghe, Antonio Brandi, Maria Rachele Ruiu, e tutto il valente staff di “Pro Vita & Famiglia” non ci stanno e annunciano: “Ci mobiliteremo con ogni tipo di barricata, manifestazione, iniziativa, come sta già facendo “Fratelli d’Italia” Roma che ieri pomeriggio con un sit-in davanti il Campidoglio ha protestato”.
Tanti lettori, tanti Cattolici, tanti Ortodossi, sono stanchi e stufi di questa deriva ideologica che trova fondi per patrocinare e sostenere tutte le “bojate” poste in essere dalla Lobby LGBT ma non ha i soldi per tappare una buca o abbattere una barriera architettonica.
Il Sindaco Gualtieri e la sua Giunta di “dilettanti allo sbaraglio”, evidentemente, non hanno appreso nulla dalla tranvata ricevuta nel Referendum dell’8-9 giugno.
Una cosa è sicura, i cittadini di Roma, così come quelli dell’Italia tutta, si aspettano “il ritiro o la bocciatura di questa mozione”.
Il tempo è galantuomo e la ragione si impone da se stessa. Sarà cura di chi scrive fornire gli aggiornamenti del caso.

È realmente grottesco il programma politico della sinistra, il partito degli uomini duri che lavoravano sotto sfruttamento nelle industrie di un tempo che non avevano rispetto per le loro esigenze economiche e di sicurezza sul lavoro.Ora invece la sinistra protegge tutte le perversioni possibili e immaginabili chiamandole diritti; oggi agisce non più in difesa di chi deve mantenere una famiglia; la famiglia naturale è superata dalla famiglia “elettiva “, quindi omosessuale oppure omogenitoriale, composta da un “paio” e non più da una “coppia “; e si comprano bambini fatti su ordinazione sfruttando una donna povera, quindi non protegge più le persone dallo sfruttamento ma ne approfitta per avere voti. Insomma è una sinistra abominevole e rivoltante
Carissima Margherita, non ho nulla da eccepire. Il fatto che il tema, pur accadendo a Roma, abbia indignato l’opinione pubblica nazionale la dice lunga. Gli italiani hanno necessità concrete, non riescono a sostenere le spese condominiali, luce e gas costano come l’oro, … L’Italia è in un momento davvero tragico e il “Partito Democratico” che fa? Indottrinamento gender…
Ormai per la nostra sinsitra da salotto, i diritti sociali e i livelli occupazionali, non contano nulla. Si barrcano su gay e ambiente portando la Società allo sfascio etico ed economico.Vergognosa la presa di posizione dell’OdG che inserisce i precetti omosesusali nei corsi deontologici per i giornalisti. Per non parlare del Vescovi ad inziare da quello di Pinerolo che, per pudore rinuncia recitare il Credo durante la Messa
Francesco, non si può che condividere il tuo pensiero.
La Chiesa dorme, monsignor Derio Olivero si vergogna del Credo, la Lobby LGBT insorge e il popolino tace.