L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, destituito nel luglio 2026, ha lanciato il 18 agosto un attacco politico molto netto alla gestione del Paese e ha chiesto di ripristinare il processo democratico e tenere elezioni anche durante la guerra, sostenendo che l’Ucraina attraversi una crisi sistemica di governo. È stata descritta da Reuters e dal Guardian come la più diretta sfida politica interna a Volodymyr Zelensky dall’inizio dell’invasione russa su larga scala.
Il punto politicamente più rilevante è che Fedorov ha contestato la dilagante corruzione, la concentrazione del potere e la perdita di fiducia nelle istituzioni, pur senza pronunciare esplicitamente in quel discorso il nome di Zelensky.
Ma le elezioni possono davvero svolgersi ora?
Qui sta la questione cruciale: attualmente in Ucraina vige la legge marziale, e le elezioni non possono essere normalmente organizzate durante la sua applicazione. Il governo ucraino sostiene quindi che il voto debba essere rinviato finché non saranno create condizioni legali e di sicurezza adeguate.
La posizione di Fedorov è invece che occorra trovare un meccanismo legale e sicuro per consentire il processo elettorale anche mentre la guerra continua.
Fedorov si è ormai collocato apertamente come potenziale avversario politico di Zelensky e chiede elezioni in tempo di guerra.
Ma chi è Mykhailo Fedorov?
È una figura molto particolare della politica ucraina perché non proviene dall’apparato militare tradizionale: è un tecnocrate, imprenditore digitale e uomo politico della generazione di Zelensky. A 35 anni è diventato uno dei protagonisti più interessanti — e ora più controversi — della politica di Kyiv.
Nato il 21 gennaio 1991 a Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, è cresciuto nella vicina Zaporizhzhia, ha studiato sociologia e management all’Università nazionale di Zaporizhzhia e, ancora giovane, ha lavorato nel settore del marketing digitale. Nel 2013 fondò una propria agenzia di comunicazione digitale.
La svolta arriva nel 2019, quando entra nello staff elettorale di Volodymyr Zelensky. Fedorov, allora appena ventottenne, contribuì alla strategia digitale e alla comunicazione sui social della campagna che portò l’attore e comico alla presidenza con una vittoria schiacciante. Da quel momento divenne uno degli uomini più vicini a Zelensky.
Dopo l’elezione di Zelensky, Fedorov viene nominato Ministro della Trasformazione Digitale e definito anche Il ministro della “Ucraina digitale”, incarico che manterrà per diversi anni, diventando anche vice primo ministro.
Il suo progetto più famoso è Diia, una piattaforma/app attraverso cui gli ucraini possono utilizzare numerosi servizi pubblici direttamente dallo smartphone. L’idea era trasformare l’amministrazione ucraina da una burocrazia tradizionale a una sorta di “Stato nello smartphone”.
È qui che Fedorov costruisce la sua reputazione internazionale: giovane, tecnologico, favorevole alla digitalizzazione, ostile alla burocrazia sovietica e molto orientato all’innovazione.
Quando la Russia invade l’Ucraina nel febbraio 2022, Fedorov diventa uno dei volti più importanti della risposta tecnologica ucraina dedicandosi allo sviluppo dell’uso dei droni e alla creazione dell’ecosistema noto come “Army of Drones”.
Un episodio emblematico riguarda Starlink: nei primi giorni dell’invasione Fedorov fece pubblicamente appello a Elon Musk affinché Starlink fosse attivato in Ucraina. Musk rispose fornendo il servizio, che divenne successivamente una componente importante delle comunicazioni ucraine.
Questa esperienza è fondamentale per capire perché Zelensky lo abbia poi considerato adatto alla Difesa: Fedorov rappresentava l’idea di una guerra tecnologica, basata su droni, dati, intelligenza artificiale, comunicazioni satellitari e sistemi digitali, piuttosto che sulla tradizionale struttura militare sovietica.
Il 14 gennaio 2026 Fedorov è stato nominato ministro della Difesa dell’Ucraina. Era una scelta politicamente significativa: Zelensky affidava un ministero cruciale non a un generale, ma a un tecnocrate di 35 anni.
Fedorov voleva trasformare ulteriormente le Forze armate attraverso tecnologia e dati, combattere la burocrazia e intervenire sui problemi degli approvvigionamenti militari. Ma proprio qui iniziarono i problemi.
Secondo Reuters, entrò in contrasto con parte della leadership militare, in particolare con il comandante delle Forze armate Oleksandr Syrskyi, anche sulla questione della mobilitazione e delle riforme militari, tanto che solo dopo sei mesi Zelensky lo ha rimosso nel luglio 2026.
La decisione provocò una reazione insolita: manifestazioni a Kyiv a sostegno di Fedorov con persone che chiedevano il suo ritorno ma lui rifiutò un altro incarico governativo offertogli da Zelensky. Sosteneva che le posizioni realmente decisive per la conduzione della guerra fossero essenzialmente tre, quella di presidente, di ministro della Difesa e di comandante delle Forze armate.
Dopo breve anche Syrskyi fu rimosso ma qui la situazione cambia completamente, Fedorov da alleato di Zelensky diviene il suo principale rivale.
