Il giorno della pace e un vuoto d’informazione in cerca di risposte
Rilascio degli ostaggi di Hamas! 13/10/2025 /: giornata epocale per il mondo intero; immagini in diretta che passeranno alla storia, storia di una diretta da Gerusalemme, parole e avvenimenti che il mondo attendeva con il fiato sospeso.
- Immenso e imprevedibile discorso di Benjamin Netanyahu: non un “guai ai vinti”, ma parole di concordia tra i popoli del Medio Oriente.
- Parla Yair Lapid. cita il Corano, Sura 5/25 e poi il Talmud: “chi uccide un uomo uccide il mondo intero”… “chi salva un uomo salva il mondo intero”… Brividi lungo la schiena.
- Il discorso sale di tono: Terrasanta & l’ombelico della cultura; amore tra i popoli; perdono; armonia.… l’ascolto regala un’emozione che inciampa sui denti.
- Quindi, irrompe un sorprendente Donald Trump. A parte l’endemica dichiarazione d’amore a se stesso, parole di un nuovo Ordine Mediorientale e poi…
- Pace tra giudei e filistei dopo 3000 anni di paura e di odio. Mano tesa all’Iran.
- Infine, eterna alleanza tra USA & Israele, unica democrazia del Medioriente, partner dell’Occidente.
- La conferenza è finita, strette di mano, Donald è di partenza per Sharm el-Skeikh, verso la firma dell’accordo. Tra gli invitati c’è Giorgia Meloni.
Ed è qui che le accuse di complicità del governo con il “genocidio” consumato nella Striscia di Gaza, non hanno più senso, e neppure le tante tensioni dentro e fuori dal Parlamento italiano.
13/10/2025. il giorno di fatti e realtà, senza megafoni, ma solide parole. Il giorno in cui è obbligatorio e costruttivo confrontarsi con altro.
In questo giorno di pace, frutto di una enorme diplomazia, la chiusura della epocale conferenza è stata l’ispirazione della ricerca sui rapporti tra Israele e la NATO, e gli accordi militari-commerciali, tra Israele e Italia, con l’intento di fare chiarezza tra argomentazioni e momenti interni di troppo aspro confronto.
Da una indagine effettuata su varie fonti ne deriva che:
Israele ha legami di cooperazione con la NATO, in particolare attraverso il “Programma di cooperazione individuale” e il “Dialogo Mediterraneo” della NATO, a cui ha aderito nel 1994. Rapporti che includono scambi di informazioni tra servizi di intelligence e la presenza ad esercitazioni congiunte.
Sebbene non sia un membro del Patto Atlantico, Israele è considerato un alleato strategico degli Stati Uniti e ha stretti rapporti militari con la NATO e i suoi membri.
Finora la cooperazione con la NATO era incentrata sulla sicurezza e la stabilità nella regione del Medio Oriente. Uno scenario messo alla prova dopo l’aggressione di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e i drammatici sviluppi che hanno modificato man mano le opinioni dei paesi occidentali. L’attuale cessate il fuoco non a caso è un momento “focale”, da cui ripartire con maggior consapevolezza.
Non essendo membro del Patto Atlantico, Israele non è vincolato dagli obblighi di difesa collettiva, tuttavia è tutt’oggi considerato un partner militare ed economico dell’Occidente con il quale intrattiene storici rapporti di interscambio e rapporti commerciali pregressi alla guerra di Gaza, che sono da considerare nella loro complessità.
Rapporti economici fra Italia e Israele
Stando al Ministero degli Affari Esteri, il commercio bilaterale è consistente. Dati del 2022 stimano il valore totale degli scambi a quasi 4,8 miliardi di euro, con esportazioni italiane verso Israele in crescita. I settori coinvolti includono high-tech, chimica, prodotti alimentari, macchinari per produzione agricola e industriale.
Rapporti militari e cooperazione in difesa
Sussiste il Memorandum of Understanding (MoU) fra Italia e Israele, per cooperazione militare e difensiva, siglato nel 2003 ed entrato in vigore nel 2005, che include vari tipi di collaborazione: scambio di tecnologie, addestramento, esercitazioni congiunte, import/export di materiali militari, ricerca e sviluppo difensivo, quali:
- Israele ha acquistato aerei da addestramento Alenia-Aermacchi M-346 dall’Italia;
- l’Italia ha acquistato da Israele sistemi come il satellite OPTSAT-3000 e aerei di sorveglianza CAEW.
- Nel 2020 c’è stato un accordo reciproco di approvvigionamento (“reciprocal procurement agreement”) tra i ministeri della difesa: Italia fornisce elicotteri ad Israele; Italia acquista missili, simulatori, etc.
Di recente però, in seguito all’orrore consumato nella Striscia di Gaza, vi sono state controversie sulla legittimità costituzionale e normativa di questi accordi. Alcuni legislatori italiani hanno chiesto che il MoU venga sospeso o che non venga rinnovato tacitamente, in quanto, con l’aggravarsi del conflitto certe cooperazioni potrebbero implicare violazioni del diritto internazionale.
La questione etico-commerciale sul concetto di “onorare” gli impegni
- Contratti già firmati: se ci sono accordi o contratti in essere (militari o economici) che prevedono forniture, addestramenti, mutuali obblighi, è normale che uno Stato cerchi di rispettarli, salvo che non vi siano ragioni giuridiche, politiche o morali per recedere (es. violazione del contratto, cambiamento drammatico di circostanze, obblighi superiori di diritto internazionale).
- Accordi rinnovabili: il MoU Italia-Israele si rinnova automaticamente ogni cinque anni, salvo disdetta. Ciò significa che, a meno che una delle due parti non manifesti la volontà di recedere, l’accordo resta in vigore.
- Vincoli costituzionali/internazionali: lo Stato italiano (come tutti) è soggetto al diritto internazionale (inclusi i diritti umani, trattati, norme sull’uso della forza, etc.) e alla Costituzione italiana. Se un accordo militare comporta un’azione che viola leggi internazionali o costituzionali, c’è dibattito su se e come “non onorarlo” o rinegoziarlo.
Poliedrica conclusione
La guerra è finita, nuova luce per il Medioriente. Giorno di festa e di lacrime. Elogio al governo italiano, allineato con un processo diplomatico che ha portato a un’incredibile pace.
Chiunque abbia seguito la diretta da Gerusalemme ha capito. C’è sempre molto da imparare sui retroterra di relazioni internazionali difficili da interpretare “dal basso”. In questo giorno di pace, un’apoteosi di vergogna: i “ragazzi della pro Pal” spaccano tutto a Milano. Non è neppure odio, è solo ignoranza.
Match di ritorno in Italia–Israele questa sera a Udine. Gli irriducibili della violenza istigata già si organizzano contro la polizia… per salvare Gaza!?
Tutto ciò mentre da Gerusalemme si spalanca l’opportunità di una nuova era e la parola pace è già stata indirizzata verso la martoriata Ucraina.
Fonti: natoexit.it, israel.timesofnews.com, AVIONEWS, Ministero degli Affari Esteri, AI Overview, EDNEWS, EDR Magazine
