Riceviamo e pubblichiamo.
Vi avevamo urlato che l’11 settembre era un’auto golpe da manuale. Avete scelto i Bush, i Clinton, le torri che cadono a velocità libera.
Vi avevamo detto che i telegiornali erano megafoni di un’élite psicopatica. Avete continuato a ingoiare il veleno perché “l’ha detto la televisione”.
Vi avevamo avvisato che le punture erano armi biologiche a lento rilascio. Avete idolatrato un eugenetista che pranzava con pedofili patentati e simulava pandemie anni prima.
Vi avevamo indicato le scie che intossicano l’aria, le alluvioni ingegnerizzate, i deserti allagati a comando. Avete riso, poi avete visto Dubai sott’acqua e avete fatto finta di niente.
Vi avevamo spiegato che il “green” era solo un altro cappio: auto elettriche cinesi, camini vietati, insetti nel piatto.
Avete applaudito la Commissione Europea mentre vi rubava il futuro a rate.
A Davos parassiti miliardari pianificano la vostra schiavitù digitale e biologica. Voi lo chiamate “forum economico mondiale” e ci vedete ancora filantropia.
In Ucraina si scoprono biolaboratori, traffico di organi e bambini mentre vi raccontano che è stato Putin.
Avete scelto lo spot Netflix invece della geografia. Vi hanno imposto la cultura woke per castrarvi mentalmente e spiritualmente.
Avete difeso serie TV che sembrano scritti da malati terminali di ideologia.
Vi hanno sostituito per design – Kalergi non era un romanzo.
Avete creduto alla favola dei profughi e avete insultato chi ve lo diceva.
Sacrifici di bambini, adorazione di Moloch, élite che vi considera bestiame. “Esageri, guardi troppi film”.
Adesso la voce dentro la vostra testa non tace più.
È un sussurro acido che diventa urlo: «Avevano ragione. Siete stati complici del vostro macello. Svegliatevi o crepate dormendo.»
La pentola è scoperchiata. Sotto c’è un abisso che puzza di zolfo e sangue di innocenti. Ogni loro ordine è veleno. Ogni loro “salvezza” è condanna.
Se vi indicano una direzione, correte dall’altra parte. Subito. Non c’è più tempo per i dubbi da pecore.
Fine della ricreazione.
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