Le proteste sono considerate tra le più estese dall’inizio del conflitto con la Russia su vasta scala e si stanno svolgendo in diverse aree del Paese.
I manifestanti contestano principalmente decisioni del governo riguardanti il sistema anticorruzione e chiedono il mantenimento dell’indipendenza delle istituzioni incaricate di indagare sui casi di corruzione.
Le mobilitazioni hanno coinvolto decine migliaia di persone e, secondo le informazioni disponibili, sono rimaste in larga parte pacifiche.
L’origine della mobilitazione è stata l’approvazione da parte della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) di una legge che modifica i rapporti tra il Procuratore generale e le due principali istituzioni anticorruzione del Paese:
- NABU (National Anti-Corruption Bureau of Ukraine), che indaga sui casi di grande corruzione;
- SAPO (Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office), che coordina l’azione penale nei casi investigati dal NABU.
Secondo i critici, la legge riduce l’indipendenza di questi organismi, attribuendo maggiori poteri di supervisione al Procuratore generale, figura nominata dal presidente.
Questo è stato percepito da molti come un passo indietro rispetto alle riforme anticorruzione avviate dopo la Rivoluzione di Maidan del 2014 e considerate fondamentali anche per il percorso di adesione all’Unione Europea.
Alle proteste partecipano non solo attivisti, ma anche veterani di guerra, militari in licenza, studenti, professionisti e cittadini comuni. Un elemento che ha colpito molti osservatori è che le manifestazioni si svolgono mentre il Paese è ancora impegnato nella guerra contro la Russia, circostanza che rende piuttosto raro un movimento di protesta di queste dimensioni.
Come ha reagito Zelensky?
Di fronte alle proteste, Zelensky ha modificato la propria posizione iniziale.
In un primo momento aveva difeso la legge, sostenendo che fosse indispensabile per proteggere le istituzioni da possibili infiltrazioni russe.
Con il crescere delle proteste e delle critiche provenienti anche dall’Unione Europea e da altri partner occidentali, ha annunciato un nuovo disegno di legge che dovrebbe ristabilire garanzie di indipendenza per NABU e SAPO, introdurre ulteriori controlli di sicurezza, compresi controlli periodici per il personale con accesso a informazioni classificate e elaborare il testo in consultazione con esperti europei e con gli stessi organismi anticorruzione.
