L’UOMO SI SAREBBE ACCANITO CONTRO LA VOLANTE DEI POLIZIOTTI
L’episodio, destinato a diventare un nuovo caso politico su sicurezza e Forze dell’ordine, è avvenuto tra via Panzini e via Svevo all’interno del rione Pilastro, nell’area nord-orientale della città di Bologna.
Tutto si sarebbe consumato nella tarda mattinata di domenica 19, durante un controllo di polizia: a quanto emerso, alcuni abitanti della zona avrebbero chiamato gli agenti dopo che l’uomo avrebbe dato in escandescenze nell’area dei garage.
Arrivati sul posto poliziotti e soccorsi del 118, il quarantatreenne avrebbe iniziato a colpire la volante. È a quel punto che gli agenti, nel tentativo di calmarlo, gli avrebbero spruzzato spray urticante. Quindi, come si vede in un video in circolazione sui social, due agenti lo immobilizzano a terra nel tentativo di ammanettarlo; con loro una terza persona, probabilmente un residente, che tiene a Fakir le caviglie.
Dopo quei momenti concitati il marocchino avrebbe accusato un malore poco prima di morire.
Dopo la morte dell’uomo, nel quartiere sono scoppiate proteste e tensioni: circa cento persone sono scese in piazza criticando le modalità operative messe in campo dagli agenti. La colluttazione tra la vittima e gli agenti è stata ripresa da alcuni residenti del quartiere e il video diventerà ora elemento fondamentale d’indagine futura. Secondo quanto riferito dal fratello e dalla sorella, Abderrahim Fakir pare soffrisse di problemi di salute.
Intanto, in una nota la Questura di Bologna ha precisato che “gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza. Gli agenti intervenuti, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto. Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari del 118.
Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria“.
Sul corpo è stata disposta l’autopsia.

Che dire… uno in meno