Cani che rischiano di essere macellati per esser successivamente mangiati. In Corea del Sud è una triste realtà.

Notizia di questi giorni è che gli attivisti di “Humane World for Animals” hanno messo in campo una Squadra di Soccorso Animali per andare in Corea del Sud a “salvare tutti i cani che stanno soffrendo in un allevamento di cani da carne”.
Del tema di cani e gatti allevati per essere poi mangiati ne avevamo già parlato il 1 aprile 2025 quando scrivevamo: “Cane e Gatto non sono destinati a finire nel piatto. In Asia, purtroppo, sì!”. E’ passato più di un anno ma la storia continua.
La Direttrice di “Humane World for Animals”, Rosaclelia Ganzerli, fa sapere che questi poveri cani sono “costretti a vivere in condizioni drammatiche” e che, nello specifico, “questi cani erano destinati a essere uccisi per la loro carne”.
In Italia una cosa simile è inconcepibile ma ci sono Atenei che hanno studiato il fenomeno ed hanno provato a spiegarlo in qualche modo.
L’Università degli Studi di Parma, attraverso il suo Dipartimento Food for Future, ha rilevato che “in alcune culture, la carne di cane è considerata un “cibo caldo” ed è associata a credenze popolari che le attribuiscono proprietà fortificanti o la capacità di aiutare a combattere il caldo estivo (ad esempio attraverso zuppe tradizionali come il bosintang)”.
Emerge chiaro che, dunque, quanti mangiano la carne di cane, spesso, lo fanno animati da profonda ignoranza.
Ci sono poi i casi di Corea del Sud e Vietnam, dove alcune razze di cani vengono allevate per affezione e compagnia mentre altre vengono destinate all’allevamento alimentare.
Per questo è importante dar voce a “Humane World for Animals” che insiste nel dire: “Salvare questi cani ci aiuterà anche a smantellare il business che li ha messi in pericolo, compiendo un altro importante passo in avanti per porre fine a questa crudeltà”.
La Squadra di Soccorso Animali si sta preparando a partire per la Corea del Sud. Grazie a loro, “per questi animali, questa potrebbe essere l’unica possibilità di fuga”. Gli attivisti sostengono che “il tempo stringe” e serve l’aiuto e la sensibilità di tutti.
E’ necessario – anche quando si va in ferie nei Paesi asiatici – evitare piatti che prevedono l’utilizzo di carne di cane e gatto. La macabra offerta sta in piedi ed è vantaggiosa solo se esiste una reale domanda da parte dei consumatori.
Compito del giornalismo è anche quello di informare su questi temi non comuni ma veramente molto importanti.
