2 Novembre 2026

8 thoughts on “I letti vuoti di un Paese che cambia”

  1. Sintetizzando direi che in Italia non si è mai guardato oltre il proprio naso, mai azioni che avrebbero potuto prevenire e prevedere i problemi che sarebbero inevitabilmente arrivati. Si è guardato al giorno dopo e basta. E questo vale per quasi tutto purtroppo.

  2. Ho girato l’articolo alle mie cugine Ileana e Tiziana, che conosci bene, come faccio molto spesso, anche se sono fuori scala, rispetto a queste indagini demografiche: in particolare Ileana e Valter hanno prodotto tre figli e otto nipoti. Del resto un po’ tutta la nostra famiglia è un po’ anomala, presentando anche soggetti che si sono riprodotti con compagne diverse…

  3. Grazie come sempre degli stimoli, Carlo, ma obietto sulla premessa: è mia profonda convinzione che il Vecchio Continente non perderà la sua identità per il calo delle nascite, ma perché troppi egoismi minano il pensiero di Altiero Spinelli e chi con lui ha sognato una formula di aggregazione degli Stati Europei, che li portasse a superare le manie identitarie e le storiche lotte.
    Il vento che da destra spira e infetta le politiche di molti di questi Stati è il vero ostacolo identitario dell’Europa. Governi antieuropeisti che, come il nostro, si ritrovano ad utilizzare l’UE quando fa comodo ma sono pronti a saltare sul carro americano perché lo stimano vincente (senza peraltro valutare se interpretano i sentimenti del popolo), questi sono i soggetti che minano l’identità dell’Europa Unita.
    Le nascite sono complessivamente in esagerato aumento nel Mondo, così è dall’industrializzazione, da almeno 150 anni: ci vogliamo davvero preoccupare se nasci un bambino dalla pelle gialla o nera, se parla italiano o fiammingo, se è piemontese o siciliano? Facciamo attenzione, dico io, perché si può scivolare in un pericoloso declivio che già in passato ci portò alle odiose leggi razziali. E la norma approvata dall’Europa in questi giorni che stabilisce a tavolino quali sono i Paesi Sicuri, e dove possiamo sentirci autorizzati di spedire gente che cerca un posto sicuro dove vivere già ci indirizza verso quelle acque paludose..
    Il Mondo è di tutti, in Italia ci sono marocchini che parlano Piemontese e cinesi che tengono su l’economia del Veneto (come fu all’epoca con gli Ebrei a Chieri).
    Facciamo molta attenzione a dire che bisogna ‘fare figli’ per mantenere nostre le origini (le nostre origini sono Africane – non dimentichiamo) perché i popoli da sempre si spostano, occupano gli spazi liberi, e la sovrappopolazione porta carestia e guerre. Ben venga se qualcuno si limita ;D
    PS: avrei da dire anche sul collegare la crisi delle culle con la “donna diversa” ma mi pare di ave già esagerato con le parole.. Grazie e ciao

    1. Grazie per la risposta, ovviamente molto articolata, della quale farò presenza e analisi per un articolo che sta già scrivendo sullo stato dell’Europa in generale, rispetto alle nuove autocrazie e alle vecchie dittature mai spente. È un momento importante e complesso. In ogni caso, questo articolo era riferito praticamente al calo della natalità soprattutto da un punto di vista di una diversa composizione della famiglia e del ruolo di una donna più padrona di se stessa. Avrei preferito sentire quello che avevi da dire in merito, sempre succo di dialettica. Alla prossima. È ovvio che comunque condivido in buona parte ciò che ho rilevato da indagini demografiche e pareri universitari, è il compito del cronista. Ciao ciao

  4. In quanto ambientalista e animalista sempre più convinta e appassionata, dovrei rallegrarmi del calo demografico della specie umana, tanto dannosa per per l’ecosistema. Purtroppo, però , in circa 50 anni la popolazione umana mondiale è passata da meno di 3 miliardi a 8 miliardi! Otto miliardi! Dunque il fenomeno globalmente non sussiste affatto, anzi assistiamo ad una crescita demografica esponenziale, e c’è poco da rallegrarsi.
    Questa folle crescita non è un bene per nessuno. Non certo per i poveri del mondo, sempre più poveri e proletari, né per i più fortunati, chè solo per fortuna si nasce in un posto piuttosto che in un altro di questo sovraffollato e inquinato pianeta pieno di odio, di ingiustizie e di guerre.
    E dovunque il divario tra ricchissimi e poverissimi si fa sempre più profondo, sempre di più pochissimi ricchi -arabi,cinesi ,indiani ,americani, russi ecc.ecc.-comandano a loro piacimento masse di sventurati costretti a lavorare duramente, in condizioni di sicurezza a dir poco precarie, sottopagati o peggio. Anche in Europa, dove le cose vanno in po’ meglio sotto questi aspetti, quanti morti sul lavoro, anche in tempi recentissimi! E per lo più immigrati.
    Tornando al tema delle culle vuote, l’infertilità nei popoli in decadenza politica ed economica è un fenomeno storicamente ricorrente già nell’antichità, e varrebbe la pena di approfondire questo tema.

  5. Analisi profonda e veritiera.
    Personalmente ho convissuto con una suocera che ha partorito 13 figli , 3 dolorose morti e 10 allevati con fatica e amore.
    Ho 2 figlie di cui una single (in italiano zitella) e l’altra diventata madre a 39 anni..
    I tempi sono veramente cambiati!

    1. in italiano ‘zitella’ ha un’accezione poco positiva, che non si confà a tua figlia.
      è single, autonoma, vive la sua vita e questo è bellissimo.
      lasciamo i vecchi termini desueti in soffitta 😉

  6. Se continueremo a considerare la cura dei figli come un ‘problema femminile’ temo non andremo lontano.
    I figli sono certamente responsabilità della coppia genitoriale (costituita da due persone adulte, che non è poco), ma anche della comunità che li accoglie.
    A 50 anni e rotti mi viene da dire che loro rappresentano il futuro, noi no, non più. Forse per questa ragione dovremmo avere molta più cura anche dei figli degli altri.
    Confesso che come madre, quando mi trovo ad affrontare delle difficoltà, mi sento sempre molto sola. Poi mi giro e vedo che ci sono altre come me e un po’ mi passa…

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