Giornalisti sempre meno considerati, tutelati, valorizzati. La libertà di stampa è a rischio.
Il 3 maggio 2026 si è tenuta la Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa, nata nel 1993 per volontà dell’Assemblea delle Nazioni Unite.
Quest’anno il prestigioso “Premio mondiale per la libertà di stampa UNESCO/Guillermo Cano” è stato assegnato al Sindacato dei Giornalisti sudanesi per accentuare un “riconoscimento del ruolo che il collettivo ha svolto nel condannare il deliberato attacco ai giornalisti nel conflitto in corso nel Paese”.
Secondo il Direttore Generale dell’UNESCO, Khaled El-Anany, “i membri del Sindacato dei giornalisti sudanesi hanno dimostrato un coraggio straordinario e una dedizione incrollabile. Nonostante le immense sfide, continuano, giorno dopo giorno, a fornire informazioni accurate e salvavita alle loro comunità quando conta di più. Il loro impegno è un potente esempio per tutti noi e un servizio vitale alla verità, alla responsabilità e alla pace”.
Parole profonde che mettono in luce come alle Nazioni Unite abbiano a cuore l’operato e la funzione dei giornalisti. Pensiero puntuale che rammenta a tutti la funzione sociale e sociologica della stampa nel mondo.
Il Presidente del Sindacato dei Giornalisti sudanesi, Abdelmoniem Abuedries Ali, nel ricevere il premio ha dichiarato: “Questo premio non è solo un riconoscimento del Sindacato dei giornalisti sudanesi, ma un omaggio a tutti i giornalisti sudanesi che continuano a difendere la verità e la libertà di stampa in condizioni estremamente difficili e pericolose. Riafferma il ruolo vitale del giornalismo indipendente nel salvaguardare i valori democratici e nell’amplificare la voce dei civili colpiti dalla guerra”.

Domenica 3 maggio 2026, affacciandosi alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Robert Francis Prevost, alias Leone XIV, dopo la recita del Regina Coeli, si è limitato a dire: “Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall’UNESCO. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza”.
Il rischio che si corre, nel celebrare queste giornate mondiali, è quello di dare esagerata attenzione a quanto accade nei Paesi in conflitto ma di ignorare i tanti giornalisti che, in Italia, vengono accerchiati, minacciati, picchiati, aggrediti, nell’esercizio delle loro funzioni.
La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa sia un modo per considerare l’operato di una categoria poco considerata, altamente snobbata, spesso aggredita.
L’immagine di copertina è stata generata da Microsoft Copilot AI.
