Quella del giornalista, oggi, è una professione complessa. Paolo Del Debbio è stato denunciato per diffamazione aggravata da “Forza Nuova”.
Il giornalista, per il suo status professionale ha il diritto di dire quello che pensa, può esprimere opinioni personali e anche ficcanti critiche.
Ciò che non può fare, però, è permettere che ospiti delle sue trasmissioni possano diffamare qualcuno e non favorire il contraddittorio. Quando si parla di qualcuno, specie se si parla di politica, è veramente necessario che tutte le parti in causa possano dire la loro.

Per questo motivo il Segretario Nazionale di “Forza Nuova”, Roberto Fiore, ha poc’anzi fatto sapere di aver “dato mandato all’Ufficio legale del Movimento di procedere per diffamazione aggravata nei confronti del direttore del programma “4 di sera”, Paolo Del Debbio”.
A detta dell’onorevole Fiore, Paolo Del Debbio sarebbe colpevole di “aver consentito, nella puntata del 15 settembre 2025, all’onorevole Anna Ascani di rilasciare dichiarazioni false riguardo a presunte “aggressioni fisiche” ai danni di aderenti alla CGIL durante la manifestazione del 9 ottobre 2021, senza alcun contraddittorio né possibilità di smentita”.
In effetti chi – come chi scrive – segue quotidianamente “4 di Sera” rammenta che l’onorevole Ascani ha davvero detto tali cose e, cosa opinabile, non vi è stata né una smentita né la presenza (anche in giorni a seguire) di esponenti di “Forza Nuova” per ribattere alle asserzioni di Anna Ascani.

Paolo Del Debbio è notoriamente un giornalista che lascia spazio a “tutte le ragioni, tutte le opinioni”. Gli va riconosciuto che ha ospitato nei suoi studi persino immigrati di seconda generazione, conosciuti come “maranza”, con fedine penali interessanti, ma non ha ospitato esponenti di “Forza Nuova” per chiarire queste asserzioni della parlamentare Dem. Come mai?
Roberto Fiore espone preoccupazione per il fatto che “il processo relativo ai fatti del 9 ottobre è tuttora in corso e tali dichiarazioni, oltre a essere diffamatorie, rischiano di influenzarne l’esito”.
Probabilmente questo aspetto, il 15 settembre scorso, non è saltato subito alla memoria di conduttore e team degli autori di “4 di Sera” ma, in effetti, certe dichiarazioni, date per assodate, possono essere altamente lesive del Movimento politico coinvolto nel processo dibattimentale.

Nella stessa nota per la stampa, la Segreteria politica di “Forza Nuova” ha anche informato che “l’11 marzo 2026 il signor Paolo Berizzi, già imputato in altri procedimenti per diffamazione contro Forza Nuova, sarà processato a Milano per diffamazione aggravata nei confronti di Roberto Fiore”.
Per chi non lo conoscesse, Paolo Berizzi è un esperto giornalista e saggista, classe 1972, che si occupa in modo peculiare di “neofascismo”, vedendo in qualsiasi movimento che si rifà alla Destra Sociale, un pericoloso focolaio di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista.
Per il suo impegno a favore della ricerca e della narrazione della verità, Berizzi vive sotto scorta dal 1 febbraio 2019. Qualche soggetto non incline alla democrazia e al quieto vivere, infatti, lo ha minacciato di morte ed ha compiuto atti intimidatori ai suoi danni.
Che nel terzo millennio si debba sentir parlare di “minacce di morte” e di “atti intimidatori” mette davvero i brividi. Con simili atti si buttano alle ortiche 80 anni di democrazia, di libertà di espressione, opinione e critica.
La vicenda terrà banco per diverso tempo perché Paolo Berizzi lo conoscono coloro i quali frequentano i talk-show di sinistra e leggono “La Repubblica”, Paolo Del Debbio lo conoscono tutti perché – oltre ad essere un apprezzato conduttore su “Mediaset”, è stato anche Assessore del Comune di Milano, dal 1998 al 2001, con delega alla Sicurezza e alle Periferie, nella stimata Giunta guidata da Gabriele Albertini.
I giornalisti, in Italia, hanno vita difficile perché – specie nei talk-show dove tutti urlano e c’è un caos indescrivibile – è complesso riuscire a sentire tutto quello che viene detto e a smentirlo nell’immediato.
Ciò non toglie che le parole di Anna Ascani siano ancora tutte da dimostrare e che sui fatti del 09 ottobre 2021 non è ancora stata emessa una sentenza definitiva di condanna per questo o quel soggetto.
Il Decreto Legislativo 188/2021, che l’onorevole Anna Ascani dovrebbe ben conoscere, parla di presunzione di innocenza che va adottata anche quando alla sbarra degli imputati si trovano Roberto Fiore e “Forza Nuova”.

Del Debbio non simpatizza sicuramente per la sinistra e mi stupisce che non abbia permesso il contraddittorio contro la Ascani
Cara Margherita, stupisce ed infatti credo sia semplicemente sfuggita la cosa. Ciò non toglie che bisogna sempre dare diritto di replica alle “parti offese”.