11 Ottobre 2026

5 thoughts on “Don Minutella e fra Celestino in Uruguay per confermare le anime nella Fede”

  1. È chiaro ormai che, se arriva alla perfetta comprensione della spinosa vicenda della sede impedita di Benedetto XVI un gruppo di persone sudamericane che, per ovvi motivi, non hanno potuto partecipare a discussioni dibattiti e conferenze, e non hanno conoscenza di chissà quali specialisti sull’argomento , allora è evidente che in Vaticano c’è una finta chiesa e lo Spirito Santo soffia da un’altra parte, cioè sul Piccolo Resto! D’altra parte è stato profetizzato ampiamente , dal libro dell’ Apocalisse, dalla Madonna di Fatima, dallo stesso P. Pio e da mistici seri. E serve a poco aggrapparsi al Diritto Canonico, perché ormai è chiaro anche il falso papato di mons. Prevost!!Da Roma partono fulmini e saette perché là c’è il demonio che li pilota tutti e li fa tacere per paura. Avevano perfino fatto mettere sotto chiave la povera Lucia di Fatima affinché non parlasse a nessuno della terza parte del terzo segreto di Fatima !Non serviranno mai a nulla le mille petizioni del povero dr. Cionci! Questi non ammetteranno mai il gravissimo peccato contro Dio e contro la Chiesa, la vera Chiesa che oggi è nelle catacombe e parla negli alberghi e gira il mondo per parlare agli ultimi. Per questi missionari guidati dal santo Padre Alessandro non è un divertimento, è una immensa fatica, ma sarà ricompensata con il Paradiso

    1. Avrò modo di dettagliare rispetto a Minutella, ma un piccolo appunto “da collega a collega” me lo consento. “Quello che ormai è universalmente epitetato come “Leone di Maria”, universalmente???

      1. Si, universalmente. Lo chiamano così in Romania, Colombia, Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Svizzera, Belgio, Florida, Canada, Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, … Ho ben compreso che a lei non piace il “Sodalizio Sacerdotale Mariano” e don Minutella.
        A me non piacciono il Cammino Neocatecumenale e il Movimento di Maria (Focolarini) e sa una cosa? Non vado a mettere commenti saccenti e sgradevoli sotto ai loro articoli.
        Se ciò che scrivo non le piace, facile, passi altrove e vada a fare il docente altrove. Cordialità.

  2. Caro Rovera,
    mi spiace che tu abbia scelto, tra colleghi non usa, di passare al “lei”. Io continuo con il “tu”, per rispetto alla nostra comune professione e comunque all’impegno che metti nello svolgere il lavoro di cronista e commentatore.
    Provo a chiarirti, quindi, il perché del mio commento sicuramente non simpatizzante verso Minutella, la cui vicenda seguo, con curiosità, da alcuni anni (in un interesse mio, che non data oggi ma decenni, all’arcipelago Trad e neo-Trad).
    Il fenomeno minutelliano ha un rilievo più dal punto di vista comunicativo che da quello ecclesiale: siamo di fronte a un caso tutto costruito attraverso i social, strumenti e ambienti che le varie declinazioni del progressismo chiesastico non sanno proprio usare. In un mix tra devozionismi, prassi carismatiche e profezie autoiveranti, per dirla in sintesi, ci troviamo di fronte a un eloquente esempio di quello che analisti conservatori hanno chiamato “protestantizzazione del tradizionalismo”. In una sorta di “scherzo della storia”, certe narrazioni e prassi passano da “sinistra” a “destra”: la pretesa di essere interpreti e continuatori “in spirito” della “vera Chiesa”, che negli Anni 60-80 fu delle “comunità di base”, oggi è diventato elemento caratterizzante porzioni di “cristianesimo extra-istituzionale” collocato sul lato opposto.
    Il c.d. Grande Prelato, auto-concretizzazione di una profezia “minore” e soprattutto “non riconosciuta” a cui egli solo ha dedicato attenzione, si è prodotto in una serie di ardite “sintesi teologiche” (per dirne una: Von Balthasar e Lefebvre, pur non abbandonando mai, almeno a parole, l’accettazione del “conservatorismo conciliare” geniale “invenzione” di Wojtyla – Ratzinger). Un potpourrie a cui non è mancato nemmeno l’aggiunta della focolarina Chiara Luce Badano. Il tutto per “giustificare” una impresa di autosussistenza che mi pare scandalosa soprattutto nel suo confondere la fede dei semplici.

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