Don Minutella e fra Celestino della Croce sono in missione “Ad Gentes” in Sud America.
Da diverse settimane il Fondatore del “Sodalizio Sacerdotale Mariano”, don Alessandro Maria Minutella, fra Celestino della Croce, alcune consacrate della “Compagnia di Maria” ed un gruppo di giovani del “Seminario Santo Curato d’Ars”, sono in Sud America per una missione “Ad Gentes” a vantaggio di quanti sono rimasti autenticamente e tenacemente Cattolici.
Le critiche dei detrattori di don Minutella non si sono fatte attendere.

Abbiamo letto ed ascoltato di tutto ma – come ben dice il Vangelo – “non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo” (Luca 6:43-44).
Nel “Piccolo Resto Cattolico”, realtà straordinariamente in crescita, ci sono migliaia di anime che anelano ai corsi d’acqua (cfr. Salmo 41:2) della Sana Dottrina Cattolica che Jorge Mario Bergoglio ha picconato con tenacia promulgando “Amoris Laetitia” e “Fratelli Tutti”.
Il 31 gennaio 2026 – giorno che entrerà nella storia del Cristianesimo Romano – a Montevideo, in Uruguay, “c’è stato un incontro molto intenso e commovente. La referente, Maria Cecilia, tiene unito il gruppo da anni”, scrive un instancabile don Minutella sulla sua “Radio Domina Nostra”.

Quello che ormai è universalmente epitetato come “Leone di Maria” continua scrivendo: “Ci siamo intrattenuti per circa due ore con domande e riflessioni. Una fedele commossa ha detto che mi aspettavano da quattro anni (quando ero venuto l’ultima volta nel 2022). Si sono detti più che convinti che questa è la strada giusta. A Messa si sono accostati con una devozione che mi ricordava quella dei primi tempi in Italia. Si sono confessati con fra Celestino”.
A leggere queste parole ci si sente come nei primi tempi della Chiesa, negli Atti degli Apostoli, quando i Cristiani erano agli albori e macinavano anche chilometri per sentir parlare di Gesù e farsi narrare del suo ministero compiuto sulla terra.
Don Minutella, con la limpidezza che lo contraddistingue, ha poi rivelato che il “Piccolo Resto” che è in Uruguay spera “che prossimamente qualche sacerdote venga da loro” e ha sottolineato che questi devoti cristiani “scherzosamente hanno detto di sperare che non debbano passare altri quattro anni”.

Dopo il sentito ed accalorato incontro, il Fondatore del “Sodalizio Sacerdotale Mariano” ha poi aggiunto: “tanto tempo ad aspettarmi eppure li ho trovati pieni di fede e di gioia. Per loro è del tutto ovvio e hanno ribadito che i sacramenti della falsa chiesa sono invalidi e che a Roma vi è il corpo mistico dell’anticristo”.
I fedeli del “Piccolo Resto” dell’Uruguay “non hanno dubbi”. Fra Celestino della Croce e don Minutella hanno trovato, con non poco stupore, “anime convinte e decise”. Si può ben dire, alla luce della Parola di Dio, che “lo Spirito Santo opera dappertutto per riunire il Piccolo Resto”.
Parole chiare, nette, cristalline, illuminate dalla Sacra Scrittura, che non lasciano spazio a fraintendimenti.
Una cosa va riconosciuta, analizzata, valutata: la Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, oltre un anno fa, ha diramato una “Dichiarazione” nella quale diceva perentoriamente che le attività del “Sodalizio Sacerdotale Mariano” sono “fuori dalla Chiesa Cattolica” e che i “ministeri” portati avanti dai suoi membri “non hanno alcun riconoscimento canonico”.
Come mai allora, nonostante i fedeli del “Piccolo Resto Cattolico” sappiano benissimo queste cose, gli incontri nei quali presenziano i presbiteri del “Sodalizio Sacerdotale Mariano” sono sempre gremiti?
I Latini, che erano saggi, spiegavano che quando esiste un fatto oggettivo, concreto, visibile, “nessun ragionamento, opinione o costruzione teorica può annullarlo o contraddirlo”.
I Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta – nel pieno del loro diritto di esprimere una opinione ed una “Dichiarazione” – hanno invitato i fedeli delle loro diocesi a non prender parte alle celebrazioni che si tengono a “Casa Betania”, nel comune di Savigliano.
Da allora è passato più di un anno, e le anime che seguono il cammino del “Piccolo Resto Cattolico”, hanno chiaramente capito e deliberatamente scelto di accreditare la realtà fattuale di ciò che è accaduto in Vaticano il 13 marzo 2013, ossia l’elezione invalida di Jorge Mario Bergoglio, e di prenderne le distanze.
Il fatto che il “Sodalizio Sacerdotale Mariano” stia peregrinando in lungo e in largo per il Sud America la dice lunga. Migliaia di anime, fedeli, battezzati, cercano di mantenere vivo il deposito della Fede con sacrificio, dolore, sofferenza.
Negare tutto questo non è solo scorretto ma anche, e soprattutto, miope.

È chiaro ormai che, se arriva alla perfetta comprensione della spinosa vicenda della sede impedita di Benedetto XVI un gruppo di persone sudamericane che, per ovvi motivi, non hanno potuto partecipare a discussioni dibattiti e conferenze, e non hanno conoscenza di chissà quali specialisti sull’argomento , allora è evidente che in Vaticano c’è una finta chiesa e lo Spirito Santo soffia da un’altra parte, cioè sul Piccolo Resto! D’altra parte è stato profetizzato ampiamente , dal libro dell’ Apocalisse, dalla Madonna di Fatima, dallo stesso P. Pio e da mistici seri. E serve a poco aggrapparsi al Diritto Canonico, perché ormai è chiaro anche il falso papato di mons. Prevost!!Da Roma partono fulmini e saette perché là c’è il demonio che li pilota tutti e li fa tacere per paura. Avevano perfino fatto mettere sotto chiave la povera Lucia di Fatima affinché non parlasse a nessuno della terza parte del terzo segreto di Fatima !Non serviranno mai a nulla le mille petizioni del povero dr. Cionci! Questi non ammetteranno mai il gravissimo peccato contro Dio e contro la Chiesa, la vera Chiesa che oggi è nelle catacombe e parla negli alberghi e gira il mondo per parlare agli ultimi. Per questi missionari guidati dal santo Padre Alessandro non è un divertimento, è una immensa fatica, ma sarà ricompensata con il Paradiso
Avrò modo di dettagliare rispetto a Minutella, ma un piccolo appunto “da collega a collega” me lo consento. “Quello che ormai è universalmente epitetato come “Leone di Maria”, universalmente???
Si, universalmente. Lo chiamano così in Romania, Colombia, Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Svizzera, Belgio, Florida, Canada, Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, … Ho ben compreso che a lei non piace il “Sodalizio Sacerdotale Mariano” e don Minutella.
A me non piacciono il Cammino Neocatecumenale e il Movimento di Maria (Focolarini) e sa una cosa? Non vado a mettere commenti saccenti e sgradevoli sotto ai loro articoli.
Se ciò che scrivo non le piace, facile, passi altrove e vada a fare il docente altrove. Cordialità.
Grande
Caro Rovera,
mi spiace che tu abbia scelto, tra colleghi non usa, di passare al “lei”. Io continuo con il “tu”, per rispetto alla nostra comune professione e comunque all’impegno che metti nello svolgere il lavoro di cronista e commentatore.
Provo a chiarirti, quindi, il perché del mio commento sicuramente non simpatizzante verso Minutella, la cui vicenda seguo, con curiosità, da alcuni anni (in un interesse mio, che non data oggi ma decenni, all’arcipelago Trad e neo-Trad).
Il fenomeno minutelliano ha un rilievo più dal punto di vista comunicativo che da quello ecclesiale: siamo di fronte a un caso tutto costruito attraverso i social, strumenti e ambienti che le varie declinazioni del progressismo chiesastico non sanno proprio usare. In un mix tra devozionismi, prassi carismatiche e profezie autoiveranti, per dirla in sintesi, ci troviamo di fronte a un eloquente esempio di quello che analisti conservatori hanno chiamato “protestantizzazione del tradizionalismo”. In una sorta di “scherzo della storia”, certe narrazioni e prassi passano da “sinistra” a “destra”: la pretesa di essere interpreti e continuatori “in spirito” della “vera Chiesa”, che negli Anni 60-80 fu delle “comunità di base”, oggi è diventato elemento caratterizzante porzioni di “cristianesimo extra-istituzionale” collocato sul lato opposto.
Il c.d. Grande Prelato, auto-concretizzazione di una profezia “minore” e soprattutto “non riconosciuta” a cui egli solo ha dedicato attenzione, si è prodotto in una serie di ardite “sintesi teologiche” (per dirne una: Von Balthasar e Lefebvre, pur non abbandonando mai, almeno a parole, l’accettazione del “conservatorismo conciliare” geniale “invenzione” di Wojtyla – Ratzinger). Un potpourrie a cui non è mancato nemmeno l’aggiunta della focolarina Chiara Luce Badano. Il tutto per “giustificare” una impresa di autosussistenza che mi pare scandalosa soprattutto nel suo confondere la fede dei semplici.