Cuneo è sempre meno sicura ma i “compagni” puntano su cooperative sociali ed educatori.

Nella seduta del Consiglio Comunale del 27 ottobre 2025, il Consigliere Comunale di “Cuneo per i Beni Comuni”, Luciana Toselli, ha interpellato il Sindaco della Città di Cuneo, Patrizia Manassero, “Partito Democratico”, rispetto a presunte “criticità tra DASPO e politica condivisa di accoglienza”.
Chi ha a cuore la sicurezza, va detto, non si è stupito più di tanto quando, attorno alle ore 21:00, il Consigliere Toselli ha sostenuto che “dal 10 ottobre è in vigore una nuova ordinanza “anti-bivacchi”, valida fino al 31 dicembre 2026, che vieta di sdraiarsi o sedersi su panchine o spazi pubblici in modo improprio, proibisce l’uso di giacigli come cartoni, materassi e tende e impone divieti di sosta vicino a ospedali, chiese, musei e aree gioco con sanzioni fino a 500 euro, ordini di allontanamento e DASPO urbano”.

Incredibile come gli eletti di “Cuneo per i Beni Comuni” non si rendano conto del fatto che i divieti contenuti nell’ordinanza sono semplicemente norme di buon senso che, purtroppo, i “novelli abitanti” di Cuneo non hanno alcuna intenzione di rispettare.
Incredibile come quella Sinistra anacronistica, e fuori dal contesto storico, non si renda conto del fatto che Corso Giovanni Giolitti, Via Antonio Meucci, Via Silvio Pellico, Corso IV Novembre, Via Sebastiano Grandis, hanno avuto una svalutazione immobiliare più che palpabile da quando sono popolate da soggetti che ammorbano la zona con comportamenti non consoni in un Paese civile.
Incredibile come il Consigliere Luciana Toselli non voglia comprendere che mai nella storia di Cuneo era stato necessario istituire un distaccamento di Polizia Locale in un’area della città per affrontare nell’immediatezza le situazioni di emergenza che si vengono a creare con una frequenza ormai quotidiana.
Incredibile come da “Cuneo per i Beni Comuni” non ci si renda conto di quanto stia costando ai contribuenti tutto il dispiegamento di Forze dell’Ordine che sono necessarie per tenere a bada i soggetti che ammorbano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, l’area del cosiddetto “Quadrilatero” di Cuneo Centro.
Sarebbe interessante che il Sindaco spiegasse a Luciana Toselli quanto ci è costato in termini di canoni di locazione, pagamento delle utenze, forniture di dispositivi di protezione individuale, … il distaccamento della Polizia Locale in Corso Giovanni Giolitti.
Sarebbe altrettanto interessante che la Stazione Carabinieri di Cuneo spiegasse al Consigliere Luciana Toselli il costo della Stazione Mobile appostata in Corso Giovanni Giolitti per rendere la zona un po’ meno degradata e pericolosa.
Eppure il Consigliere Toselli rimarca che “il rinnovo dell’Ordinanza si inserisce in un disegno più ampio di politiche urbane, che come il recente divieto di consumo di alcolici, non affronta le cause del disagio, ma si limita a rimuovere tutto ciò che va contro la sicurezza della città”.

In termini militari, tanto per citare l’eccelso Generale di Divisione Roberto Vannacci, si parlerebbe più appropriatamente di “eliminazione della minaccia”.
Una minaccia rappresentata da soggetti perennemente ubriachi, sotto effetto di sostanze stupefacenti, soggetti che distruggono le auto parcheggiate (come successe in Via Antonio Meucci), o che defecano in pieno giorno accanto al Parco Giochi di Corso Dante, in prossimità di Corso IV Novembre.
La Polizia Locale, efficientemente comandata dal Commissario Davide Bernardi, ha fatto decine di interventi in tal senso. Non ci si inventa nulla quando si dice che il “Quadrilatero” è diventato un emule del ben più noto Bronx.

Nondimeno, per “Cuneo per i Beni Comuni” e “Cuneo Mia” “la soluzione non sta nello spostare i problemi legati alla marginalità da una parte all’altra della città, ma nel potenziamento degli operatori di strada per poter intervenire sulle cause di comportamenti devianti ed elaborare progetti di inclusione”.
Incredibilmente è tornata in auge la parolina magica, tanto cara alla Sinistra, ossia “inclusione”.
Dalle parti dei “compagni” il mantra è sempre lo stesso: “operatori di strada”, ovviamente sempre afferenti alle cooperative sociali e alle associazioni di promozione sociale che poi, guarda caso, portano voti e consensi alla Sinistra immigrazionista.

Questa narrazione l’abbiamo già vista negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso quando, a Torino, l’onnipresente don Luigi Ciotti invadeva le strade di Porta Palazzo e Borgo Dora con i suoi “operatori” del “Gruppo Abele”.
Chi frequenta, nel 2025, Porta Palazzo e Borgo Dora, sa benissimo che il problema non è stato risolto. Il “Gruppo Abele” non ha risolto un bel niente e gli interventi delle Forze dell’Ordine in quelle zone sono quotidiani.
I dintorni della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo) sono sempre gremiti di immigrati, sotto effetto di crack, che importunano i passanti o che sono “svaccati” al suolo in preda agli effetti “benefici” delle sostanze di cui si sono nutriti.
Evidentemente dalle parti dei “compagni” cuneesi si desidera trasformare il “Quadrilatero” di Cuneo Centro in un luogo similare. Sarebbe interessante conoscere l’opinione del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a riguardo.

Oltretutto, cosa di non poco conto, l’elaborazione di “progetti di inclusione” paventata dal Consigliere Toselli ha dei costi perché gli “operatori di strada” non lavorano gratuitamente e le cooperative sociali non sono note per fare attività pro bono.
Per quale motivo, dunque, i cuneesi onesti e per bene, tediati da anni di immigrazione selvaggia ed incontrollata, dovrebbero pagare soggetti – sicuramente validi e qualificati – per risolvere un problema che è stato causato da anni di politiche inutili, dannose e faziose di una Sinistra che dell’immigrazione ha fatto il suo vessillo distintivo?
La risposta, forse, arriverà nella Commissione che il Consigliere Toselli ha chiesto dove, a suo dire, si dovrà aprire “un confronto pubblico sull’investimento reale in servizi di mediazione sociale, accoglienza e integrazione con la presenza di educatori di strada nelle zone critiche della città”.
Evidentemente dalle parti di “Cuneo per i Beni Comuni” hanno già dimenticato la fallimentare – e costosissima – esperienza del “Progetto LA.B.O.A.”, acronimo di “Laboratorio Bisogni Opportunità Aggregazione” che oltre a non risolvere assolutamente nulla, ha anche creato frizioni e tensioni all’interno dell’assise politica cittadina.
Ovviamente, anche in quel caso, i “salvatori della Patria” erano gli operatori delle cooperative sociali, onnipresenti in città, che, visto che siamo a parlare dei medesimi problemi che vi erano nel 2022, non sono stati poi tanto efficaci.
La Commissione comunale che è stata implorata dal Consigliere Toselli potrebbe deliberare una cosa di buon senso per i contribuenti vessati dall’immigrazione selvaggia ed incontrollata: gli “operatori di strada” verranno pagati solo a risultato ottenuto.
Ovviamente quest’ultima è una provocazione che, però, rivelerebbe l’inutilità dei “progetti sociali” con soggetti che dovrebbero stare nei CPR prima di essere riallocati nel loro Paese di origine.
In fondo l’opinione di moltissimi italiani è chiara: “Remigrazione non è reato, non attuarla sarebbe peccato”.

L’ultima frase che hai scritto nel tuo articolo, caro Elia, dice chiaramente quale dovrebbe essere l’unica soluzione possibile. Credo che sia un fatto acquisito che in Africa c’è povertà, ma non si è mai visto che , se una famiglia è povera, gli uomini se ne vanno e abbandonano donne e bambini. Questo per dire che, se i giovani uomini si impegnassero a casa loro in Africa, in Afganistan ecc. senza pretendere di volere occupare un’altra nazione ed imporre regole e crimini , forse le loro rispettive patrie potrebbero essere più coltivate e civilizzate. La civiltà nasce dal lavoro, non dalle guerre e dallo spaccio. E questo malcostume è imposto anche qui, proprio da quelli che ci hanno invaso: violenza, stupri, crimini di ogni genere, guerre tra bande! Non sono venuti per migliorare, ma per far diventare Africa anche l’Italia. E in tanti affermiamo: NON CI STO!
Cara Margherita, siamo sempre più a credere si debba optare per una sana REMIGRAZIONE. Non si può continuare con le chiacchiere e con la lamentela “lamentosa”. La quantità di crimini compiuti dagli immigrati è nota, cosa si aspetta?