A Cuneo la Procura della Repubblica, in sinergia con i Carabinieri, ha messo fine ad un sistema criminale ai danni di persone fragili e vulnerabili.
Sono diversi giorni che nella provincia di Cuneo si parla di gravi fatti che riguardano la Cooperativa Sociale “Per Mano” dove persone affette da patologie psichiatriche e dello spettro dell’autismo sarebbero state trattate in modo non dignitoso.
Nei giorni scorsi si parlava di “esecuzione di 17 misure cautelari (di cui due in carcere, quattro ai domiciliari e undici divieti di avvicinamento, applicati tramite braccialetto elettronico o con l’obbligo di firma) emesse nei confronti di altrettante persone, fra vecchi e nuovi indagati”.
Ad intervenire, sotto l’egida della Procura della Repubblica di Cuneo, i militari dell’Arma dei Carabinieri, nella fattispecie il Nucleo Operativo Radiomobile, il Nucleo Ispettorato del Lavoro, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità e i Reparti Speciali.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo rileva che “all’esito delle indagini e nelle necessità di interrompere le condotte accertate anche mediante monitoraggi tecnici (tra cui videoriprese degli ambienti) si sono chieste e poi disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari più misure cautelari (due custodie in carcere; quattro arresti domiciliari; undici divieti di avvicinamento alle persone offese e ai loro familiari con le modalità di controllo di cui all’articolo 375 bis del codice penale e, contemporaneamente, per queste undici posizioni la misura interdittiva di cui all’articolo 290 del codice di procedura penale per dodici mesi)”.
Un quadro assai inquietante che mette in luce come, sempre più spesso, le strutture che dovrebbero assistere e aiutare le persone più fragili e bisognose se ne approfittano e non si comportano secondo etica e deontologia.
Dagli Uffici della Procura di Cuneo rilevano come i fatti poc’anzi narrati hanno “particolare rilevanza pubblica” ma, soprattutto, desiderano fornire “una corretta e puntuale informazione al pubblico, avendone quest’ultimo diritto in merito ai fatti di causa e onde chiarire lo stato del procedimento, i fatti oggettivamente acclarati e la posizione delle persone destinatarie delle misure cautelari e interdittive sopra indicate, pur dovendone sottolineare, allo stato, la presunzione di non colpevolezza”.
Il Procuratore Capo, Onelio Dodero, tiene a dire agli Organi di Stampa che grande collaborazione è giunta dalla Direzione Generale dell’ASLCN1, “nella persona del Direttore Generale, che si è resa immediatamente disponibile a dare aiuto sanitario alle persone offese, fornendo un nutrito personale specializzato che ha operato 24 ore su 24 con conseguente, rilevante dispendio di energie (1 direttore sanitario; 5 dirigenti medici; 1 dirigente delle professioni sanitarie; 3 coordinatori infermieristici; 16 infermieri; 2 assistenti sociali; 18 educatori; 5 tecnici di riabilitazione psichiatrica; 10 operatori socio sanitari; 2 dirigenti psicologi specializzati nell’autismo) al solo fine di prestare le necessarie cure agli ospiti delle strutture”.

Bene è che dagli Uffici della Procura abbiano veicolato queste informazioni perché, ancora una volta, la Sanità Pubblica ha dimostrato di essere all’altezza della situazione e di avere una cura del paziente veramente a 360 gradi.
Grazie all’operato del Direttore Generale di ASLCN1, dottor Giuseppe Guerra, “tra il 24 ottobre e il 3 novembre scorsi tutti gli ospiti sono stati allocati presso altre strutture reperite dall’ASL CN1 e che, pertanto, hanno ritrovato l’adeguata salute psicofisica”.
Bene ha fatto il Procuratore Dodero a convocare una conferenza stampa per la mattinata odierna perché – quando i fatti sono di tale gravità – è bene che le informazioni arrivino dagli Organi inquirenti.
Sui giornali si sono lette molte e variegate notizie ma stamane tutto è stato chiarito presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, Caserma “Gonzaga”, ed è assolutamente opportuno ringraziare il Procuratore Dodero per il tempo e la disponibilità concessi agli organi di informazione.
Nella sua allocuzione il Procuratore Capo ha spiegato: “È la seconda volta che ci occupiamo della Cooperativa Sociale “Per Mano” in quanto detentrice di molteplici convenzioni con le ASL del territorio. Al momento ci sono 21 soggetti indagati e 17 che sono destinatari di misure cautelari”.
Il titolare della Procura del Capoluogo cuneese ha poi continuato asserendo che l’“indagine è iniziata nel novembre 2024” e si è sviluppata nel corso del tempo perché “la Procura della Repubblica di Cuneo non ama intervenire con plateali misure cautelari nei confronti degli indagati”.
La Magistratura inquirente, nella sua preziosa funzione, non cerca di “sbattere il mostro” in prima pagina ma di reprimere il reato, rispettando comunque il presunto reo.
Da quanto emerso nel corso della Conferenza Stampa “si è cercato di capire come mai gli ospiti fossero in situazione di assoluto disagio, la cooperativa non faceva le cose come andavano fatte. Per trattare queste persone fragili ci va alta specializzazione, idoneità, capacità, di trattare e contenere la persona. Si è accettato che il personale – non abilitato – dava la terapia e pur di contenere gli ospiti somministrava farmaci affinché stessero tranquilli tutto il giorno”.
Dalla Procura di Cuneo precisano come “l’intervento ha riguardato sia le persone che la struttura. Si è trattato di intervenire su ospiti con disabilità e il centro dell’azione è stato il mettere in tutela gli ospiti, senza spaventarli o turbarli”.
Il Procuratore Dodero ha tenuto a ringraziare l’altissima professionalità dell’Arma dei Carabinieri che è intervenuta in modo iper preciso e delicato vista la pregnante situazione.
Anche per l’ASLCN1 un sincero e accorato ringraziamento del dottor Dodero al Direttore Generale, Giuseppe Guerra, con un plauso anche al sistema pubblico che ha collaborato e cooperato con la Procura della Repubblica per aiutare e curare gli ospiti della struttura, come deve essere.

In una parca ma visibilmente commossa allocuzione, il Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile, Capitano Claudio Gramaglia, ha sottolineato come “La dignità delle persone è stata messa al centro da tutte le parti coinvolte nelle operazioni. Si trattava di 18 ospiti ai quali è stata spesse volte tolta la tutela che si deve a chi è un fragilità”.
L’indagine è iniziata quando la Procura della Repubblica ha ricevuto una segnalazione di un famigliare di uno degli ospiti e poi ha raccolto anche altre dichiarazioni di dipendenti e soggetti esterni.
Maltrattamento, violenza privata, sequestro di persona e costrizioni ingiustificate, sono le fattispecie contestate agli indagati. Secondo gli inquirenti queste condotte sono alla base di un sistema che ha fallito e, non a caso, il Giudice per le Indagini Preliminari le ha convalidate e sottoscritte nella totalità.

Il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, ha ringraziato il Procuratore Onelio Dodero per quanto detto e per la disponibilità dimostrata nei confronti dell’Arma e del suo personale.
Ha sostenuto come si debbano sempre denunciare questa fattispecie di reati per impedire che capitino ancora. I Carabinieri sono chirurgici nell’intervento e sanno come agire al meglio per tutelare sia la parte inquisita che la parte lesa.
Il Comandante del NORM, Capitano Claudio Gramaglia, ha spiegato che “l’indagine è stata fatta con tecniche tradizionali, alta attenzione tecnica, video-reperimento dei fatti contestati a sostegno delle indagini”.
L’Arma ha messo in campo l’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri per le indagini, e nella fase dell’esecuzione il NIL, il NAS, i reparti speciali, per un totale di 70 militari.
Ancora una volta la professionalità dei militari dell’Arma, l’attenzione e la specificità, delle sue diverse articolazioni, sono risultate fondamentali per riuscire a svolgere il delicatissimo intervento.
Il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, il Comandante del Reparto Operativo, Tenente Colonnello Daniele Riva, il Comandante del Nucleo Operativo Radio Mobile, Capitano Claudio Gramaglia, tutto il Personale impiegato, ha dimostrato l’altissimo livello militare, inquirente, umano dei Carabinieri che operano in Granda.
La Conferenza Stampa si è conclusa con un dibattito tra il Procuratore Capo, gli Ufficiali dell’Arma e i giornalisti in sala, al fine di comprendere al meglio la questione e darne poi opportuna – e corretta – informazione alla cittadinanza tutta.
Il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Cuneo ha rilasciato delle dichiarazioni, con annessa traduzione nella lingua dei segni, visionabile qui.
L’immagine di copertina è stata generata con Copilota Microsoft AI.

L’impressione che ho avuto è che per non sbattere il mostro in prima pagina, si usassero ad esso dei riguardi immeritati e si intervenisse in ritardo in difesa delle persone fragili. Non mi è piaciuto: quando è certa la scorrettezza, si deve intervenire subito perché i fragili sono indifesi ed hanno assoluta urgenza di aiuto. Speriamo che il mondo smetta di girare al contrario
Cara Margherita, spesso la gente parla ma non segnala e non fa esposti. Le Procure e le Forze dell’Ordine, senza qualcosa di concreto non possono agire. Bisognerebbe parlare meno e agire di più.
La politica politicante si trastulla sul perchè il nosto Governo abbia rimpatriato un assassino libico, invece di ospitarlo in galere aperte , ma tace su fatti gravissimi che colpiscono minori e indifesi. Viste le molteplici analogie, sarebbe ora che le ASL, con la collaborazione delle Procure aprissero gli occhi sul mercato dell’assistenza messa in atto da cooperative o Onlus gestite da crimjnali. Stupisce, ma non troppo , che i responsabili di questo misfatto, già indagati di recente, per analoghi comportamenti , abbiano continuato a delinquere.
Carissimo Francesco, ero alla Conferenza Stampa, in prima fila. Il Procuratore Dodero era davvero molto deciso nel portare avanti le accuse nella sede processuale.
Hai detto benissimo: si guarda al dito e non alla Luna.
Politica inadeguata e inconcludente. Guarda caso una Cooperativa Sociale, ossia di Sinistra. Non serve aggiungere altro.