22 Settembre 2026

5 thoughts on “Cuneo celebra il 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

  1. Un comportamento deleterio e diseducativo hanno tenuto gli insegnanti della stragrande maggioranza delle scuole!! Un fatto disonorevole per l’intera città; ma si sa che il sostenere la politica di sinistra porta alla faziosità, all’ingiustizia e al disprezzo di chi la pensa diversamente. Che tristezza! Che brutta figura! Non è questo che si deve insegnare ai giovani !

  2. Posto che il compito primario della scuola è sviluppare il senso critico degli studenti, gli ultimi luoghi dove portare una scolaresca sono proprio le cerimonie dove non esiste dibattimento, contraddittorio o confronto di opinioni; ad esempio le messe e le cerimonie militari. Quante volte alla fine di un’omelia avrei voluto alzare la mano e intervenire per far notare al prete quanto la visione che aveva proposto fosse parziale e distorta! E tornando al 4 novembre, anche le parole di Mattarella o della professoressa dell’università di Torino, Anna Grillini, che ha proposto un lungo intervento di taglio storico, avrebbero meritato una replica, senza la quale la percezione degli studenti che hanno partecipato (ammesso che qualcuno abbia prestato attenzione) rischia di essere a senso unico.

    Tale discorso, incentrato in gran parte sulle sofferenze fisiche e psichiche patite dai militari superstiti della Grande Guerra, ha avuto un apice in queste parole: “Gli eserciti e la medicina europei reagirono diversamente all’altissimo numero di quello oggi chiamiamo comunemente stress post-traumatico, ma ovunque questi soldati furono accompagnati dallo stigma della codardia e sospettati di simulare la propria condizione. Dopo la guerra il Regno d’Italia concesse la pensione solo a un sesto dei richiedenti per malattia mentale”. Discorso molto efficace quindi nello stimolare empatia e compassione per questi giovani mandati al macello, sopravvissuti a stento e poi addirittura esecrati dalla società. Mancava però in questo discorso una parte importantissima: come si è arrivati a questo orrore? Forse un incombente pericolo minacciava la Nazione, per cui tanti valorosi hanno dovuto sacrificarsi per salvarla? Assolutamente no: allo scoppio della guerra l’Italia per un po’ è stata a guardare, rimanendo neutrale; ha chiesto agli alleati, in cambio di un intervento militare a loro fianco, di annettere il Trentino e altri territori orientali; non avendo trovato soddisfacenti le condizioni poste, ha tradito i propri alleati e li ha attaccati per strappare loro quelle terre con la forza. Questi dettagli non erano inclusi nel discorso della professoressa, e non è certo il caso di dare per scontato che gli studenti li conoscano!

    Un simile argomento sarebbe poi stato un buon momento per proporre riferimenti all’attualità: quanto assomigliano le brame italiche verso Trento e Trieste nel lontano 1915 alle odierne brame della Federazione Russa verso i territori russofoni dell’Ucraina? Si possono giustificare quelle senza giustificare anche queste? Tutte occasioni di riflessione e di confronto sprecate!

    Dopo questo approfondimento, mi sembra doveroso richiamare ancora le parole di Mattarella, citate nell’articolo: “La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace”. Sapendo come sono andate davvero le cose, parole come queste sarebbero suonate, alle orecchie degli studenti più attenti, come vuota retorica, per usare un eufemismo.

    Quindi, plauso a quei tanti professori che non hanno sprecato il tempo prezioso dei propri studenti per fare sentire loro questi discorsi così faziosi. Se poi vogliono portarli a manifestazioni contro i cambiamenti climatici, ben venga: quella sì che è una lotta che ha senso per il futuro delle giovani generazioni, e che onora i fondamenti della Costituzione certamente più dell’ipocrisia militarista del 4 novembre.

  3. Certamente sono contento della scarsa affluenza alla celebrazione. Sarebbe ancora meglio se qualcuno riuscisse a spiegarmi come si possa onorare una Costituzione che ripudia la guerra come mezzo di offesa e di risoluzione delle controversie celebrando la vittoria in una guerra in cui hai deliberatamente aggredito chi ti è stato alleato per trent’anni. Ma probabilmente è impossibile, quindi mi accontento così.

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