A Torino i Carabinieri, dopo mesi di serrate indagini, consegnano alla Magistratura quattro nordafricani con l’accusa di “furto aggravato in concorso”.
Arriva dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Torino la notizia che sono stati rinvenuti, dopo doviziose attività investigative, i quattro autori della “spaccata” da oltre 20.000 euro di giubbini in un negozio del centro di Torino.
I militari dell’Aliquota Comunicazione e Stampa del Comando Provinciale Carabinieri di Torino informano che i quattro “si erano serviti di un’auto rubata come “ariete” per sfondare la vetrina di un negozio nel centro di Torino, in via Andrea Doria, portandosi via 72 capi d’abbigliamento dal valore di circa 20.300 euro”.
Questo tipo di notizie fa molto arrabbiare il cittadino comune perché chi compie questi atti mette in difficoltà le persone oneste e per bene che lavorano, faticano, investono, per vivere in un sistema economico sempre più precario e complesso.
La buona notizia è che i Carabinieri, sin dal momento della ricezione della querela, non hanno abbassato la guardia e hanno iniziato una serrata attività inquirente.
“La “spaccata”, risalente alla notte del 10 gennaio scorso, era stata integralmente ripresa dalle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale” e questo è stato molto utile a chi ha dovuto reperire informazioni e tratti caratteristici utili ad identificare i manigoldi.
I militari del Nucleo Operativo, in forza presso la Compagnia di Torino San Carlo, hanno iniziato a visionare ed analizzare i filmati. Meticolosamente hanno visionato ogni singolo frame e “sono riusciti a ricostruire il tragitto degli autori del reato anche grazie alle telecamere dei negozi limitrofi”.
In una città sempre meno sicura come Torino, la presenza di tante telecamere può fare un’azione deterrente e, quando non ci riesce, risulta assai utile agli inquirenti per ricostruire movimenti, comportamenti, azioni postume al compimento dell’azione delittuosa.
Come abbiamo detto, i Carabinieri hanno trovato nelle immagini “elementi fondamentali ai quali si sono aggiunti mesi di attività tecnica, di osservazione – tra Torino e Biella – e di raccolta di diverse testimonianze”.
Dall’Aliquota Comunicazione e Stampa tengono a far sapere che l’“importante materiale investigativo ha poi consentito agli investigatori di individuare i presunti autori del “colpo” – tutti di origine nordafricana tra i 27 e i 34 anni – e al GIP di Torino di emettere a carico degli indagati l’applicazione della misura cautelare in carcere per “furto aggravato in concorso””.
Per dare qualche nozione utile a chi legge, diciamo che il “furto aggravato in concorso” si ipotizza quando l’azione furtiva è compiuta da più soggetti ma, soprattutto, quando questi, nel compimento del reato, usano violenza sulle persone o sulle cose. Con questa fattispecie di reato, infatti, si inasprisce quella che è la pena che viene comminata in caso del cosiddetto “furto semplice”.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, vista l’ottima attività d’indagine svolta dai Carabinieri, ha ritenuto emettere la misura cautelare in carcere a carico dei quattro nordafricani.
Va comunque rammentato che – in ossequio al Decreto Legislativo 188/2021 – i quattro immigrati vanno ritenuti non colpevoli sino ad emissione di sentenza definitiva. Le attuali risultanze, infatti, sono frutto di indagini preliminari.
I torinesi iniziano ad essere assai stanchi di questo tipo di reati, cosiddetti “predatori”, e non possono che ringraziare i militari dell’Arma dei Carabinieri per l’ottimo lavoro portato all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria.

L’immigrazione criminale, che ha messo radici nella Torino dei giorni nostri, è altamente specializzata nella fattispecie dei reati “predatori” in quanto le sue azioni sono quasi sempre volte “ad aggredire i beni mobili altrui, anche con l’uso della forza o dell’astuzia”.
Il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “Partito Democratico”, dovrebbe essere meno lasso nell’affrontare il tema dell’immigrazione e dovrebbe mettere in atto azioni più concrete ed incisive nel contrasto alla presenza di soggetti di cui la Capitale del Piemonte può ben fare a meno.
Il tempo, che per sua natura è galantuomo, ci dirà come evolverà il tema sicurezza a Torino. Per il momento le cose non vanno affatto bene.
L’immagine di copertina è generata con Copilot Microsoft AI.
