L’indizio potrebbe essere nei rotori
Un’anomalia nella risposta dei due gruppi rotore potrebbe aver innescato la perdita di controllo del Chinook. È un’ipotesi tecnica che merita di essere approfondita.
Il video dell’incidente del CH-47 Chinook precipitato in Bosnia offre alcuni elementi che meritano un’attenta valutazione tecnica. Osservando la sequenza, ciò che colpisce è soprattutto l’ordine degli eventi: prima un’anomala rotazione del velivolo attorno all’asse verticale, poi una evidente perdita di quota e di portanza, fino alla caduta.
Non è una successione casuale e potrebbe rappresentare un elemento importante per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Il Chinook è un elicottero a rotori tandem controrotanti. I due gruppi rotore devono lavorare in perfetto coordinamento, garantendo la gestione dell’assetto, della direzione e della portanza. Un’anomalia nella risposta di uno dei due sistemi rispetto all’altro potrebbe generare uno squilibrio delle forze aerodinamiche e delle coppie, provocando una rotazione anomala del velivolo.
È proprio questa la prima ipotesi tecnica che, a mio avviso, merita di essere verificata: una risposta asimmetrica dei due gruppi rotore, eventualmente riconducibile a un problema nei sistemi di comando, nella trasmissione o nella regolazione del passo delle pale.
Non necessariamente, quindi, la rottura meccanica di un rotore, ma un’anomalia capace di comprometterne il coordinamento.
La successiva perdita di quota potrebbe essere stata determinata dall’alterazione dell’assetto e dalla conseguente compromissione delle condizioni aerodinamiche necessarie a sostenere il velivolo.
Naturalmente, queste considerazioni derivano dall’osservazione del filmato e non costituiscono una diagnosi. Per confermare o escludere questa ipotesi sarà indispensabile analizzare i parametri di volo, i dati delle registrazioni, la trasmissione e i sistemi di controllo.
In particolare, sarà fondamentale capire se i comandi impartiti dall’equipaggio abbiano prodotto una risposta corretta e coordinata dei due gruppi rotore.
Da ex pilota dell’Aviazione dell’Esercito, con esperienza operativa in Bosnia tra il 1997 e il 2000, conosco le difficoltà e i rischi del volo militare in quel teatro. Proprio per questo ritengo che la ricostruzione tecnica debba prevalere su qualsiasi valutazione affrettata.
In questa fase sarebbe sbagliato concentrare l’attenzione sull’errore umano senza avere prima escluso un’anomalia dei sistemi di volo. Un equipaggio può trovarsi improvvisamente di fronte a un’avaria che, per rapidità e intensità, lascia margini di reazione estremamente limitati.
L’inchiesta dovrebbe quindi concentrarsi su alcune domande fondamentali: perché il velivolo ha iniziato a ruotare? I due gruppi rotore hanno mantenuto la corretta sincronizzazione? Si è verificata un’anomalia nella trasmissione o nel sistema di controllo del passo delle pale? E soprattutto, quale evento ha determinato la successiva perdita di sostentamento?
Prima la rotazione, poi la perdita di portanza: la sequenza osservabile nel video suggerisce di cercare innanzitutto una possibile origine tecnica dell’incidente.
La risposta dovrà arrivare dalle perizie e dai dati strumentali, non dalle supposizioni. Accertare l’eventuale cedimento di un sistema, individuare le cause e verificare l’affidabilità della macchina è fondamentale non soltanto per fare giustizia, ma anche per la sicurezza futura degli equipaggi che continueranno a volare su questi velivoli.
Alberto Scafella
