Censura per i giornalisti ne abbiamo? A quanto pare sempre più italiani vedono la deriva censoria della “Legge Cartabia”.
I referenti territoriali del Movimento Politico “Forza Nuova” dell’Umbria tuonano contro la censura che la Procura della Repubblica di Perugia starebbe attuando nell’invio dei Comunicati Stampa.
L’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da eccepire in merito? Siamo all’esasperazione – in negativo – della “Legge Cartabia”.
“Forza Nuova” Perugia tuona sul fatto che “quello che sta succedendo a Perugia è semplicemente inaccettabile. La decisione della Procura di non comunicare più la nazionalità degli indagati non ha nulla a che fare con la giustizia o con la civiltà: è pura e semplice censura ideologica, l’ennesimo regalo del “politicamente corretto” a chi delinque”.
I giornalisti iscritti all’Ordine sono anni che lamentano la vergognosa censura introdotta dalla “Legge Cartabia” ma le loro lamentele sono rimaste inascoltate.
Gli Ordini Regionali non hanno nessuna intenzione di mettersi a fare “un braccio di ferro” con i parlamentari affinché – sotto pressione mediatica – pongano degli opportuni correttivi alla norma. Sta diventando difficile fare cronaca perché certe procure non comunicano niente e le Forze dell’Ordine non possono più interloquire in modo diretto con la stampa.
Bene fanno i figli politici dell’on. Roberto Fiore a dire: “Siamo stanchi delle solite ipocrisie. Nascondere l’origine di chi commette un reato significa voler scientemente bendare gli occhi dei cittadini. La gente che vive nei nostri quartieri ha il sacrosanto diritto di sapere chi spaccia, chi rapina e chi porta il degrado nelle nostre strade. Questa non è tutela della privacy, è il tentativo disperato di coprire il fallimento totale del modello dell’accoglienza e dell’integrazione forzata”.
La domanda torna doverosa: “L’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da eccepire in merito?”.
Perugia – ma l’asserzione ben si adatta a tutti i comuni italiani – “non può e non deve diventare il laboratorio dei silenzi di regime. Nascondere la realtà non cancella i problemi, li amplifica soltanto”.
Chi vi scrive – quando la conosce – mette sempre la nazionalità degli indagati e degli arrestati, anche quando si tratta di autoctoni, perché “i cittadini vogliono trasparenza, pretendono sicurezza e hanno il diritto di sapere chi hanno di fronte, anche per esigere risposte chiare, tolleranza zero ed espulsioni immediate quando a sbagliare è uno straniero”.
Il problema italiano è che nelle Procure della Repubblica la maggior parte dei dipendenti afferiscono all’ideologia “sinistra” di “Magistratura Democratica” e che negli Ordini dei Giornalisti c’è un’atavica paura a mettere nero su bianco il fatto che l’articolo 21 della Costituzione è pressoché ignorato.
Difficile dissentire da “Forza Nuova” quando sostiene che “chi sceglie di omettere la verità si assume la responsabilità di questo declino”. Perché non dire che taluni reati sono commessi per lo più da certe etnie?
Leggendo la cronaca diramata dalle Questure – ad esempio – emerge che il “furto con strappo” è molto compiuto da nordafricani. Perché ometterlo?
Si ha paura che gli elettori possano fare un’analisi sociologica e decidere di “virare a destra” per raddoppiare, triplicare, incentivare le espulsioni, i Centri per il Rimpatrio, una “REMIGRAZIONE” massiva? Se è così l’Italia non è più una democrazia ma una “democratura”.
Da “Forza Nuova” Perugia tengono a comunicare: “continueremo a denunciare ogni singolo crimine e a rifiutare ogni tentativo di insabbiamento da parte di una magistratura che sembra preoccuparsi più delle etichette ideologiche che della difesa della propria gente”.
Sarebbe opportuno che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, già Procuratore della Repubblica, mandasse un’ispezione ministeriale nelle Procure che attuano questo tipo di controllo e monitoraggio che, a lungo andare, sfocia in una lesione della “libertà di stampa e di informazione”, per non dire più drasticamente che configura una vera e propria “censura”.
“Forza Nuova” Perugia esige che “questo provvedimento farsa venga ritirato subito” in quanto “la sicurezza del popolo e il diritto alla verità vengono prima di qualsiasi dogma globalista”.
Sarebbe interessante conoscere l’opinione dell’Arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis, d:al momento che Gesù Cristo ha detto: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32).
Come si fa ad essere liberi se la verità viene edulcorata, occultata, censurata da una parte considerevole di Magistratura prona all’ideologia globalista e woke?
La chiosa non può essere che una: l’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da eccepire in merito?
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
