780.000 € di risarcimento ai rapinatori per morte sul lavoro
Gallo è un paesino dal centro lineare adagiato sul fondo valle che unisce Alba a Barolo. Sul paese convergono a destra e a sinistra le dolci colline delle Langhe con i loro rinomati filari di Nebbiolo e di Dolcetto vigilati da suggestivi e severi castelli. La frazione di Gallo è infarcita di aziende di fama mondiale e fa parte del comune di Grinzane Cavour.
Fino a poco tempo fa Gallo era nota per essere sede dell’azienda Mondo S.p.A., per i Calcestruzzi Stroppiana, la mitica Torrone Sebaste e per un paio di ottime pizzerie.
Dal 28 aprile 2021, è balzata all’attenzione della cronaca per la nota vicenda del gioielliere Mario Roggero, titolare di un negozio di preziosi posto lungo la strada principale del paese, il quale aveva ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo aver subito l’ennesima rapina.
Il tempo che doveva passare è passato e la legge ha fatto il suo corso. Visti i fatti e calcolate tutte le attenuanti del caso, dopo il terzo grado di giudizio, Mario Roggero, di anni 73, è stato condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere. Lex dura Lex.
La sentenza ha scatenato un putiferio politico tardivo, fazioso, che si è trascinato dal tribunale alla piazza “del parlamento” e infine è stato arpionato dalle adunche grinfie dei giornalisti di partito che hanno sbattuto taluni il mostro in prima pagina, altri l’eroico giustiziere ingiustamente punito. Il sentimento popolare tende più per quest’ultima opinione.
Sulle prime pagine dei giornali, è in corso la battaglia a colpi di riferimenti tra la rottura in corso ai vertici dello stato. Meloni a favore della grazia proposta da Nordio che Mattarella ha prontamente stoppato.
Senza volerci inoltrare laddove illustri colleghi hanno già impegnato arte, parte e molto inchiostro, poiché ex cittadino albese con molte amicizie disseminate proprio lungo l’incriminato percorso, ho preferito un’intervista diretta ai cittadini di Gallo/Grinzane Cavour, ricavandone informazioni interessanti, delucidative e talvolta sorprendenti.
In primis tutti erano al corrente della rabbia recondita di un gioielliere che è stato più volte rapinato e nel penultimo caso selvaggiamente picchiato e fratturato. Tant’è che Mario Roggero non solo si era procurato la pistola, ma “vox populi” riferiscono che comunicava in pubblico di aver preso lezioni di tiro e che la prossima volta “li avrebbe fatti stecchiti”. Non si sa se fosse per spargere la voce e togliere la voglia ad eventuali aggressori oppure perché lo pensasse veramente. Qualcuno sussurra che mentre lo diceva, metteva paura.
Che fosse un esaltato esasperato lo pensano in molti e adesso qualcuno dice: “Lo sapevamo e dovevamo aiutarlo prima”. L’intervista che ha rilasciato in tv pareva un comizio e ne conferma l’impressione, non depone a suo favore.
Riguardo la sentenza invece, i pareri sono discordi, vanno da una grazia dovuta a una scarsità delle forze dell’ordine. Personalmente condivido quelle ponderate riflessioni che indugiano sulla metà. Mario Roggero è stato incastrato dalla telecamera, è uscito dal negozio, ha sparato e ha infierito, poi è rientrato come se niente fosse stato. Mario Roggero è un assassino e come tale va punito.
Queste le opinioni di alcuni concittadini severi seppur tristi per lui inquanto testimoni di una lunga attività da commerciante che aveva portato lui e la moglie da una coraggiosa apertura di un piccolo negozietto all’ingresso del paese, fino ad un prestigioso punto di riferimento per gli abbienti lavoratori di quel territorio ricco e fortunato. Lo conoscevano tutti.
Un’altra opinione comune e condivisibile espressa da molti intervistati, è che: “…se quei tre ragazzi se ne stavano al bar a giocare a carte, anziché fare una rapina, di sicuro non sarebbe successo nulla.”
Infine, ciò che invita a meditare è stata una frase piuttosto interessante: “se qualcuno muore per un incidente sul lavoro, se cade da una Gru o trattore, la famiglia viene risarcita. In questo caso 780.000 euro che finiranno in tasca ai familiari dei rapinatori, sono anch’essi risarcimento per morte sul lavoro? C’è sapienza in questa riflessione, sudore ed esperienza di chi lavora duramente e onestamente e che si indigna di fronte a un qualcosa che non comprende.
Tutti gli intervistati sono mortificati per la rovina a cui andrà incontro la moglie e una numerosa famiglia di lavoratori che dovrà risarcire la memoria dei balordi. La preoccupazione è che la notizia, amplificata dalla stampa, possa invogliare ogni bandito a tentare la sorte. Comunque vada il colpo, sarà un successo, almeno per chi resta.
Qualcuno ha fatto notare che se era tiratore scelto, poteva sparare alle gambe, farli arrestare e sarebbe stato un eroe.
In conclusione, è stato molto interessante parlare con la gente comune mentre giornali e telegiornali speculano sulla candidatura di Roggero da parte della Lega come contrappasso ad Ilaria Salis.
Gli estremi per un nuovo “caso” per un tormentone “da distrazione di massa” ci sono tutti: dramma, omicidio, strattoni politici, divisioni popolari… Non manca nulla per aizzare la nevrosi. I notiziari ci andranno a nozze. Non ce ne libereremo presto, Garlasco ha fatto il suo tempo…
Tanta saccenza ma poca sostanza. Il dramma, la rabbia, il dolore e la sofferenza che chiudono lo stomaco e inciampano sui denti, sono tutti concentrati qui, tra la brava gente di Gallo Grinzane Cavour. Popolazione abituata a sporcarsi le mani di terra e di sudore, allibita per questa storia, laddove uno di loro se l’è sporcate di sangue.

Ottimo nel merito e nel metodo, questo articolo lucido e assertivo!
Ho avuto scambi anche accesi per questa situazione. Dire che il signor Roggero non doveva farsi giustizia è giusto per una logica civile ma in certe situazioni, perlopiu esasperate dal passato, si finisce per essere giustizialisti. Se avessimo uno Stato che difende, una giustizia seria e onesta allora si. Bisogna lasciar fare alle Istituzioni. Ma dal momento che sappiamo tutti quale sia la realtà, se non ti difendi da solo te lo prendi in saccoccia. Poi risarcire i familiari dei delinquenti e’ la prova provata che l’onesto cittadino conta meno di un malvivente. Se fosse morto il signor Roggero o uno dei suoi familiari nessuno avrebbe dato un risarcimento. E nel caso fosse successo, avrebbero dato un decimo della cifra. E ‘ già successo, e questo testimonia che in Italia l’onesto vale meno del disonesto. Come si può avere fiducia in chi dovrebbe tutelarti?. Poi assistiamo alla vergogna di Giuliani, reso eroe e martire. Un delinquente del genere. E la Salis che l’hanno perfino fatta parlamentare . Una che odia la polizia e inneggia a vergognose regole. Mah. Forse essere corretti in Italia vale meno che essere corrotti.
Capisco il senso di esasperazione che descrive. È vero che una giustizia lenta e spesso percepita come inefficace mina la fiducia dei cittadini. Ed è proprio per questo che servono riforme serie (e ben diverse da quelle messe in campo, all’insegna del “populismo penale”, sull’onda dell’emozione da far fruttare). Però non credo che la conclusione possa essere che ciascuno possa/debba farsi giustizia da sé. Se accettiamo questo principio, lo Stato di diritto perde la sua ragion d’essere e finisce per prevalere la legge del più forte.
Quanto al risarcimento ai familiari dei rapinatori, è importante distinguere il giudizio morale da quello giuridico. Il risarcimento non è un premio ai rapinatori né una svalutazione della vittima della rapina. Serve a verificare se, una volta cessato il pericolo, sia stato commesso un illecito che ha prodotto un danno risarcibile. Inoltre i familiari non rispondono dei reati commessi dal loro congiunto, così come nessuno dovrebbe rispondere delle colpe di un familiare.
La vera risposta dovrebbe essere uno Stato che protegge meglio i cittadini, processi rapidi, pene certe e un sostegno concreto alle vittime dei reati. Se lo Stato funziona male, va riformato. Ma sostituire la giustizia con la vendetta privata non rende una società più sicura: la rende soltanto meno libera e meno giusta.
Essere garantisti non significa stare dalla parte dei rapinatori. Significa pretendere che le regole valgano per tutti, perché sono le stesse regole che tutelano anche gli innocenti e impediscono che la forza sostituisca il diritto.
Non condivido assolutamente alla decisione di risarcire i famigliari così le spetta una pensione. Ecco così impostata la vita dei delinquenti anche se muoio lascio una pensione ai miei famigliari!!!@ VERGOGNA LA LEGGE E DA PARTE DI CHI DELINQUE.
Comunque vada a finire, grazia o non grazia, risarcimento o non risarcimento, la faccenda lascerà solo dei perdenti. E chi avrà più da perdere è la “giustizia” italiana, che ancora una volta mostra una faccia che il cittadino comune non riconosce.
Sicuramente un caso molto complicato….conosco bene Mario, Mariangela, le 4 figlie, i nipoti ecc.. è una vicenda che strappa il cuore!!! Sono triste ed amareggiata al pensiero dell’ accaduto e alle drammatiche conseguenze psicologiche ed economiche che ne verranno per tutta la famiglia. Vivo a Grinzane e tutto mi sembra surreale però…
non si possono perdere di vista i fatti; rincorrere e sparare per uccidere non è legittima difesa…! Sono profondamente addolorata dall’accaduto ma anche lucida che si poteva gestire diversamente….la rabbia non è mai una buona consigliera.
“Pensavo fosse interesse, invece era un calesse”, si potrebbe parafrasare con il titolo di un film del grande Troisi l’interesse che aveva Salvini per la famiglia del bosco, trascurata subito per l’affare Roggero. Purché si parli di me, ad ogni costo, tanto se si fanno figure meschine, nessuno se ne ricorderà, tanto è veloce la cronaca nel darci in pasto altre vittime e carnefici da sacrificare. Roggero ha sbagliato ed esagerato nella difesa della famiglia, posso anche capire l’adrenalina in circolo, ma prendere a calcio un uomo ferito a morte non è ammissibile. Non lo è neanche la pena inflitta dai giudici, che ancora una volta, leggono nelle pene una vittoria contro una parte politica che non dovrebbe appartenere loro. Come pure l’esagerata richiesta di danni da parte dei parenti dei ladri, che vengono risarciti quando, gli operai che muoiono sul lavoro, lasceranno le famiglie sul lastrico. Ovunque la guardi vedo errori, ma già è nata un’altra storie (triste) di cronaca, il marocchino morto mentre la polizia lo ammanettava. Io rimpiango le vecchie storie, di vecchi uomini, di tempi passati
Penso che Roggero abbia fatto malissimo a farsi giustizia da solo; che avrebbe dovuto pentirsi del suo atto scellerato, per quanto dettato dall’esasperazione; che 14 anni di carcere siano forse troppi per un uomo di 72; che il risarcimento alle famiglie dei rapinatori uccisi sia quanto meno discutibile; che la strumentalizzazione politica di un fatto come questo sia tanto inevitabile quanto fastidiosa.
Capisco la reazione di Roggero..dopo essere stato picchiato e derubato più volte..e non condivido assolutamente il risarcimento ai parenti!!?
Per il diritto che può dare regola e limite anche all’uso della forza.
Certo il gioielliere ha fortemente sbagliato e paga con una grande pena.
Risarcire la famiglia perché un ladro non potrà più portare a casa il bottino
Mi sembra fuori dal mondo.
‘In medio stat virtus’ grazie Carlo per questo articolo molto equilibrato, sai sempre mantenere la giusta distanza. In particolare sono d’accordo su un punto: dopo la Casa nel bosco, Garlasco, e Vannacci, …ci mancava solo Roggero! Non ne posso più! Con tutte le questioni serie e urgenti di questo paese, i politici sembrano rincoglioniti! Ieri in rete ho visto una vecchia intervista di Davide Riondino in cui dichiarava di non andare più a votare non sentendosi rappresentato da nessun partito e quindi costretto a scegliere da anni il ‘meno peggio’. Io ho sempre votato, tappandomi il naso ogni volta , soprattutto negli ultimi anni, perché ritengo sia un atto prezioso e doveroso. Il problema però, è che quando il governo fa qualcosa che tu ritieni sbagliato, la responsabilità è tua. Riondino, in particolare, si riferiva all’articolo 18. Quando c’è stata la riforma, politici e giornalisti hanno dato la colpa agli elettori, ciò ha scatenato la sua indignazione, che tutto avrebbe voluto tranne toccare quell’articolo e ironia della sorte, si è preso pure la colpa! Da qui la decisione di non presentarsi più alle urne.
Ecco, credo che se un giorno dovessero andare a toccare, ad esempio, la legge sull’aborto, attribuendo la colpa agli elettori, probabilmente io avrei una crisi epilettica!!! Scusa se sono uscita da dal seminato, Carlo… ma sai com’è, il flusso di pensieri talvolta ti porta altrove. E tu cosa ne pensi? Ti abbraccio.
Umanamente mi dispiace per questo signore, già vittima di altre rapine, ma certo non si può dare la legittima difesa,poiché non lo è stata assolutamente, non ci si può difendere in questo modo,altrimenti sarebbe il far west, e lo stato di diritto andrebbe a farsi benedire! E lasciamo perdere l’uso propagandistico che ne ha fatto la politica, lì mi vengono in mente solo parolacce! Ciao Carlo, tu riesci ad essere sempre molto equilibrato.
Ciao Carlo