20 Ottobre 2026

14 thoughts on “Il gioielliere & il pistolero di Gallo Grinzane Cavour”

  1. Ho avuto scambi anche accesi per questa situazione. Dire che il signor Roggero non doveva farsi giustizia è giusto per una logica civile ma in certe situazioni, perlopiu esasperate dal passato, si finisce per essere giustizialisti. Se avessimo uno Stato che difende, una giustizia seria e onesta allora si. Bisogna lasciar fare alle Istituzioni. Ma dal momento che sappiamo tutti quale sia la realtà, se non ti difendi da solo te lo prendi in saccoccia. Poi risarcire i familiari dei delinquenti e’ la prova provata che l’onesto cittadino conta meno di un malvivente. Se fosse morto il signor Roggero o uno dei suoi familiari nessuno avrebbe dato un risarcimento. E nel caso fosse successo, avrebbero dato un decimo della cifra. E ‘ già successo, e questo testimonia che in Italia l’onesto vale meno del disonesto. Come si può avere fiducia in chi dovrebbe tutelarti?. Poi assistiamo alla vergogna di Giuliani, reso eroe e martire. Un delinquente del genere. E la Salis che l’hanno perfino fatta parlamentare . Una che odia la polizia e inneggia a vergognose regole. Mah. Forse essere corretti in Italia vale meno che essere corrotti.

  2. Capisco il senso di esasperazione che descrive. È vero che una giustizia lenta e spesso percepita come inefficace mina la fiducia dei cittadini. Ed è proprio per questo che servono riforme serie (e ben diverse da quelle messe in campo, all’insegna del “populismo penale”, sull’onda dell’emozione da far fruttare). Però non credo che la conclusione possa essere che ciascuno possa/debba farsi giustizia da sé. Se accettiamo questo principio, lo Stato di diritto perde la sua ragion d’essere e finisce per prevalere la legge del più forte.

    Quanto al risarcimento ai familiari dei rapinatori, è importante distinguere il giudizio morale da quello giuridico. Il risarcimento non è un premio ai rapinatori né una svalutazione della vittima della rapina. Serve a verificare se, una volta cessato il pericolo, sia stato commesso un illecito che ha prodotto un danno risarcibile. Inoltre i familiari non rispondono dei reati commessi dal loro congiunto, così come nessuno dovrebbe rispondere delle colpe di un familiare.

    La vera risposta dovrebbe essere uno Stato che protegge meglio i cittadini, processi rapidi, pene certe e un sostegno concreto alle vittime dei reati. Se lo Stato funziona male, va riformato. Ma sostituire la giustizia con la vendetta privata non rende una società più sicura: la rende soltanto meno libera e meno giusta.

    Essere garantisti non significa stare dalla parte dei rapinatori. Significa pretendere che le regole valgano per tutti, perché sono le stesse regole che tutelano anche gli innocenti e impediscono che la forza sostituisca il diritto.

  3. Non condivido assolutamente alla decisione di risarcire i famigliari così le spetta una pensione. Ecco così impostata la vita dei delinquenti anche se muoio lascio una pensione ai miei famigliari!!!@ VERGOGNA LA LEGGE E DA PARTE DI CHI DELINQUE.

  4. Comunque vada a finire, grazia o non grazia, risarcimento o non risarcimento, la faccenda lascerà solo dei perdenti. E chi avrà più da perdere è la “giustizia” italiana, che ancora una volta mostra una faccia che il cittadino comune non riconosce.

  5. Sicuramente un caso molto complicato….conosco bene Mario, Mariangela, le 4 figlie, i nipoti ecc.. è una vicenda che strappa il cuore!!! Sono triste ed amareggiata al pensiero dell’ accaduto e alle drammatiche conseguenze psicologiche ed economiche che ne verranno per tutta la famiglia. Vivo a Grinzane e tutto mi sembra surreale però…
    non si possono perdere di vista i fatti; rincorrere e sparare per uccidere non è legittima difesa…! Sono profondamente addolorata dall’accaduto ma anche lucida che si poteva gestire diversamente….la rabbia non è mai una buona consigliera.

  6. “Pensavo fosse interesse, invece era un calesse”, si potrebbe parafrasare con il titolo di un film del grande Troisi l’interesse che aveva Salvini per la famiglia del bosco, trascurata subito per l’affare Roggero. Purché si parli di me, ad ogni costo, tanto se si fanno figure meschine, nessuno se ne ricorderà, tanto è veloce la cronaca nel darci in pasto altre vittime e carnefici da sacrificare. Roggero ha sbagliato ed esagerato nella difesa della famiglia, posso anche capire l’adrenalina in circolo, ma prendere a calcio un uomo ferito a morte non è ammissibile. Non lo è neanche la pena inflitta dai giudici, che ancora una volta, leggono nelle pene una vittoria contro una parte politica che non dovrebbe appartenere loro. Come pure l’esagerata richiesta di danni da parte dei parenti dei ladri, che vengono risarciti quando, gli operai che muoiono sul lavoro, lasceranno le famiglie sul lastrico. Ovunque la guardi vedo errori, ma già è nata un’altra storie (triste) di cronaca, il marocchino morto mentre la polizia lo ammanettava. Io rimpiango le vecchie storie, di vecchi uomini, di tempi passati

  7. Penso che Roggero abbia fatto malissimo a farsi giustizia da solo; che avrebbe dovuto pentirsi del suo atto scellerato, per quanto dettato dall’esasperazione; che 14 anni di carcere siano forse troppi per un uomo di 72; che il risarcimento alle famiglie dei rapinatori uccisi sia quanto meno discutibile; che la strumentalizzazione politica di un fatto come questo sia tanto inevitabile quanto fastidiosa.

  8. Capisco la reazione di Roggero..dopo essere stato picchiato e derubato più volte..e non condivido assolutamente il risarcimento ai parenti!!?

  9. Certo il gioielliere ha fortemente sbagliato e paga con una grande pena.
    Risarcire la famiglia perché un ladro non potrà più portare a casa il bottino
    Mi sembra fuori dal mondo.

  10. ‘In medio stat virtus’ grazie Carlo per questo articolo molto equilibrato, sai sempre mantenere la giusta distanza. In particolare sono d’accordo su un punto: dopo la Casa nel bosco, Garlasco, e Vannacci, …ci mancava solo Roggero! Non ne posso più! Con tutte le questioni serie e urgenti di questo paese, i politici sembrano rincoglioniti! Ieri in rete ho visto una vecchia intervista di Davide Riondino in cui dichiarava di non andare più a votare non sentendosi rappresentato da nessun partito e quindi costretto a scegliere da anni il ‘meno peggio’. Io ho sempre votato, tappandomi il naso ogni volta , soprattutto negli ultimi anni, perché ritengo sia un atto prezioso e doveroso. Il problema però, è che quando il governo fa qualcosa che tu ritieni sbagliato, la responsabilità è tua. Riondino, in particolare, si riferiva all’articolo 18. Quando c’è stata la riforma, politici e giornalisti hanno dato la colpa agli elettori, ciò ha scatenato la sua indignazione, che tutto avrebbe voluto tranne toccare quell’articolo e ironia della sorte, si è preso pure la colpa! Da qui la decisione di non presentarsi più alle urne.
    Ecco, credo che se un giorno dovessero andare a toccare, ad esempio, la legge sull’aborto, attribuendo la colpa agli elettori, probabilmente io avrei una crisi epilettica!!! Scusa se sono uscita da dal seminato, Carlo… ma sai com’è, il flusso di pensieri talvolta ti porta altrove. E tu cosa ne pensi? Ti abbraccio.

  11. Umanamente mi dispiace per questo signore, già vittima di altre rapine, ma certo non si può dare la legittima difesa,poiché non lo è stata assolutamente, non ci si può difendere in questo modo,altrimenti sarebbe il far west, e lo stato di diritto andrebbe a farsi benedire! E lasciamo perdere l’uso propagandistico che ne ha fatto la politica, lì mi vengono in mente solo parolacce! Ciao Carlo, tu riesci ad essere sempre molto equilibrato.

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