Carabinieri, in forza alla Sezione Operativa di Pisa, arrestano uno straniero per spaccio di hashish e cocaina.

Dopo gli annunci del Ministero dell’Interno sull’inasprimento del Decreto Sicurezza, tantissimi italiani hanno espresso soddisfazione per l’operato di Matteo Piantedosi e dell’intero Esecutivo.
Nel contempo, nella “rossa” Toscana, “i Carabinieri della Sezione Operativa di Pisa hanno tratto in arresto un uomo straniero di 30 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”.
Chi segue la cronaca sa bene l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto a tutte le fattispecie di reato che hanno a che fare con le sostanze stupefacenti.

Come spesso accade “l’intervento è scattato a seguito di un normale servizio di controllo del territorio, che ha permesso ai militari di intercettare il soggetto subito dopo aver effettuato la cessione di una dose a un acquirente”.
Questa narrazione fornisce al cronista l’opportunità di rammentare al lettore l’importanza della presenza costante delle gazzelle dei Carabinieri in giro per la città.
Durante quella che sembra una normale attività di perlustrazione dell’urbe, i militari riescono a vedere taluni soggetti, individuare movimenti sospetti, comprendere le frequentazioni di taluni cittadini.
Dopo l’intercettazione del soggetto i Carabinieri hanno proceduto – come prassi comanda – alla perquisizione domiciliare ove, manco a dirlo, sono stati rinvenuti “due panetti di hashish per un peso complessivo di 106 grammi, due involucri di cocaina per un peso totale di 47 grammi, attrezzatura varia idonea al confezionamento delle dosi e la somma in contanti di 2.705 euro, ritenuta provento dell’attività illecita”.
Il copione è praticamente sempre lo stesso. Cambiano le regioni, mutano le città, diversi sono i soggetti ma il modus operandi è sempre lo stesso.
I Carabinieri, ormai, questo tipo di operazioni le concludono con una rapidità impressionante.
Seguendo la normale procedura i militari hanno sequestrato il materiale ed il denaro oggetto della perquisizione al fine di conferirlo, in un secondo momento, all’Ufficio Corpi di Reato del competente Tribunale di Pisa.
Il Sostituto Procuratore in turno al momento del fermo, in quanto coordinatore dell’attività inquirente, ha ritenuto di far trattenere l’arrestato “presso la camera di sicurezza del Comando, in attesa del rito direttissimo”.
Queste notizie riempiono ormai tutti i quotidiani della nostra Nazione. La detenzione di sostanze stupefacenti, finalizzata all’azione di spaccio, è una delle “piaghe” con cui i Carabinieri si trovano a fare i conti quotidianamente.

Il Legislatore farebbe una buona cosa se mettesse mano al Codice Penale e rendesse le pene maggiormente severe, togliesse quell’istituto giuridico conosciuto come “buona condotta”, ed eliminasse la soluzione comoda degli “arresti domiciliari”.
Se le pene legate ai reati che vedono protagoniste le sostanze stupefacenti fossero assai più restrittive, con molta probabilità, sarebbero deterrenti per quanti sognano di campare alle spalle del prossimo vendendo morte ai crocicchi delle strade.
Invece di fare inutili e strumentali proteste, lesive dell’immagine internazionale del Parlamento, l’Opposizione all’attuale Governo Meloni metta la propria competenza e la propria capacità politica a servizio del Paese e degli italiani onesti.

In Italia è tutto un florilegio di episodi criminosi! Come siamo ridotti male! Per fortuna i carabinieri si impegnano molto e con successo. Dovremmo avere il doppio del controllo anche perché anche agli arresti domiciliari questi non ci stanno; sono selvaggi e ribelli proprio perché non hanno rispetto di noi: abituati ad essere violentemente oppressi nelle loro “civilissime “ nazioni islamiche che non ci rispettano, pensano di essere padroni del nostro mondo
Cara Margherita, purtroppo siamo diventati una sorta di colonia penale senza controllo.
Vengono tutti qui a delinquere e i Carabinieri devono lavorare il doppio rispetto a 20anni fa ma con le medesime attribuzioni.