Carabinieri della Stazione di Cherasco traggono in arresto un albanese di 29 anni per possesso di cocaina ai fini di spaccio.

Dalla Caserma Gonzaga il Comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Tenente Colonnello Daniele Riva, ci fa sapere che i Militari della Stazione Carabinieri di Cherasco hanno arrestato un giovane immigrato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Il personale militare che opera nel contesto della Compagnia Carabinieri di Bra, alle dipendenze del Tenente Colonnello Tommaso Gioffreda, negli ultimi due mesi ha molto implementato i controlli del territorio, rispondendo alle direttive del Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, che ha una visione di “prevenzione e contrasto all’uso ed allo spaccio di sostanze stupefacenti”.

I fatti ci dicono che gli ottimi Carabinieri della Stazione di Cherasco “da giorni avevano notato un uomo aggirarsi nel territorio a bordo di un’autovettura con fare sospetto”. Manco a dirlo si trattava di un cittadino albanese 29 enne che aveva movimentazioni assai ambigue, saltate all’attenzione del personale dell’Arma.
Dalla Caserma Gonzaga sottolineano che i Militari hanno deciso di approfondire e di “controllare attentamente i movimenti dell’uomo che, giunto per l’ennesima volta nel territorio cheraschese a bordo di un’autovettura, nei pressi di una piazzola si era fermato ed aveva fatto salire a bordo una persona”.

I Militari sono prontamente intervenuti ed hanno fermato i due soggetti che, nel frattempo, stavano perfezionando la transazione di vendita di una dose di cocaina. La flagranza del reato ha permesso ai Carabinieri di perquisire personalmente sia il “conduttore del mezzo” che il suo poco accorto cliente.
Nel veicolo sono stati trovati “16 involucri di sostanza stupefacente del tipo cocaina del peso totale di 8 grammi e la somma contante di 115,00 euro in banconote di vario taglio”. Come da prassi i militari si sono poi recati presso il domicilio dell’albanese, nel braidese, “dove sono stati rinvenuti ulteriori 75 grammi di cocaina in parte già confezionati in piccole dosi, oltre a bilancini di precisione e sostanze da taglio”.

Il “ricco bottino” ha portato all’arresto dell’immigrato albanese e il Giudice del Tribunale di Asti ha predisposto “la misura cautelare personale degli arresti domiciliari”, una delle tante “pene alternative al carcere” che, per buona parte, vanificano il lavoro inquirente, appostativo, investigativo di chi indossa con onore un’uniforme.
In molti ci chiedono com’è possibile che con tante e tali dosi di cocaina un soggetto possa essere posto comodamente ai domiciliari e non in carcere. Per quale motivo c’è tanta tolleranza e poca coercizione?

Lo abbiamo scritto altre volte ma lo ripetiamo: l’immigrato albanese ha una posizione che è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e la risultanza si avrà solo a seguito di un regolare processo dibattimentale.
La cosa che molti vorrebbero – e in tanti auspichiamo – è che il Legislatore metta mano al Codice Penale inasprendo – di molto – le pene che attengono ai reati legati alle sostanze stupefacenti. E’ pieno di spacciatori perché le pene sono blande e le condanne troppo rade.
Doveroso è ringraziare il personale della Stazione Carabinieri di Cherasco per l’ottima operazione portata a termine, il Comando Compagnia Carabinieri di Bra per l’impulso dato alle Stazioni dipendenti, il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo per la presenza continua a costante a fianco degli italiani onesti e per bene.

Forse i giudici assegnano gli arresti domiciliari perché non c’è più spazio nelle carceri. Se non facesse piangere, la situazione in cui siamo farebbe ridere. Solo i buonisti della sinistra italiana possono volerla. Oggi poi la geniale Ilaria Salis ha proposto di eliminare la parata militare del 2 giugno, sostenuta dal preside toscano Montanari, per sostituirla con la parata dei flottiglieros. Mi fermo qui, caro Elia, per non dire troppo
Cara Margherita, purtroppo l’immigrato era incensurato e, dunque, la Magistratura ha stabilito i domiciliari. O si mette mano al Codice Penale o verremo sommersi da queste persone.