Carabinieri del NORM nuovamente nel mirino di certa sinistra. Stavolta a prendere le parti delle risorse del Corvetto è Ilaria Cucchi.
Il 24 novembre scorso a Milano, precisamente al Corvetto, ci sono state manifestazioni di sostegno alla famiglia di Ramy Elgaml, il passeggero di Fares Bouzidi che perse la vita al termine di un inseguimento avvenuto per mezza Milano, la notte del 24 novembre 2024.
Se da un lato è anacronistico che si scenda in piazza per sostenere chi ha violato un posto di blocco, ha messo a repentaglio la vita dei militari dell’Arma, ha posto in situazione di pericolo i cittadini onesti e per bene, dall’altro lato è angosciante che a dare manforte a tutto questo sia un Parlamentare della Repubblica.

Stiamo parlando del senatore Ilaria Cucchi, sorella del ben più noto Stefano, membro del Gruppo Misto, in quota “Alleanza Verdi Sinistra”, che sul suo profilo “Facebook” ha scritto: “Un anno fa, il giorno dopo lo schianto, ero a Milano. Avevo lasciato in quel maledetto incrocio il tricolore che vedete in foto. Sentivo di doverlo fare, come rappresentante delle istituzioni. Perché lì un ragazzo italiano di soli 19 anni aveva perso la vita. Voleva essere un monito per tutti gli apparati dello Stato, ma prima di tutto voleva essere un abbraccio caldo alla famiglia e agli amici”.
In queste parole alberga il livore e il disgusto che il senatore Cucchi prova nei confronti degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Notare che il senatore scrive “istituzioni” e “tricolore” con l’iniziale minuscola. D’altronde non potrebbe essere diverso dal momento che il senatore Cucchi è noto per essere “attivista, geometra e consulente”.
Quando la prima professione che si dichiara è “attivista” c’è poco da aggiungere. E’ noto l’impegno di Ilaria Cucchi nell’Associazione “Federico Aldrovandi – Le loro voci”, fondata con Patrizia Moretti, Lucia Uva, Domenica Ferrulli, madri di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli.
Per il senatore di AVS il punto cardine dell’azione politica è sempre lo stesso: mettere in cattiva luce coloro i quali vestono una divisa perché chi fa rispettare la Legge è nero, brutto e cattivo.
Tanto è vero che, in chiaro stile sibillino, il senatore Cucchi continua: “A distanza di un anno, le indagini sono ancora in corso. Io ho fiducia nella giustizia, l’ho sempre avuta. Domani continuerò a tenere alta l’attenzione. Oggi, no. Oggi voglio solo ribadire il mio gesto di un anno fa, manifestare tutta la mia solidarietà a Yehia e a tutti gli affetti di Ramy”.
La Cucchi ci è cascata di nuovo ed infatti scrive “giustizia” con la minuscola. E non si rende conto che “le indagini sono ancora in corso”, detto da un Parlamentare, suona come “nulla è deciso, i Carabinieri potrebbero essere condannati”.
Parole che sono discutibili – ed infatti le discutiamo – perché chi fa politica ai massimi livelli deve ricordare che prima di tutto si sta con Forze Armate e Forze dell’Ordine e poi, solo in un secondo momento, se rimane spazio, con chi ha fatto della Legge carta straccia.
Ovviamente non manca il piagnisteo vittimista del Senatore Cucchi: “Qualcuno dirà che non è così che si fa politica. Ma io, l’ho imparato sulla mia pelle, so che il primo compito dello Stato è non dimenticare”.

Infatti non è così che si fa politica. Non si usano i fatti di cronaca per lucrare voti. Non si usa l’odio sociale degli immigrati di seconda generazione per alimentare il contrasto con chi indossa una divisa. Non si usa la posizione parlamentare per far cadere ombre sulle Istituzioni dello Stato che operano e abnegano la loro esistenza per il bene della collettività e degli onesti.
Questa non è politica ma è sciacallaggio elettorale volto a tentare la sopravvivenza politica. E’ chiaro a tutti, non si deve essere dottori in Scienze Politiche, che, al di là di questi contenuti, in “Alleanza Verdi Sinistra” non riescono a fare una “o” con il bicchiere, figurarsi Leggi a sostegno della popolazione onesta.

Si può comprendere la frase pronunziata da Yehia Elgaml, padre di Ramy, che ha detto: “Sono passati 365 giorni, non so come siano passati così velocemente. Ramy era una persona speciale, mi manca tanto”.
Assolutamente inaccettabili le parole con cui il padre del defunto Ramy ha commentato l’attribuzione dell’Ambrogino d’Oro al NORM Carabinieri. Il signor Elgaml, infatti, quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse ha risposto: “Sono arrabbiato, non dovevano darlo a loro”.
Intanto non sono gli immigrati che risiedono in Italia a poter decidere chi deve essere insignito delle onorificenze storiche del nostro Paese ma, semmai, gli Organi costituiti.
Poi, se si vuole essere concreti, il NORM Carabinieri andrebbe elogiato, insignito ed encomiato in tutte le province italiane in quanto è una realtà che tutela, difende e protegge la gente onesta dai manigoldi.
Benissimo ha fatto l’Europarlamentare e Consigliere Comunale di Milano, Silvia Sardone, “Lega”, a sostenere che l’Ambrogino d’Oro al NORM Carabinieri è stato “un modo per chiudere le polemiche che ci furono contro i Carabinieri per il caso Ramy”.

In fondo, lo diciamo con un po’ di cinismo, non si fa poi tanto “can can” quando a rimanere ucciso è un Carabiniere e ad avere le mani grondanti sangue è un immigrato. Lì, manco a dirlo, si parla di dispiacere per il militare caduto, a fronte di un “rischio professionale” noto a chi indossa una divisa.
Si concorda con Yehia Elgaml quando asserisce che si deve avere “fiducia nella magistratura e nella giustizia”. Dalle Aule del Tribunale uscirà un verdetto nel quale, come evidenziato dalle perizie e dalle prime risultanze investigative e dibattimentali, i militari dell’Arma hanno fatto semplicemente il loro dovere e, va detto, lo hanno fatto con scrupolo, perizia, competenza e alta professionalità.
Certamente questo argomento tornerà a riempire le pagine dei giornali perché il processo è in corso, non c’è ancora una sentenza definitiva e nel nostro Paese, quando si parla di processi penali, tutto può accadere. Garlasco docet.

Questa Cucchi quanti anni ha? 40? Che esperienza di conoscenza del modo di fare giustizia ha? Secondo me, poca!
Quindi non dica “ non è così che si fa giustizia “ per favore!! Che ne sa di cosa è la giustizia? Nulla di nulla! Perché oggi è passato di moda fare giustizia quella vera!! La magistratura rossa e partiti connessi, da molti anni hanno stravolto la GIUSTIZIA VERA, hanno governato senza il voto popolare e di conseguenza manipolato tutto, anche la Giustizia