Bologna ricorda spesso il Cardinale Giacomo Biffi, specialmente ora che c’è il Cardinale Matteo Maria Zuppi.
In una giornata come questa, dove la Chiesa rimasta cattolica celebra la Natività della Beata Vergine Maria quale “immagine di luce per tutto il popolo cristiano”, non si può non ricordare un grande cardinale di Santa Romana Chiesa come Giacomo Biffi.
Il Cardinal Biffi, ordinato sacerdote nel 1950 dall’immenso Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, consacrato vescovo nel 1976 dal Cardinale Giovanni Colombo, e creato cardinale nel 1985 da Papa Giovanni Paolo II, era convinto che dove c’è la Fede lì si trova la libertà.
Per questo motivo ha speso molte parole, da indimenticato Arcivescovo di Bologna, sul “coraggio dell’annuncio”.

In uno dei suoi sermoni, il Cardinale Giacomo Biffi ebbe a dire: “Atto coraggioso veramente evangelico, fors’anche rischioso ma certamente encomiabile sarebbe andare a dire ai “lontani” di pentirsi perché il Regno di Dio è vicino, di farli riflettere sul sangue del Figlio di Dio versato per le nostre infedeltà, di parlare loro del paradiso e dell’inferno, della bellezza e della necessità di una vita senza colpa”.
Parole come queste sembrano pronunciate in un’altra era. Pare quasi di essere in uno di quei film in bianco e nero nei quali il sacerdote teneva una predica autenticamente cattolica.
Non a caso il Santo Padre Giovanni Paolo II volle Giacomo Biffi nella Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e nella Congregazione del clero oltreché nella Congregazione per l’educazione cattolica.

Il collega Luca Orsi, l’11 luglio 2015, su “Il Resto del Carlino”, raccontò che nel Conclave del 2005, quello dal quale uscirà eletto Sommo Pontefice, il Cardinale Joseph Ratzinger votò per il Cardinale Giacomo Biffi.
Se un maestro della Teologia, un Difensore della Fede, come Benedetto XVI aveva così stima di Biffi da volerlo Papa, bisogna proprio fare in modo che gli insegnamenti del defunto Arcivescovo di Bologna non cadano nell’oblio.
Per questo motivo – nel giorno in cui si celebra con Fede la Natività della Madre di Dio – è bene ripetere con il Cardinal Biffi che “lo smarrimento del senso del peccato è una sciagura, soprattutto perché comporta lo smarrimento dell’urgenza del riscatto e dunque lo smarrimento di Cristo, unica salvezza e significazione della nostra esistenza”.

Come tutti sanno, purtroppo, oggi a guidare l’Arcidiocesi di Bologna c’è Matteo Maria Zuppi, “pupillo” di Jorge Mario Bergoglio, che – come sottolineano i colleghi del “Faro di Roma” – “invia regolarmente messaggi di auguri ai musulmani in occasione del Ramadan, sottolineando l’importanza di camminare uniti. Nelle sue lettere ha spesso ribadito il concetto che credenti cristiani e islamici si trovano “davvero sulla stessa barca”, bisognosi di sostenersi a vicenda”.
Non è quello che insegna la Sana Dottrina Cattolica e contravviene con nettezza alla predicazione del suo illustre predecessore Giacomo Biffi.
Biffi, infatti, da grande teologo, sostenne con forza che bisogna “andare a dire ai “lontani” di pentirsi perché il Regno di Dio è vicino”.

I maomettani fanno parte dei “lontani” e – bisogna dirlo con onestà – non credono nel “sangue del Figlio di Dio versato per le nostre infedeltà”; per loro Gesù Cristo non è altro che un profeta, al pari di Maometto.
La Santa Vergine – che per i maomettani è solo la “madre del profeta” – proviene dalla stirpe di Davide ed è stata “predestinata ad essere la madre del Salvatore”. Con la sua vita umile, semplice e discreta, Maria ha illuminato per l’eternità il cammino della Chiesa.

Mentre Bologna è assediata da migliaia di maomettani che celebrano le loro ricorrenze oggi qua e domani là, mentre la sicurezza ammorba il tessuto urbano del Capoluogo dell’Emilia-Romagna, mentre la gente si chiede “dove andremo a finire?”, il cardinale Zuppi – interpellato dal “Corriere di Bologna” sulla questione della moschea – dice: “sono favorevole a trovare tutte le garanzie necessarie perché sia possibile”.
I Cattolici sono disorientati, non si fidano più dell’istituzione ecclesiastica, come dargli torto?
Per fortuna, nell’insegnamento di teologi illustri come Giacomo Biffi e Joseph Ratzinger è chiaro che “la maternità della Vergine ha segnato l’inizio della nostra salvezza” e che “la festa della sua Natività ci fa crescere” nella Fede e nella conoscenza dell’unico vero Signore: Gesù Cristo.
