La “chiesa di Bergoglio” è sempre più ipocrita ed imbarazzante. Ecco perché sono migliaia i fedeli che si affidano alla cura pastorale del Sodalizio Sacerdotale Mariano.
L’11 febbraio scorso, in concomitanza con la XXXIII Giornata Mondiale del Malato, la Regione Toscana ha votato ed approvato la sua Legge sul Suicidio Medicalmente Assistito, più correttamente definibile come Eutanasia.
A sostenere una discutibilissima, quanto ideologica, legge mortifera sono stati 27 Consiglieri Regionali appartenenti a “Partito Democratico”, “Movimento 5 Stelle” e “Italia Viva”. Ad opporsi, senza nessun risultato i 13 Consiglieri del Centrodestra.
Questa legge è stata portata in Aula dopo che l’Associazione “Luca Coscioni”, una delle tante realtà radicali che il nostro Paese subisce suo malgrado, ha raccolto soltanto 10.000 firme per spingere la Sinistra toscana a varare una legge mortifera, per sopprimere quanti – perché sofferenti – non sono più “utili alla società”.
Il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Toscana, Enrico Sostegni, “Partito Democratico”, ha dichiarato: “Quando vi sono state richieste di pazienti, sono intervenuti i direttori generali delle tre Aziende sanitarie, ognuno con modalità diverse. Adesso stabiliamo una proceduta omogenea su tutta la regione, garantendo un’assistenza sanitaria uniforme”.
Al Consigliere Sostegni andrebbe chiarito che praticare “l’iniezione letale” non corrisponde a garantire “un’assistenza sanitaria uniforme” ma a svilire il valore sovrumano della vita.
Da Regione Toscana, dove governa Eugenio Giani, “Partito Democratico”, si sottolinea come la Legge regola i requisiti, la procedura, i tempi e le modalità per accedere al suicidio assistito, ci vorranno infatti pochi giorni dalla presentazione della domanda fino all’esecuzione dell’iniezione letale.
La Redazione Politica di “RaiNews” ha specificato come “ad esito positivo, entro altri 10 giorni verranno definite le modalità con cui si concretizzerà il suicidio assistito, come la scelta del farmaco. Passati questi 30 giorni complessivi (e massimi) la norma garantisce, entro sette giorni e con il supporto del sistema sanitario regionale, la procedura”.
Siamo a parlare di vita umana ma da Regione Toscana si parla di “procedura” quasi si stesse parlando della concessione di un dehor o di una concessione edilizia. Questo è il livello della Sinistra italiana.
Bisogna dire che la “Luca Coscioni” ha potuto fondare le sue argomentazioni sulla Sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittimo il fatto di non poter praticare l’Eutanasia.
La Consulta, poi, con la Sentenza 135/2024 aveva precisato che la nozione di trattamenti di sostegno vitale, le condizioni e le modalità di esecuzione dovessero essere verificate da strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale, previo parere del Comitato Etico territorialmente competente.
Peccato però che il Consiglio Regionale della Toscana abbia fatto finta di non conoscere la Legge 38/2010 che prevede come tutte le regioni debbono porre i pazienti sofferenti nella condizione di poter ricevere le cure palliative.
Sappiamo che non è così visto che molti famigliari di malati terminali debbono litigare per ottenere una valutazione algologica atta a dar vita a quella che è universalmente conosciuta come “Medicina del Dolore”.
Prima di fare leggi nuove bisognerebbe far applicare quelle già in ordinamento.
La posizione più grave, però, in tutto questo, la assume la “chiesa di Bergoglio”, che, nella Giornata Mondiale del Malato, si è limitata a dire sei parole.

L’Arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, Cardinale Augusto Paolo Lojudice, parlando di questa novella legge toscana, si è limitato a dire: “E’ una grande sconfitta per tutti”. Da un gesuita, amico e pupillo di Jorge Mario Bergoglio, ci si aspettava una valutazione morale, etica e teologica.
Nulla di tutto ciò, sei parole che avrebbe potuto dire anche il venditore di mimose a Campo dei Fiori.
E’ comprensibile l’atteggiamento ipocrita ed ambiguo dei vescovi. Non potrebbe essere altrimenti visto che Bergoglio è quello che, di ritorno da una visita alla Pontificia Università Gregoriana, si è fermato a casa di Emma Bonino, nota abortista, eutanasista, sostenitrice delle droghe, della Lobby LGBT e dell’Ideologia Gender, per portarle fiori e cioccolatini.
Ma non basta perché “Vatican News”, organo ufficiale d’informazione della Santa Sede, enfatizzò la cosa riportando il fatto che, su X, la stessa Bonino commentò così la visita del non-Papa, Jorge Mario Bergoglio: “Da lui forza e comprensione”.
Comprensione di cosa? Del fatto che la Bonino sostiene aborto, eutanasia, divorzio, cambio sesso, transessualismo, ideologia gender, e tutto ciò che la Chiesa Cattolica definisce peccato “intrinsecamente disordinato”?
L’ipocrisia più grande però sta nella “Preghiera per la XXXIII Giornata Mondiale del Malato”, realizzata dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI, nella quale si dice: “Dio, Padre della vita, insegnaci come il soffrire possa diventare luogo di apprendimento della speranza”.
Non si apprende un bel nulla se quando si soffre si fa ricorso all’“iniezione letale”.

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, metta da parte l’ipocrisia e dica con chiarezza che la legge varata dal Consiglio Regionale della Toscana è contro il Vangelo, contro l’etica ma, soprattutto, lesiva della dignità umana.
Il tema è articolato e complesso. Varie sono le posizioni e molteplici le argomentazioni. La Chiesa, però, deve sostenere l’insegnamento bimillenario che l’ha contraddistinta.
Piazza San Pietro, da quando vi è Bergoglio, più che un luogo di fede sembra il ritrovo per la “Festa dell’Unità”.
