Albanese con un “curriculum criminale” di alto livello è stato rimpatriato per la seconda volta.

Spesso si sente passare di un Governo Italiano che non sta facendo niente contro il fenomeno dell’immigrazione criminale. Nulla di più falso.
Nonostante gli ottimi (ed inspiegabili) rapporti tra il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “Fratelli d’Italia”, e il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, in Italia si sta procedendo al rimpatrio di tanti cittadini albanesi che hanno compiuto nefandezze.
Notizia di questi giorni è che l’Ufficio Immigrazione della Questura di Asti “ha accompagnato coattivamente alla frontiera, presso l’Aeroporto di Torino Caselle, un cittadino albanese irregolare destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale”.

La cosa grave è che l’immigrato albanese era già stato “destinatario di un provvedimento di espulsione e già accompagnato in precedenza in territorio albanese” e – nonostante questo – “è stato rintracciato in questo capoluogo, ove risiedono alcuni parenti, dopo essere rientrato clandestinamente sul territorio nazionale”.
Non è la prima volta che un albanese già espulso è rientrato.
Bisognerebbe che all’espulsione conseguisse la carcerazione in Albania. L’immigrazione clandestina non può passare sotto traccia e non deve restare impunita.
Nel caso di specie, comunicano dalla Questura di Asti, l’albanese ha “tentato inutilmente di ottenere protezione internazionale” visto che “la domanda è stata respinta per ben due volte dalla Commissione Territoriale”.
Manco a dirlo “il soggetto rimpatriato, durante la sua permanenza in Italia, si è resto altresì responsabile di una serie di reati e relative condanne per i reati di prostituzione, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, falsità materiale, droga, armi ed immigrazione clandestina”.

Visto il curriculum di altissimo valore dell’albanese, “l’Ufficio Immigrazione ha organizzato un servizio di vigilanza e trasferimento in condizioni di sicurezza presso l’Aeroporto di Torino Caselle per il suo successivo e definitivo rimpatrio nel Paese di origine”.
Un ringraziamento va espresso al Questore di Asti, Marina Di Donato, per le “attività di controllo e di tutela della Sicurezza Pubblica” che ha impresso nei suoi sottoposti.
La Polizia di Stato in servizio nella Provincia di Asti si adopera molto per “l’applicazione della normativa vigente in materia di immigrazione”.

Brava Questore Di Donato!!! Ce ne vorrebbero tanti come lei, anche fra i giudici e magistrati vari