Teheran: “Da Usa e Israele nuova aggressione, risponderemo con forza”
Da stamane sabato alle 7,30 ora italiana Israele e gli Stati Uniti stanno conducendo attacchi aerei contro la capitale dell’Iran, Teheran e altre città. Tra gli obiettivi principali è stato distrutto il palazzo della Guida Suprema Ali Khamenei, la principale autorità religiosa e politica del paese. Lui però non c’era e al momento non si sa dove sia. Sono state colpite anche le sedi di alcuni ministeri, compreso il complesso militare di Parchin.
L’Iran ha risposto lanciando missili contro Israele e contro le basi USA in Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Il governo israeliano ha invitato la popolazione di andare nei rifugi antiaerei e ha detto che ordinerà la mobilitazione di fino a 70mila riservisti. Non si riscontrano al momento notizie di persone uccise in Israele, né di danni gravi.
Sia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Benjamin Netanyahum primo ministro israeliano hanno detto chiaramente che l’operazione ha lo scopo di rovesciare il regime iraniano e hanno invitato la popolazione a protestare.
L’attacco era ritenuto sin dai giorni scorso inevitabile dopo lo stallo delle trattative diplomatiche per la denuclearizzazione dell’Iran, Si prevede che gli attacchi proseguano nei prossimi giorni. È stata anche colpita base italiana in Kuwait “mai nostri militari sono tutti incolumi”
“Le nostre potenti Forze Armate sono pronte per questo giorno e daranno agli aggressori la lezione che meritano”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aggiungendo che l’attacco degli Stati Uniti e di Israele è illegale. “La guerra di Netanyahu e Trump contro l’Iran è del tutto immotivata, illegale e illegittima. Trump ha trasformato “America First” in “Israel First”, che significa sempre “America Last” ” ha aggiunto Araghchi, in un messaggio.
Il Premier Giorgia Meloni stamattina ha convocato in video-call lo stato maggiore del governo. I due vice, Tajani e Salvini, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, i sottosegretari di Palazzo Chigi, Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano che ha parlato di scenario “grave e preoccupante”.
Palazzo Chigi ha invitato tutti i connazionali “alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalla Farnesina”. La nota di Giorgia Meloni parla di un “momento particolarmente difficile”, l’Italia rinnova “la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Ma non si sbilancia oltre. Meloni annuncia che “si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. De-escalation.
Seguono le prime significative dichiarazioni:
“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente”, scrive sui propri canali social il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. “Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”.
Al momento non c’è stato nessun ferito tra gli italiani, avevamo già ridotto da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a SkyTg24. “Siamo pronti all’evacuazione degli italiani”, aggiunge, “già da qualche giorno avevamo detto agli italiani di abbandonare il paese”, “sono rimasti soltanto gli italiani che vivono là, che sono sposati o sposate con dei cittadini iraniani”.
“La vittoria finale è vicina” in Iran. Lo ha detto il figlio dello scià di Persia, Reza Pahlavi. “Siamo molto vicini alla vittoria finale. Voglio essere con voi il prima possibile in modo che insieme possiamo riprendere e ricostruire l’Iran”.
Seguiremo gli sviluppi dell’azione militare con gli inevitabili contraccolpi internazionali.
