La Russia, per mezzo del Ministro degli Esteri, annuncia che non starà a guardare mentre la NATO militarizza la Groenlandia.

Dalle parti di Washington è bene che inizino a fare le cose in modo un po’ più accorto perché il Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha detto: “in caso di militarizzazione della Groenlandia, della creazione di capacità militari puntate contro la Russia” ci saranno “contromisure adeguate, anche di natura militare-tecnica”.
Parlando alla Duma, il Ministro Lavrov ha spiegato chiaramente che Vladimir Putin non ha alcuna mira, nessuna pretesa, sul territorio glaciale della Groenlandia. A detta di Mosca la “Groenlandia non riguarda direttamente la Russia”.

La posizione degli Stati Uniti d’America che sulla sicurezza hanno un atteggiamento oltremodo paranoico, sta stancando sia la Federazione Russa che l’Unione Europea.
Donald J. Trump non è – e non può essere – il “Presidente del mondo”. La sicurezza non si costruisce con continue minacce e con mire espansionistiche, tipiche del periodo coloniale.
Il Ministro degli Esteri Lavrov, applaudito con vigore, ha concluso il suo intervento così: “La nostra posizione di principio è che l’Artico debba rimanere una zona di pace e cooperazione”.
La speranza del mondo è che non si faccia in Groenlandia ciò che si è fatto in Ucraina. Andare a disturbare “il can che dorme” – atteggiamento noto della NATO – non è né intelligente, né tollerabile.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
