A Torino i manifestanti pro-Pal iniziano a pagare il conto delle loro nefandezze.
In un articolato servizio di Maria Valeria Vendemmia, il “TGR Piemonte” spiega che sono state emesse “tredici misure cautelari nell’area antagonista” che ha messo in scena guerriglia urbana nei cortei degli ultimi mesi.
In modo specifico vien detto che “l’operazione della DIGOS della Polizia di Torino” ha portato ad ottenere misure cautelari in quanto “gli episodi di violenza nelle manifestazioni di piazza” sono stati ritenuti intollerabili dal Giudice.
I reati contestati ai tredici soggetti sono “resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina”.
Dal Tribunale di Torino trapela che è stato contestato quanto accaduto il 13 novembre 2024, alla “Leonardo” di Torino, dove “un gruppo di circa settanta manifestanti ha fatto irruzione all’interno dell’azienda”. Si fa sapere che “una parte dei militanti ha bloccato l’accesso allo stabilimento, mentre altri hanno imbrattato e danneggiato diversi padiglioni. Poi i violenti hanno anche spintonato e colpito il personale di vigilanza dell’Azienda e della DIGOS”.
Il 15 novembre 2024, invece, per “celebrare” la “Giornata Nazionale dello Studente”, “700 manifestanti, violando le prescrizioni del Questore, hanno raggiunto Piazza Castello dirigendosi verso la Prefettura ed iniziando a scagliare oggetti contro i reparti schierati, venendo respinti dal personale stesso”.

Questi alcuni degli episodi grotteschi che si sono verificati a Torino e che hanno messo a serio rischio la sicurezza delle persone oneste e per bene. I pro-Pal si sono macchiati di azioni turpi e, finalmente, la Magistratura ha deciso di intervenire.
Tra i pericolosi antagonisti – destinatari delle misure cautelari – anche un ragazzo di 20 anni.
“I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Polizia di Torino. Tra i soggetti a obbligo di firma anche esponenti di Askatasuna. Per gli episodi contestati gli indagati sono decine: le misure cautelari erano state chieste per 18 persone” ma, come sempre, qualcuno l’ha passata liscia.
Bene l’operato delle Forze dell’Ordine e buono il “pugno duro” del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Avanti così!
