Un affascinante viaggio attraverso i testi sacri e le tradizioni religiose svela un sorprendente anello mancante che collega il Medio Oriente, l’India e il Senegal, gettando nuova luce su Gesù, il grande profeta venerato dai musulmani e riconosciuto come Messia da cristiani ed ebrei messianici
L’attore e regista italiano Victor Vegan, attualmente impegnato nella realizzazione del film “From Reel to Real: The Yod’s Journey”, condivide le sue scoperte, emerse durante il montaggio del suo precedente lavoro, “Freedom To Believe – Libertà per credere” che gli ha permesso di vincere anche in un festival indipendente a Berlino. Vegan si è immerso nella teo-filosofia — lo studio comparato dei testi sacri monoteisti, principalmente Bibbia e Corano — come unica via per la pace globale.
Puoi parlarci di questo “anello mancante” che hai scoperto?
”Certamente. Ho trovato un sorprendente collegamento tra il Medio Oriente, l’India ed il Senegal, che getta nuova luce su Gesù, una figura venerata dai musulmani e riconosciuta come Messia da cristiani ed ebrei messianici. Il Messia, secondo la tradizione, deve portare la pace universale mediante una legge divina che deve essere riconosciuta da tutti. Tuttavia, questa figura, che chiameremo col suo nome originale, l’aramaico Yeshua, non fu riconosciuta da tutti, specialmente dal suo popolo di appartenenza, l’ebraico, nemmeno da rinomati studiosi come Maimonide, che non vedeva in lui l’adempimento delle profezie che il mondo ebraico aspettava (come la raccolta degli esuli israeliti, la ricostruzione del Tempio, la resurrezione dei morti e il regno di pace con la conoscenza mondiale del monoteismo assoluto). Anzi, paradossalmente, la religione sorta attorno a lui ha generato grandi conflitti nella storia.”

Qual è il ruolo di Gesù e Muhammad nel contesto dell’era messianica?
“Ecco il paradosso della fede: figure rifiutate dalle élite religiose hanno finito per plasmare la storia, guidando innumerevoli miliardi di scettici e dubbiosi a inchinarsi davanti allo stesso Dio che è anche quello di Abramo, Isacco e Giacobbe. Il loro impatto è indiscutibile.”
Quali scoperte hai fatto in Senegal e in India?
“Una scena del film “Freedom To Believe” riguarda l’Appel della comunità senegalese dei Layennes, che celebra Seydina Limamou Laye, un Imam che ha sfidato il sistema delle caste e la cui eredità continua con suo figlio, Saydina Isa, considerato la reincarnazione di Gesù.
In India, nel 1889, Mirza Ghulam Ahmad si autodefinì sia Masīḥ che Mahdi, proponendo un’interpretazione intrigante sulla resurrezione di Gesù, noto come Yuz Asaf. Secondo lui, Gesù sarebbe sopravvissuto alla crocifissione e sarebbe morto in Kashmir mentre cercava le tribù perdute d’Israele. Inoltre, il Bhavishya Purana preannuncia una figura simile a Isha Putra, il messia nato da una vergine.”
Queste interpretazioni sollevano interrogativi sulla trasformazione delle dottrine originali di Gesù. Cosa ne pensi?
“È vero. Circa 2000 anni fa, la separazione dai leader ebraici che non riconoscevano Gesù come Messia ha portato alla creazione del Cristianesimo. La teologia cristiana susseguente è però stata influenzata da Paolo di Tarso, che ha distorto il concetto originale di Yeshua, portando a fraintendimenti e idolatria come ben spiegato nei libri di David Donnini.”

E riguardo alla figura di Yeshua ben Yossef?
“Ho letto che c’è in Israele chi, come Cohen-Alloro, da rabbino ortodosso e non messianico sostiene che Yeshua fu il Mashiach Ben Yosef, che ha già completato il suo ruolo di preparatore della Redenzione finale e non dovra’ ritornare ancora in terra. Questa visione avvalora secondo me, l’interpretazione dei Layennes, che vedono in Saydina Isa il suo ritorno gia’ avvenuto anche se tramite reincarnazione.”
Qual è il tuo pensiero sulla riparazione del mondo?
“La riparazione del mondo che è chiamato in ebraico Tikkun Olam è al contempo desiderato nell’islam quando tutta la terra sarà restaurata sotto il Tawhid, il monoteismo assoluto che per adempiersi essendo un compito vasto richiede l’azione di molte figure elette, superando l’attesa di un solo Messia. Il termine “Unto” può essere interpretato come la Mente Universale che comunica ai “Figli della Luce” in un Linguaggio della Luce.”

E per quanto riguarda le figure messianiche nel Cristianesimo e nell’Islam?
“Nel Cristianesimo, sebbene Gesù sia centrale, non ha adempiuto alle profezie fondamentali del Tanakh. Alcuni studiosi suggeriscono che i Vangeli facciano riferimento a due Messia distinti: Gesù e Bar Abba. Nell’Islam, il Corano definisce Gesù come un potente Messaggero, contestando la narrativa cristiana della crocifissione.”
Infine, come vedi il ruolo delle figure storiche controverse come Shabbatai Zevi e Baruchia Russo?
“Nessuno deve vederle come errori storici, ma come contributi necessari al processo di riparazione, spingendo il mondo verso il cambiamento.”
Qual è la tua visione finale sulla sequenza messianica?
“Alla fine dei tempi, si convergerà verso due figure: il Mashiach ben Yossef, che apparirà per primo, e il Mashiach ben David, che regnerà eternamente, adempiendo le profezie. La teo-filosofia, attraverso lo studio comparato dei testi sacri, non propone un’unica verità, ma riconosce che nella pluralità di pensiero risiede il deterrente alle rivalità, guidando al rispetto reciproco e alla pace.”
