Cuneo sta per celebrare 90 anni di presenza dell’Oratorio Salesiano “San Giovanni Bosco”. Il Signor Sindaco ha dato la sua opinione.
Ieri, chi vi scrive, ha interpellato il Signor Sindaco del Comune di Cuneo, Patrizia Manassero, “Partito Democratico”, per chiedere qualche considerazione in vista del compimento dei 90 anni dell’Oratorio Salesiano di Cuneo.
Il Signor Sindaco, con estrema cordialità e solerzia, ha voluto rispondermi che “Novant’anni rappresentano una tappa significativa non solo per “i Sale” ma per l’intera città e celebrarli in poche righe non è semplice. L’Oratorio e la Parrocchia hanno saputo distinguersi come punto di riferimento educativo, sociale e spirituale per intere generazioni, accompagnando bambini, ragazzi e famiglie nel loro percorso di crescita. In tutti questi anni nei cortili di via S. Giovanni Bosco sono passati infatti migliaia di giovani cuneesi, che si sono conosciuti, hanno costruito amicizie solide e in molti casi hanno poi intrapreso una vita insieme o la vita consacrata”.
Le parole di Patrizia Manassero non fanno una grinza. Una considerazione vera e sincera che riconosce un ruolo molto importante per l’Oratorio Salesiano in quel di Cuneo.

Il Capoluogo della Granda è – da sempre – una terra dal profondo tessuto religioso e spirituale. In questa terra sono vissuti, ed hanno esercitato il ministero, personaggi del calibro di don Andrea Gasparino e padre Pierino Ghi.
Migliaia di giovani di tutta la Penisola hanno conosciuto e raggiunto Cuneo per via delle belle iniziative spirituali poste in essere dal Movimento Contemplativo Missionario “Charles de Foucauld” e dal “Cammino di evangelizzazione, conversione, guarigione” che, per le folle di fedeli, si svolgeva al Palazzetto dello Sport di San Rocco Castagnaretta.
Anche i figli di san Giovanni Bosco sono un punto di aggregazione, formazione, ed evangelizzazione molto importante. Molto bene afferma, dunque, il Sindaco Manassero quando esplicita che “il contributo dei Salesiani, inoltre, si è tradotto non solo nell’attività pastorale ed educativa, ma anche in un costante impegno per l’inclusione e la solidarietà. L’Oratorio ha saputo aprire le sue porte a tutti, senza distinzioni, offrendo accoglienza, ascolto e opportunità di crescita a chiunque ne avesse bisogno”.
Tutte verità acclarate. Patrizia Manassero ha correttamente compreso come “questo spirito ha inciso profondamente sul tessuto sociale e culturale cittadino, creando legami duraturi e rafforzando la coesione del nostro territorio”.
I “Sale” sono da sempre uno dei punti focali della Città di Cuneo. Anche il tessuto politico e del volontariato ha tratto linfa e nutrimento dalla cultura dell’Educazione Preventiva di cui don Bosco fu padre e maestro.

Bello è – e non scontato in una Giunta di Centrosinistra – sentire un Sindaco affermare: “Siamo quindi contenti di festeggiare insieme questo importante anniversario domenica 28 settembre: un’occasione non solo di memoria ma anche di rinnovato slancio per il futuro”.
Parole importanti che devono essere per il Direttore, Parroco e Incaricato dell’Oratorio, don Thierry Dourland, un monito a continuare ad essere punto di riferimento e bussola orientativa per i giovani cuneesi che – va detto con onestà – al di fuori dei “Sale” trovano il nulla, specie nei Quartiere Donatello e Gramsci.
