Il rito si è svolto nella splendida Cappella barocca dei Banchieri e dei Mercanti
Sabato scorso si è svolta una cerimonia rituale che ha coinvolto gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, ossia il solenne Rito della benedizione del labaro del Vicariato di Torino e Provincia. 
Considerata l’inagibilità temporanea della Basilica Mauriziana, per lo svolgimento di questa solenne cerimonia, il Vicariato di Torino, ha scelto la Cappella dei Banchieri e dei Mercanti, ove fede, arte e carità perpetrano nei secoli la continuità di una delle mirabili Istituzioni benefiche e caritative sorte nella Torino capitale del Ducato di Savoia, del regno di Sardegna e infine del Regno d’Italia.
La cappella di via Garibaldi, pur seminascosta, è una delle più belle chiese seicentesche di Torino, ricca di splendidi affreschi barocchi, tele dipinte, tesori di oreficeria ed anche un oggetto unico al mondo: il calendario perpetuo di Giovanni Plana, un’antica macchina di calcolo costruita per calcolare il calendario con giorni della settimana, festività e fasi lunari per 4000 anni!
Per ammirare gli affreschi che nel corso dei secoli sono stati oggetto di conservazione e restauro da parte della Pia Congregazione dei Banchieri e Mercanti, iniziamo dal soffitto, ove s’impone il trionfo del Paradiso, opera di Stefano Maria Legnani, detto il “Legnanino” che raffigura Dio Padre, il Figlio Redentore e una sintesi di personaggi dell’antico e nuovo testamento.
Tra i preziosi quadri che decorano la Chiesa, ben cinque sono stati realizzati dal gesuita Andrea Pozzo, presente anche nel gran teatro barocco della Chiesa della Missione di Mondovì e nella celebre Chiesa del Gesù di Roma, officiata dai padri della Compagnia di Gesù. Due sono di Sebastiano Taricco di Cherasco, gli attribuiti al savoiardo Vernier e al lombardo Carlone. Il più vetusto quadro si trova esposto in sacrestia ed è opera di Guglielmo Caccia detto il “Moncalvo”
In questa Chiesa, S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, è stato nominato nel 2024 “congregato onorario”. Negli annali della Congregazione sono molti i principi e i dignitari di Casa Savoia che hanno svolto ruoli id rilievo.
La S. Messa è stata celebrata dal cappellano e confratello degli Ordini di Casa Savoia, il rev. don Marco Moioli. Successivamente per le Dame ei Cavalieri degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, in un locale poco distante si è tenuto un “vin d’honneur” a scopo benefico, a favore dei restauri di alcuni quadri religiosi della Pia Congregazione.

A conferma che il Piemonte e i poveri piemontesi ancora sono sudditi dei Savoia che tra il 1850 e i primi del ‘900, “cacciarono” via, costrinsero ad emigrare dal Piemonte oltre 700.000 sudditi affamati.
E Savoia ancora “festeggia”…