Leone XIV incontra repentinamente i vertici dell’Opus Dei in Udienza Privata. Come mai tanta fretta?

Dopo che Jorge Mario Bergoglio ha rivoluzionato completamente la vita e l’organizzazione della Prelatura dell’Opus Dei, il 14 maggio scorso, tra le primissime udienze dopo la sua elezione, Robert Francis Prevost, ha incontrato il Prelato dell’Opus Dei, monsignor Fernando Ocariz, e il suo Vicario ausiliare, monsignor Mariano Fazio.
Intanto è singolare che Leone XIV abbia voluto incontrare i vertici dell’Opus Dei appena sei giorni dopo la sua elezione a Sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Perché così repentinamente?
L’Opus Dei, attraverso il suo sito web ufficiale, fa sapere che “è stato un incontro breve, durante il quale il Papa ha manifestato la sua vicinanza e il suo affetto”.
Ciò nonostante, anche se si parla di incontro breve, Robert Francis Prevost “ha chiesto informazioni sullo studio attuale degli Statuti della prelatura” ed “ha ascoltato con grande interesse le spiegazioni che gli sono state fornite”.

Come mai Leone XIV è così interessato agli Statuti dell’Opus Dei e ha voluto incontrare in modo così repentino i suoi vertici, in udienza privata?
Dall’Opus Dei non si sbottonano ma chiosano dicendo che “al termine dell’udienza, il Papa ha fatto riferimento alle ricorrenze mariane che cadevano nel giorno della sua elezione. In un clima familiare e di fiducia, Leone XIV ha impartito la sua benedizione paterna al prelato e al vicario ausiliare”.
Due aspetti fanno riflettere.
Il primo è il fatto che dall’Opus Dei abbiano sentito il bisogno di spiegare che con Leone XIV c’è stato un “clima familiare e di fiducia”. Perché, con Bergoglio non era così? Cosa è cambiato?
Il secondo è che nell’Opus Dei continuano ad epitetare monsignor Fernando Ocariz con il titolo di “Prelato” mentre invece la Santa Sede parla di “Moderatore”. Come mai questa discrasia di termini in un comunicato che riguarda il Vaticano, dove la forma è assolutamente sostanza?

Sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, infatti, si legge: “Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza Mons. Fernando Ocáriz Braña, Moderatore dell’Opus Dei”.
Perché l’Opus Dei si ostina ad utilizzare il termine “Prelato” che, “nel clero cattolico, ricopre un ruolo di responsabilità e giurisdizione, solitamente associato a un’area territoriale (prelatura territoriale) o a un gruppo specifico di persone (prelatura personale)”?
Per la Santa Sede, Mons. Fernando Ocáriz Braña, è solo un “Moderatore”, ossia, uno che ha compito di gestire, amministrare e controllare una realtà.
La differenza fra “Prelato” e “Moderatore”, dunque, è davvero sostanziale. Come mai allora questa diversità di comunicati tra la Santa Sede e la Prelatura dell’Opus Dei?
Come abbiamo già detto, Robert Francis Prevost, in modo decisamente più colto e raffinato del suo predecessore, sta portando avanti il lavoro iniziato da Jorge Mario Bergoglio e questo lascia davvero poca speranza in un ritorno ad una Chiesa unita, compatta e coesa sui temi fondamentali della Fede.
Il tempo ci darà il suo responso.
