Cuneo emula altre città e ospita una discussa ed opinabile “Pastasciutta Antifascista”. “ARCI”, “ANPI”, “CGIL”, i soliti organizzatori.
Il 21 settembre scorso è uscito un comunicato veramente “interessante”: la discussa e discutibile “Casa del Quartiere Donatello” ha deciso di ospitare – nel giorno un cui si celebra san Francesco, patrono d’Italia – l’inutile e grottesca “Pastasciutta Antifascista”.

Come al solito gli organizzatori tengono a precisare che sarà “una giornata tra Costituzione e valori comunitari”. Quali valori? Quale comunità? Non è dato saperlo.
Ad organizzare il discusso evento i soliti “ARCI Cuneo-Asti”, “ANPI”, e Sinistra varia. Il 4 ottobre 2026 il Quartiere Donatello si trasformerà in una Stalingrado in miniatura.
E agli organizzatori non importa se molti residenti del Quartiere non si riconoscono né in “ARCI” – che, per la cronaca, è pro-Pal – né in “ANPI”, un’associazione privata che in più occasioni ha escluso le Comunità Ebraiche dalle celebrazioni pubbliche.
Tra coloro che organizzano anche i sodali del Circolo “Rosa Luxemburg”, realtà vicina a “Potere al Popolo” e “Rifondazione Comunista”, “ARCIpelago” realtà non ben definita che ha sede nel Quartiere Cuneo Centro.

Partecipano i soliti soggetti della Sinistra territoriale e provincialotta: Davide Mattiello (Articolo 21), Piertomaso Bergesio (CGIL), Manuela Maroglio (Comitato Pace e Disarmo), Luca Bosonetto (ARCI Piemonte).
Alle ore 12:30, orario adatto per una comoda digestione post-prandiale, si potrà gustare una deliziosa “Pastasciutta Antifascista” che gli organizzatori definiscono “aperta a tutti” in quanto ghiotta “occasione per ritrovarsi attorno a una tavola e rinnovare, attraverso un gesto semplice e collettivo, la memoria e i valori all’origine di questa tradizione”.
Dopo la lauta abbuffata di pastasciutta democratica e “antifa” ci sarà un pomeriggio di alto valore culturale nel quale Stefano Bego e Luca Bosonetto presenteranno l’interessantissimo anno sociale di ARCI.
La giornata si concluderà con musica e momenti comunitari.
Sulla Pagina Facebook della testata on-line della provincia di Cuneo “TargatoCn” vari lettori hanno scritto commenti contrari all’anacronistico evento: “A quando quella anticomunista?”, “Feve fürb!” (tradotto dal Piemontese: “Fatevi furbi!”), “Poveretti, ve la passa l’ASL?”, “Eccoli i fenomeni. Mancavano proprio”, “Anche a Cuneo siete semplicemente patetici!!!!!”, “Ma a casa non siete capaci a farvi una pastasciutta?”, “Ci mettete sopra il partigiano grattugiato? Potreste anche proporre le melanzane alla partigiana?”.
E’ bene far conoscere anche le opinioni di chi non condivide in tutto, o in parte, la retorica “antifascista” di quella grottesca Sinistra che si crede detentrice della “questione morale” e della “kultura”.

A Piossasco, in provincia di Torino, dove il Comune ha patrocinato la “Pastasciutta Antifascista”, “Fratelli d’Italia” e “Lega” hanno alzato – a ragione – la voce.
Hanno detto con chiarezza che “eventi come questo, spesso organizzati dall’ANPI e da movimenti di sinistra, non “sono” (n.d.r.) reali momenti di memoria condivisa, bensì tentativi di monopolizzare il concetto di democrazia e di “propinare” l’ideologia di sinistra anche in contesti di svago o turistici”.
Difficile non essere d’accordo dal momento che – anche a Cuneo – gli organizzatori della “ghiotta pastasciuttata” sono soggetti ben schierati a Sinistra, con i territori palestinesi, con i Centri Sociali come “Askatasuna” e “Leoncavallo”.

La speranza è che la Questura di Cuneo presidi la “Casa del Quartiere Donatello” e le sue zone limitrofe con personale della D.I.G.O.S. e della Squadra Mobile, per garantire sicurezza ai residenti al fine di non vedere quello che si è visto a Torino, Milano, Bologna, Roma, Genova, dove i “kompagni” hanno aggredito chi aveva la sola colpa di indossare un’uniforme dello Stato.
Il 4 ottobre 2026, comunque, ci saranno persone che mangeranno – a casa propria – i ravioli al nero di seppia ripieni di italica capasanta per ricordare che si devono tutelare i pescatori italiani, dimenticati da Sinistra e Sindacato che sanno solo più parlare di “risorse boldriniane” e immigrati.
