Malen e Pisilli condannano i granata alla sconfitta interna
Dopo la vittoria in trasferta a Firenze, il Toro si ferma nuovamente battuto da una Roma superiore, ma non imbattibile. Nella prima frazione di gioco i giallorossi ospiti hanno imposto una evidente supremazia territoriale costringendo i granata nella loro metà campo sfiorando più volte la rete del vantaggio. 
Che è peraltro giunta al 40° per opera di Malen, un giocatore di grandissima qualità che non si può lasciare nemmeno per un attimo. E quell’attimo si è verificato, come abbiamo detto, poco prima che l’arbitro Maresca mandasse tutti negli spogliatoi al termine del primo tempo.
E si sa che chiudere la prima frazione in vantaggio è importante soprattutto per chi gioca in trasferta anche perché dà modo di costruire le opportune strategie in difesa del parziale acquisito.
Alla ripresa del gioco, il Mister torinista Abrate manda in campo Cacciamani per Belghali e Bragança per Gineitis, ma i cambi non sortiscono sostanzialmente l’effetto sperato. Esce anche Fitz-Jim che lascia il posto a Ilkhan e, a seguire, Rodriguez subentra a Fortini, ma
non succede nulla di significativo.
Abate si gioca la carta Zapata che dà il cambio a Mandragora all’83°, forse troppo tardi, ma è ancora la Roma ad andare in gol con Pisilli al terzo minuto di recupero.
Ne passano altri tre e Maresca fischia tre volte sanzionando la triste sconfitta interna di un Toro che non ha ancora trovato i giusti equilibri ed una Roma che viaggia a gonfie vele al vertice della classifica.
Il Popolo Granata merita di più e comincia a porsi delle domande sulle scelte societarie.
(immagini Torino FC)
