Solo gioia negli stadi degli europei di atletica a Birmingham. Tuffi & nuoto a Parigi, e poi…
L’Italia prima nel medagliere agli europei di atletica in quel Regno Unito che abbiamo relegato al secondo posto. Risultati inimmaginabili fino a poco tempo fa. Tanta gloria per tutti, e peccato per qualche infortunio, perché il bottino sarebbe stato ancora più splendente.
Spettacolo per chi è rimasto davanti alla tv snobbando politica e talkshow, dando spazio a qualcosa di più umano, aggregativo e sportivo in tutti i sensi. Non starò a elencare i nomi degli eroi, ma vado a condividere certe riflessioni.
Atletica che unisce in un tifo da stadio gli atleti di tutte le nazioni. Come russi e ucraini, israeliani e turchi. Nessun fischio dagli spalti, soltanto un attimo di fibrillazione prima del salto, dello sparo, del lancio. E poi un unico popolo a gridare: «ooooh!» Di fronte a un record o un risultato eccezionale. Che bello!
Questo ed altro in un clima di grande appartenenza con il tricolore sventolato più che mai. Orgoglio ed emozione, ma non solo.
E poi, i tuffi e le gare di nuoto. Campionato europeo in quel di Parigi. Anche qui pioggia di medaglie. Questa volta l’Italia è solo seconda, gli inglesi sono davanti per questioni di millimetri nelle ultime vasche. Anche qui, orgoglio, partecipazione, tanta unità tra gli atleti del mondo. Che bello!
E intanto, immaginavo l’Italia della pallavolo. Squadra maschile e femminile campioni del mondo 2025. Sono loro quelli fortissime/i. Nessuna zuffa tra le tifoserie. E poi: tutti da Sergio Mattarella, loro e non soltanto loro.
L’appetito vien pensando. Anche i campioni dello sci tutti dal Presidente dopo le olimpiadi Milano Cortina, ma qualcuno ha visto mai baruffe tra tifosi all’arrivo degli atleti? Il pensiero si fa strada altrove.
Silenzio & rispetto dagli spalti dei masters 1000 di tennis. Non solo Jannik Sinner a fare grande la compagine italiana. Un’altra coppa Davis agguantata anche senza il numero 1. Anche qui siamo fortissimi, ma soprattutto grande rispetto e signorilità. Ginnastica artistica, ciclismo e altro: felicità per tutti. Questo dovrebbe essere il senso dello sport ad ogni livello. È di certo anche il senso della vita.
Qui la nota dolente: Football non pervenuto al campionato del mondo d’oltreoceano, e non è una novità. Adesso c’è nervosismo dalle parti della FIGC. Manca una politica giovanile, manca il pallone nel cortile e poi quell’oratorio, prima scuola di calcio dispersa da tempo. Manca una squadra di “siamo fortissimi”.
Il futuro scriverà il resto di questa storia, ma c’è un vuoto nel cosiddetto sport “più bello del mondo!?” Il pantano mediatico & violento che circonda il calcio è veramente “un altro sport”. Con tutto rispetto per coloro che vanno allo stadio con la passione nel cuore, quel che di violento e di antistato che si verifica con assurdi scontri con la polizia, è un fardello vergognoso per il gioco del pallone.
Quelle stesse fiamme gialle, fiamme oro, fiamme rosso/blu e fiamme kaki che, sotto forma di gruppi sportivi dello Stato, inquadrano e sponsorizzano gli atleti. Senza di loro non ci sarebbe alcuna medaglia. Forse antagonisti violenti e black bloc potrebbero trovare sbocco a tanto fervore in qualche centro sportivo militare.
Fine di una riflessione estemporanea, ubriaco di medaglie, di successi, di sportivi sorridenti dallo sguardo pulito, e un po’ di rammarico per quegli azzurri dei quali siamo in attesa. Nel frattempo altre glorie hanno preso il posto. Kimi Antonelli ultimo arrivato sulla scena. 100.000 tifosi sotto il podio della F1 o della moto GP. Nessun disordine. Appassionati da tutto il mondo. L’inno di Mameli non si può lamentare!
Alla fine di questa carrellata sportiva, un onore a Varenne, il più grande cavallo da trotto di tutti i tempi scomparso a 31 anni il 18/8/2026. Omaggio allo stallone figlio del vento. Chissà cosa penserà mentre corre libero nella leggenda?

Lo sport Italiano sta vivendo, finalmente, un momento di gloria. Abbiamo potuto notare che dove non ci sono interessi economici e dove la fatica personale e fisica premia, riusciamo ad far emergere carattere e professionalità. Il calcio, sport che amavo e praticavo da giovane, ha finalmente mostrato il suo lato effimero, tutto legato ai soldi e alle scommesse, alle pay tv, alle piattaforme del web. I suoi tifosi sono ormai gruppi di estremisti politici che si danno appuntamento via social solo per dare libero sfogo alla violenza. Non ho mai capito perché i tifosi possano scontrarsi tra loro ogni domenica e sfasciare le città, senza che la questura usi il pugno duro. Altri sport che necessitano di sforzi economici stanno vedendo sempre meno Italiani, come gli sport motoristici, e questo dimostra ancora una volta la nostra difficoltà economica.
Il mondo del calcio è ormai da tempo minato dai troppi interessi economici,che portano con sé le conseguenze che tutti conosciamo.
W lo sport sano , w le atlete e gli atleti che hanno saputo dimostrare che il vero sport è un’ altra cosa…
il tifo paranoico e morboso è un detrimento per lo sport verso cui è rivolto! Non so se avete avuto modo di vedere l’arrivo dell’ultimo Palio di Siena!!
Mi viene da pensare al compianto Diego Armando Maradona: un orgoglio per il calcio, una vergogna per lo sport.
Il calcio degli anni ’90 del secolo scorso è sempre stato associato esclusivamente al denaro e di conseguenza alla “bella vita” con le ragazzine letterine schedine etc legate alla TV d’assalto. I risultati purtroppo si vedono perchè la gioventù ha copiato e i vivai non esistono più, il calcio segna l’andamento della nostra economia.
Bene per gli sport cosiddetti minori che riescono a tenerci tranquilli sugli spalti o sul divano a discutere tranquillamente galvanizzati finalmente con argomenti seri e interessanti . GRAZIE
Un po’ in ritardo leggo il tuo articolo che rispecchia quanto ho provato nei giorni delle gare di atletica,di nuoto e in questi giorni di fantastico volley.
Lo sport italiano sa imporsi con tanti atleti bravi e vincenti perché solo faticando , solo ponendosi obiettivi, solo sapendo superare gli imprevisti si raggiungono gli obiettivi e quindi le vittorie.
Che emozione l’inno di Mameli, ma che emozione soprattutto i visi degli atleti provati dalla fatica ma sorridenti e felici , anche se non sempre da primi !!!