Con il Segretario Nazionale, Mario Calì, tutti i protagonisti del mondo politico e sindacale
Al Senato l’intero centrosinistra all’evento su Saragat, Presidente della Repubblica e dell’Assemblea Costituente
Il Segretario Nazionale Mario Calì annuncia il XXX Congresso in vista dell’ottantesimo della fondazione del PSDI
Anche quest’anno in occasione del 128° anniversario della nascita di Giuseppe Saragat, padre del Socialismo Democratico e della scelta occidentale dell’Italia, la sala stampa di Palazzo Madama intitolata ai caduti di Nassiriya si è confermata lo scenario migliore per la presentazione degli eventi nazionali sull’illustre fondatore del partito del “Sole Nascente” programmati in tutto il Paese.
In apertura il doveroso pensiero a due figure delle istituzioni recentemente venute a mancare e con le quali il Partito Socialdemocratico guidato da Mario Calì ha in questi anni lavorato concretamente nei territori oltreché durante il secondo governo presieduto da Romano Prodi, ovvero Emma Bonino, a quel tempo Ministro del Commercio Internazionale e Ministro per le Politiche Europee e Fabio Mussi, Ministro dell’Università e della Ricerca. Due figure alle quali il gruppo dirigente sin dai tempi delle segreterie di Giorgio Carta e Mimmo Magistro è stato legato per le impegnative battaglie portate avanti insieme nel nome de “L’Ulivo” prima, e poi attraverso la “Grande Alleanza Democratica” con l’esperienza progressista dell’Unione.

Alla conferenza di presentazione promossa dal Partito Socialista Democratico Italiano dopo la calorosa introduzione del senatore Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione Estero (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), con cui ha voluto ricordare la vicinanza ai lavoratori italiani emigrati in ogni angolo del mondo alla base dello storico viaggio del 1967 in Oceania effettuato da Saragat, primo Capo di Stato europeo in assoluto a visitare l’Australia, il moderatore e direttore responsabile del quotidiano l’Umanità (“www.lumanita.it“) Luciano Gianluca Calì, nel rammentare l’eccezionalità del ritorno lo scorso 25 giugno della delegazione ufficiale del PSDI a Montecitorio, su esplicito invito del Presidente della Camera dei Deputati e la condivisione del Presidente della Repubblica in occasione dell’ottantesima celebrazione della prima seduta dell’Assemblea Costituente che nel 1946 elesse Giuseppe Saragat alla presidenza, ha progressivamente accordato la parola ai numerosi ospiti presenti in sala in rappresentanza dei maggiori partiti e dei sindacati confederali, partendo, come d’obbligo, dalla senatrice Raffaella Paita, Coordinatrice Nazionale di Italia Viva, appena un anno fa co-organizzatrice con il Partito Socialdemocratico della precedente conferenza stampa a Palazzo Madama sullo statista torinese.
A seguire, tra i molti intervenuti, sono arrivati i saluti per conto di Elly Schlein tramite Tommaso Sasso, responsabile nazionale dei progetti di cultura politica del Partito Democratico, di Francesco Mari, Tesoriere del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera intervenuto su sollecitazione di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, la lettura della missiva augurale di Pierpaolo Bombardieri, Segretario Generale della UIL, e inoltre i saluti di Massimo Brancato, capo delegazione della CGIL al CNEL e di Andrea Cuccello, Segretario Confederale della CISL che, rispettivamente, si sono fatti portavoce di Maurizio Landini e Daniela Fumarola nel rinverdire il grande ruolo politico e culturale assunto da Saragat nel corso del Ventesimo secolo.
Apprezzato dalla platea l’autorevole contributo di carattere storico della Fondazione “Giuseppe Saragat” con l’intervento del neopresidente, Umberto Costi, ed il saluto di Enzo Pirillo, presidente del circolo culturale “Giuseppe Saragat – Giacomo Matteotti” di Roma.
L’intervento di chiusura pronunciato da Mario Calì, confermato nel ruolo di Segretario Nazionale il 4 maggio 2023 al termine dei lavori del XXIX Congresso del PSDI svoltosi a Catania, ha infine preso le mosse dal recente svolgimento della rinnovata e affollata “Festa de l’Umanità“, con l’edizione 2026 andata in scena a fine luglio nella rigogliosa Maremma Toscana tra talk, concerti dal vivo, presentazioni delle ultime novità librarie insieme alla tradizionale pastasciutta antifascista, dedicata alla famiglia Cervi ed alla caduta di Mussolini il 25 luglio 1943, evento che segnò il pronto rientro dall’esilio in Francia di Giuseppe Saragat, immediatamente arrestato alla frontiera di Bardonecchia dalle autorità di sicurezza a causa dell’inserimento del suo nome nelle liste dei pericolosi sovversivi. Riconquistata la libertà, Saragat si unì attivamente alla Resistenza a Roma dove venne fatto prigioniero a Regina Coeli e condannato a morte dai nazifascisti con Sandro Pertini, ed infine a Milano in seguito al provvidenziale intervento delle Brigate Matteotti di Giuliano Vassalli e Filippo Lupis.
«In vista della prossima celebrazione del XXX Congresso Nazionale del PSDI, esattamente ad ottant’anni dall’avvenuta fondazione a Palazzo Barberini l’11 gennaio del 1947 con l’antico nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani – ha spiegato Mario Calì – il Partito Socialista Democratico Italiano intende proseguire il lavoro di coordinamento politico avviato in questi anni con le forze progressiste del centrosinistra come avvenuto durante le ultime elezioni politiche, regionali e amministrative, rilanciando in tema della piena attuazione della Costituzione anche con il fronte comune creato in occasione della difficile battaglia contro lo stravolgimento del principio di uguaglianza contenuto nell’Autonomia Differenziata, ed il vittorioso referendum sulla legge costituzionale Nordio a tutela della separazione dei poteri dello Stato, lotte condotte sempre nel solco degli insegnamenti di Saragat, strenuo difensore della Carta Costituzionale e grande ispiratore della svolta occidentale che ha saputo garantire all’Italia autonomia, progresso, sviluppo e pace quali presupposti necessari per una declinazione del socialismo, umanitario e democratico, in cui la ricerca della giustizia sociale fosse affiancata all’attenta custodia delle libertà collettive e individuali».
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