Riceviamo e pubblichiamo
Marocco-Cina: una cooperazione strategica tra risorse idriche e geopolitica
Il Marocco e la Cina rafforzano il loro asse strategico con una nuova intesa che guarda al futuro: un memorandum d’intesa per la cooperazione sulle risorse idriche, valido dal 2025 al 2027. Firmato a Rabat dal Ministro marocchino delle Attrezzature e dell’Acqua, Nizar Baraka, e dal Vice Ministro cinese delle Risorse Idriche, Zhu Chengqing, l’accordo segna un passo concreto nella collaborazione tra i due Paesi su una questione chiave per la sostenibilità e la sicurezza alimentare del Nord Africa.
Ma questo non è solo un accordo tecnico. È l’ultimo tassello di una strategia più ampia: Pechino considera il Marocco un nodo geopolitico centrale, una piattaforma ideale per proiettarsi sia verso il continente africano sia verso l’Europa. Un ruolo reso ancora più cruciale dall’adesione marocchina alla Belt and Road Initiative (BRI), la maxi-infrastruttura globale promossa dalla Cina per estendere la sua influenza economica.
L’acqua come risorsa critica
Il Marocco affronta da anni sfide legate alla siccità, alla gestione delle dighe e alla scarsità delle falde acquifere. In questo contesto, la cooperazione con la Cina – che ha sviluppato tecnologie avanzate in ambito idrico, dalla desalinizzazione alla gestione dei bacini fluviali – non è solo utile, ma necessaria. Il programma 2025-2027 punta a scambiare know-how, promuovere progetti congiunti e migliorare le infrastrutture esistenti. Per Pechino, è anche un’occasione per consolidare la propria presenza tecnica e diplomatica in una regione strategica.
Il Marocco come hub sino-africano
La Cina ha da tempo individuato nel Marocco una “testa di ponte” verso l’Africa subsahariana. Il porto di Tangeri Med, la posizione geografica favorevole e la stabilità politica ne fanno un partner privilegiato. La BRI, cui il Marocco ha aderito nel 2017, si traduce in investimenti infrastrutturali, logistici e tecnologici, rafforzando un asse economico che va ben oltre il settore idrico.
In cambio, Rabat ottiene investimenti, trasferimenti tecnologici e un maggiore margine di manovra sul piano internazionale. Per un Paese che mira a diventare una piattaforma industriale e logistica tra Europa e Africa, il rapporto con Pechino rappresenta una leva geopolitica di prim’ordine.
Convergenze d’interesse
Il nuovo accordo sulle risorse idriche è un simbolo di come i due Paesi stiano costruendo una relazione basata su convergenze concrete: necessità ambientali da un lato, ambizioni globali dall’altro. Marocco e Cina non stanno solo firmando protocolli: stanno disegnando un pezzo di futuro.
