Recensione di Alessandro Mella
Forse perché abituato ad una vita di periferia, di campagna e montagna, poco cittadina e quindi lontana fisicamente dai palcoscenici teatrali, debbo dire che io di questo mondo ne so molto poco. Per cui un libro dedicato all’operetta era, per me, qualcosa del tutto da scoprire ed esplorare.
Il dizionario Treccani ci dice che l’operetta è un: “Genere di teatro musicale di carattere leggero e sentimentale, in cui, sulla base di una trama semplice, si alternano canto, dialoghi parlati, danza e scene corali, in una cornice scenografica generalmente sfarzosa e suggestiva; affermatasi in Europa nel sec. 19° (soprattutto per opera di J. Offenbach, J. Strauss figlio, F. Lehár), è stata molto in voga fino ai primi decennî del Novecento, imponendosi su un largo pubblico di amatori per il suo carattere essenzialmente spettacolare e di intrattenimento che rifugge da ogni intellettualismo, la gioiosità delle sue melodie, l’uso frequente di ritmi di danza e il tono sempre brillante”.
Gianni Versino conosce benissimo questa realtà avendola vissuta, sulla pelle viva, per molti anni. Un secondo lavoro, che lui giustamente sottolinea esser stato vissuto in pienissima regolarità rispetto al suo primo impiego, ma che, quando ne parla, sembra essere molto più di questo. È passione autentica, amore per un’arte straordinaria, un grande sentimento. Gli occhi si illuminano di una vitalità che erutta gioia. Nato a Viù nel 1954, fu grazie al nonno, cui il volume è dedicato, che maturò il desiderio di dedicarsi a questa attività artistica lavorando al fianco di figure come Clara Gessaga, Massimo Scaglione, Corrado Olmi, Gino Landi e l’intramontabile e per me sempre caro Gipo Farassino. A spasso per i teatri di quasi tutta l’Italia, Versino ha maturato esperienze straordinarie che gli permettono di entrare nel merito del tema con benemerenze acquisite “sul campo”.
Ecco quindi che il libro “Operetta una nobile decaduta”, realizzato con l’editore Baima Ronchetti di Castellamonte, diventa molto più di un semplice saggio. Tra le sue pagine, infatti, si intrecciano notizie storiche con sensazioni, emozioni e memorie dirette di chi ha vissuto l’argomento, giorno per giorno, anno per anno.
Come abbiamo detto il volume si apre con la dedica a quel nonno che per primo l’accompagnò a teatro tanti anni fa. Ciò tocca fortemente la sensibilità di una persona come me che non ha potuto beneficiare dell’amore dei nonni ed invidia, in modo sano e tenero, chi invece ha avuto questo dono. L’autore esprime verso questo nonno una gratitudine sincera che onora entrambi.
Dopo un cenno sulle origini, Versino entra nel merito dei filoni dell’operetta che identifica in precise categorie geografiche e culturali: francese, inglese, spagnolo, viennese, berlinese ed italiano.
Non mancano poi le parti dedicate ai grandi interpreti, alle grandi compagnie ed ai festival dell’operetta. E poi aneddoti, retroscena, ricordi e molto altro ancora. Quasi il libro fosse diviso in due parti precise. Quella storiografica e documentale e quella più personale e memorialistica. Il tutto, però, sempre sapientemente armonizzato in un unicum che accompagna il lettore, in specie quello del tutto profano, in un mondo del tutto sconosciuto ai più. Un mondo che procura, a chi legge, un senso di leggerezza dell’anima e di serenità.
La lettura è sempre piacevole, mai stantia, mai accademica, rilassante e capace di tenere viva, con brillante semplicità, l’attenzione.
Serviva un libro del genere? Indubbiamente sì! Non solo per gli “addetti ai lavori” ma soprattutto per coloro i quali sono totalmente a digiuno della materia. Un volume con il merito di riaccendere l’attenzione su di una “nobile decaduta” ma ancora viva e pulsante nel nostro variegato panorama culturale. Personalmente mi sento ben lieto di poterne ospitare copia nella mia biblioteca ove mi piace pensare di poter trovare riferimenti un po’ per tutto. A Gianni Versino devo l’aver colmato questa mia lacuna. Un’opera, quindi, che consiglio di acquisire e conservare.
In ultimo mi pare doveroso riportare quanto possiamo trovare in quarta di copertina: “Dopo più di trent’anni sui palcoscenici di tutta Italia con l’operetta, ho sentito la necessità di dedicare un libro a questo genere musicale, amato e seguito in molti paesi europei, ma svilito e poco considerato nel nostro anche se, soprattutto le generazioni degli “anta”, lo seguono ancora con passione affollando le platee dei teatri. Il testo vuole essere un omaggio spassionato all’Operetta, oggi ahimé “nobile decaduta”, con una prima parte in cui viene contestualizzato e analizzato il genere musicale, le sue origini e i suoi vari filoni (francese, inglese, viennese, berlinese, spagnolo e italiano) per poi passare alle Compagnie che ne hanno fatto la storia, ai ruoli principali, ai grandi interpreti, ai vari festival, senza dimenticare “il dietro le quinte”, che tanto incuriosisce il pubblico, e anche gli aneddoti che ne hanno costellato e, perché no, impreziosito il percorso. Per chi ancora apprezza l’Operetta, ma anche per chi è curioso di conoscere e approfondire questo genere di spettacolo, credo proprio che questo libro sia un buon viatico”.
Che aggiungere ancora se non un augurio di buona lettura a chi avrà la bontà di procurarsi questa bella pubblicazione?
Operetta una nobile decaduta di Gianni Versino
Editrice Tipografia Baima-Ronchetti
Anno 2025 – Pagine: 134 p., ill. – EAN: 9791255571001
