Il volume nel celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco analizza come l’incontro tra il carisma di San Francesco e il genio di Giotto abbiano dato vita all’arte moderna
Scriveva il pittore Cennino Cennini nel libro dell’arte sul finire del XIV secolo”Giotto rimutò l’arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno e che l’arte più compiute ch’avessi mai più nessuno”. Celebrare San Francesco e Giotto non si poteva che optare per una grande mostra ed un prestigioso catalogo. Il volume: “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, pubblicato dalla Silvana Editoriale, accompagna la mostra allestita alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, fino al 14 giugno 2026. 
Il libro composto da 496 pagine e arricchito di oltre mille illustrazioni, è curato meticolosamente dagli studiosi Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, che non solo fa da guida all’esposizione, ma è un autentico testo di riferimento per comprendere la congiuntura storico-culturale che ha trasformato l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi anni del Trecento. Il libro non si limita a celebrare l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma offre una rilettura critica e scientifica inappuntabile nell’arte medievale italiana. Ad
Assisi sul finire del Duecento, si compie una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna.
Grazie all’incontro tra il carisma di Francesco e il genio di Giotto, nel fervido cantiere della basilica costruita per onorare le spoglie del Santo, si compie il passaggio epocale dal linguaggio forbito e stilizzato ereditato dalla tradizione bizantina, alla rivoluzione figurativa promossa dal
maestro fiorentino, capace di restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità del tutto inedite. A cavallo tra i due secoli, nella fabbrica francescana il linguaggio figurativo del giovane Giotto apre così una strada nuova, percorsa da un’intera generazioni di
artisti che apprende rielabora e diffonde fino alle località più remote. Immagini di straordinaria capacità comunicativa che contribuiscono a rendere universale il linguaggio di Francesco.
Protagonista di questa svolta è Giotto di Bondone, che proprio ad Assisi, a partire dagli anni Novanta del XIII secolo, introduce un linguaggio radicalmente nuovo: uno spazio costruito in profondità, razionale e misurabile, abitato da figure solide, volumetriche, dotate di una presenza fisica e di una intensità
emotiva fino ad allora inedite. Accanto a Giotto emergono, nel secondo decennio del Trecento, due grandi maestri senesi: Simone Martini, interprete di un’eleganza gotica raffinatissima, e Piero Lorenzetti, capace di una narrazione intensa e drammatica. Le loro opere, realizzate negli anni dell’attività ad Assisi, testimoniano la vitalità del cantiere
francescano e la ricchezza di soluzioni figurative sperimentate nella basilica.
Dopo i saluti istituzionali il catalogo affronta gli interventi dei vari studiosi nazionali e internazionali, che illustrano le otto sezioni della mostra, che contemplano oltre sessanta opere, mettendo in dialogo i protagonisti della rassegna con i maestri umbri che, tra Perugia, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Montefalco, seppero accogliere e reinterpretare in modo originale la lezione
giottesca e senese. Il primo saggio è di Costantino D’Orazio “ 1926-2026: due centenari francescani a confronto”; Emanuele Zappasodi “Giotto, Assisi e la passione degli umbri”; Veruska Picchiarelli”La versione degli Umbri.
La pittura nell’Umbria di Giotto dal Maestro del Farneto a Puccio
Capanna”; Laura Cavazzini “La scultura in Umbria al tempo di Giotto”; Andrea De Marchi “Pietro Lorenzetti ad Assisi”; Alessandro Bagnoli “Simone Martini Assisi/ Simone Martini ad Assisi”; Francesca Pasut”Dal cantiere di Assisi ai codici miniati: ricognizioni sul primo Trecento umbro”;Donal Cooper, Janet Robson”Intorno alla tomba di Francesco. Spazio e immagini nella Basilica Inferiore di Assisi”;Mirko Santanicchia “Le arti suntuarie nel cuore dell’Umbria Francescana”.
Il testo è un opera fondamentale non solo per gli storici dell’arte, ma per chiunque voglia approfondire come la figura di San Francesco sia stata trasformata in una icona visiva tangibile unisce un’eccezione leggibilità a un rigore scientifico di altissimo livello. È l’ideale per approfondire il Rinascimento italiano prima che si sviluppasse a Firenze. Un capolavoro dell’editoria specializzata.
Descrizione immagini:
Foto: copertina catalogo
Foto 1 ©Assisi San Francesco, basilica superiore, navata, parete meridionale prima e seconda campata(dall’ingresso)
Foto 2 © Puccio Capanna, “Crocifissione”, particolare. Assisi,Sacro Convento, antica sala del Capitolo
Foto 3 ©Lorenzo Maitani, “Madonna col Bambino (marmo) e angeli reggi- cortina (bronzo), Orvieto, Museo dell’Opera Duomo
Foto 4© Pietro Lorenzetti, “Lavanda dei piedi”, particolare. Assisi, San Francesco, basilica inferiore , transetto sinistro
Foto 5 © Giotto “Santo dolente”, particolare dei partimenti. Assisi, San Francesco, basilica inferiore, transetto destro
Foto 6© Simone Martini, “San Gregorio Magno, Assisi, San Francesco basilica inferiore, cappella di San Martino
Foto 7 © primo Miniatore Perugino , Papa Gregorio Magno in cattedra e uno sciba, in Gregorio Magno, moralis in Job. Napoli Biblioteca Nazionale
Foto 8 © Giotto e bottega, “Resurrezione di Lazzaro. Assisi, san francesco, basilica inferiore, cappella della Maddalena
Foto 9 © Giotto di Bondone “Madonna col Bambino”, 1285-1290 tempera e oro su tavola, 81,5x41cm Borgo San Lazzaro (Firenze) pieve di san Lorenzo
Foto ©10 Giotto “Madonna col Bambino”, particolare. Assisi, San Francesco, basilica superiore
Foto ©11 Marino d’Elemosina “Foglio da antifonario con l’Uccisione di san Pietro martiri in iniziale O
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal volume:
“Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, a cura di Veruska Picchiarelli Emanuele Zappasodi , pp.496, 1057 ill. rilegatura cartonata, Silvana Editoriale, 2026 Cinisello Balsamo, €45.00.
