La metaforica storia dell’esplosivo impresario newyorkese
Un volto nuovo, suadente e accattivante, è apparso tra gli spot delle tv private statunitensi. È un giovanotto biondo, volitivo e spumeggiante, un vero yankee, un mercante astuto che, come un animale, fiuta i sensi e si insinua tra le voglie inconfessate della gente. Smercia passioni, persuade nonnetti, regala illusioni, detta tendenze, baratta delitti, diffonde ambizioni, in cambio di incassi e svelti profitti.
È un figlio di papà che, una volta laureato, si è gettato con successo nel settore immobiliare, fabbricando alloggi di lusso nel cuore della Grande Mela. Un vero business per il giovane rampante, presto al top del jet set: salto importante; belle donne; bella gente.
L’impresario cambia mogli e amanti, il suo appetito è incontinente, non lo ferma niente. Pervertito e sregolato, non disdegna l’isolotto di un amico depravato. L’impresario ha le mani in pasta, non c’è niente che gli basta, è un convinto sovranista.
Nemmeno un buco nero in diverse società di hotel e casinò fa vacillare il boss. Rilanciare senza mai fallire, per lo stile americano è un vanto che merita rispetto! E nonostante tutto, il biondo miliardario, piace alla gente, persuade tutti quanti: funzionari statali, pastori protestanti, dottori, manovali, bambini, comuni cittadini, malfattori, generali, usurai ebrei, santoni e farisei.
L’impresario è scatenato, compra e vende in borsa, accelera la corsa, aumenta il fatturato in modo esponenziale, padroneggia un’eloquenza eccezionale, nel bene o nel male è sempre convincente.
Per l’impresario il mestiere immobiliare si fa stretto. È da un po’ che coltiva un progetto a dir poco temerario ed ambizioso: diventare il più potente. L’impresario mira a diventare il Presidente!
Il repubblicano, da buon americano salta in sella, si candida e non molla, piace alla folla che inneggia il suo nome e lui, già festeggia e balla. Il giorno dei seggi sbaraglia i sondaggi in tutti gli Stati, raddoppia i conteggi con un ritmo travolgente.
Il biondo volto comparso in tv, adesso è due volte Presidente. Ha tagliato tasse, messo aliquote fisse, cacciato i migranti, appagato i potenti, tolto e messo pedaggi, sanzioni, gabelle e nuovi dazi, chi lo ferma più?
Il di nuovo Presidente Americano è l’uomo più potente del mondo. Lancia proclami, si batte le mani, stringe e tradisce alleanze e come un elefante immane e rotondo, minaccia la bomba, dichiara la pace, firma la guerra e sempre più spesso non si sa più se fa quel che dice.
Il Presidente alza la voce, si contraddice, ricorda il duce, bombarda bambini, stringe le mani, patteggia, taglia e ricuce, e pieno di sé si crede Gesù, si ingrossa e si ingrassa sempre più. Quando appare ai Tg in forma di AI, penzola dal video, quasi fuoriesce e viene giù.
Borioso e gradasso adesso è lievitato, si è farcito di oro nero, si crede onnipotente. È diventato smisurato, globoso, sempre più grosso, senza più forma e sesso, ricco, sfarzoso, sembra un alieno ripieno di sé. È preoccupante, non piace più alla gente, non piace al milionario, al nullatenente, ai dittatori delle potenze nucleari.
Al Presidente non gliene frega niente, sposta la flotta, minaccia, complotta, balbetta, stupisce, vuole il mondo a stelle e strisce. Il Presidente adesso inciampa su se stesso, ammassa, censura, si nutre a dismisura, consuma per otto, si fa sempre più sotto, divora discorsi, trangugia proclami, imbroglia le carte, ammucchia, mette da parte, si paragona a Cesare, a Napoleone Bonaparte.
Il Presidente si è fatto da parte e non conta più le ore. La Casa Bianca ha cambiato colore. Ora il presidente si atteggia a Imperatore.
L’imperatore è un onnivoro totale, si mangia gli Stati, i cantieri navali riuniti, i panettoni farciti, anche quelli scaduti e rigetta patti, diritti umani, contratti e statuti. Spunta su tutti i canali mondiali, paga le penne di tutti i giornali, dichiara un’altra guerra, patteggia con la Cina, sputa sulla Nato, è suonato del tutto, la disfatta si avvicina.
L’imperatore non prova dolore, non dorme mai per più di due ore, si parla addosso, la fa da smargiasso, passa col rosso, aumenta la benzina, è un vero salasso, obeso, oleoso, non si sposta più di un passo.
L’imperatore del mondo adesso ha quasi tutto e tutto è più piatto, ammalato, sbiadito, colore petrolio, ma lo sviluppo non si può più fermare, tocca sbranare, creare progresso, sfuggire al Congresso, scippare gasolio, trangugiare l’erba voglio.
L’ammasso si evolve in un disgusto bestiale che a guardarlo da presso, adesso fa vomitare. Contiene ogni cosa: gerarchi infedeli, profumi e balocchi, palazzi, lacchè, quelli della mafia, una marca di caffè.
La pancia somiglia a una sfera gigante, nel portafoglio non entra più niente, il ventre fa male, un blocco intestinale appare imminente. È questione di ore, ci vuole un sapiente dottore.
L’imperatore sta sempre peggio, non basterà applicargli un clistere di greggio, ma il peggio è che non si trova più neppure il sedere. Per quanto si faccia sembra proprio spacciato.
È ingolfato di brutto, si tenta di tutto per sbrogliare l’intoppo, oliare l’inghippo, togliere il tappo, rallentare quel flusso infestante di capitali, di titoli al portatore, di mercati globali, di dati, di dazi & indirizzi, di sogni e pensieri che insistono a entrare, dilatando le trippe dell’imperatore, senza pudore.
L’imperatore adesso è un’altura gigante, dentro il suo io non c’è più posto per niente, la situazione è ormai disperata, la troppa abbuffata non ha soluzione. La popolazione non aspetta altro che l’esplosione.
È bastato uno spillo, lo scherzo di un bullo, una cattiva azione. Il botto è ripreso dal telefonino e quindi trasmesso in mondovisione.
La deflagrazione si sente e si vede su tutto il pianeta, è proposta a tutte le ore, da ogni rete, nelle sfumature, al rallentatore. L’audience schizza alle stelle, lo scoppio bestiale fa accapponare la pelle.
La detonazione non è ancora finita e già iniziano a precipitare detriti avariati. Piombano a terra giornalisti svenduti, pedofili e bruti, treni in ritardo, prostitute di bordo, cannelloni ripieni, dazi cubani, società per azioni, miliardari falliti, conti gonfiati, pitali dorati, cannoni, bulloni, pietre tombali, maiali ingrassati, ragionieri stressati, cattivi pensieri, bollette del gas, mazze da golf, pezzi di news, oleodotti, megaprogetti, aziende vendute senza paracadute, la 5ª flotta, vasetti alla frutta, soldatini sleali e tutti quelli che non hanno le ali.
Mezzo pianeta è coperto di scorie, già si stanno muovendo, tra le tante altre storie, le mafie addette agli attentati falliti, a raccattare rifiuti, alle terre rare, ai condotti inquinati, ai compari spariti, per imboscare tutti i veleni, ma differenziati.
Alcuni affiliati all’imperatore, i più sprovveduti, sono stati impiccati da chi volta il sedere, cambia bandiera, sbianca la nera coscienza e fa sparire ogni connivenza.
Gente lungimirante, molto prudente, quaranta ladroni, compagni di merende e di cattive azioni, persone d’una ditta ignota, ma molto, molto importante. La sede è segreta, lì si compra e si vende, si decide del mondo schiacciando un solo, pesante pulsante.
Angeli neri, plurime essenze, sinistre presenze, volti quasi puliti, fratelli riuniti, gl’illuminati, banchieri, pirati, soldati, affaristi, cardinali, puttane, maiali e statisti sempre impuniti. Si stanno organizzando, c’è molto da rifare.
Dell’imperatore non resta niente, permane a tratti un certo fetore. È un po’ nauseante, ma per ovviare, da qualche giorno si sente nell’aria un piacevole odore, fragrante e seducente.
Un volto nuovo, suadente e accattivante, è apparso tra gli spot delle tv private cinesi. Si tratta di un giovanotto volitivo e spumeggiante, un mercante astuto che come un animale, fiuta l’aria e si insinua tra le voglie inconfessate della gente. …
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Riesci sempre a sorprendere, anche stavolta sei riuscito a scrivere un articolo molto bello in un modo quantomeno strano, ma molto più complicato e piacevole. Grazie
Superlativo
Ai tempi di Reagan o dei Bush gli americani sarebbero già a Teheran da un pezzo. Trump sbraita e minaccia, attacchi e dazi, ma conclude poco. I suoi decadenti Stati Uniti non fanno più il “lavoro sporco” che i decadenti europei non sanno fare.
FAntastico, a volte persino in rima, sembra di leggere un quadro o un strana fiaba non tanto per bambini. Uno scritto potente e sottile, meriterebbe grandi pubblicazioni…….sempre grande……un bacio
Sei grande, un articolo fantastico,riesci a descrivere Trump e l’America come non mai, complimenti
Voleva essere un dio, si è ritrovato uomo degradato.
Testo potente, lessico spumeggiante da scrittore di talento: complimenti, Carlo!
Ottimo ed incalzante ritmo. Bravo Carletto!
Che bello sarebbe se fosse solo un racconto colorito, un esercizio di fantasia attraverso un virtuosismo della lingua Italiana… invece è una cruda realtà!😵💫
FANTASTICO
Complimenti architetto un articolo fantastico…
Bellissima! Come quelle fiabe autentiche, promotrici di saggezza, che si possono leggere assumendo diversi gradi di giudizio a diverse profondità.
WOW.
Quanta ricchezza e finanche ridondanza lessicale, davvero un testo incalzante, sorprendente, impressionante!
Grazie Laura, aiutami a vincere il premio Nobel per la letteratura con questo esercizio linguistico che dovrebbero leggere in classe gli allievi del liceo classico e naturalmente, in tv, qualche interprete teatrale in uno spettacolo di attualità. Sono presuntuoso? Certamente! Chi altri una cosa così? Rileggere ad alta voce l’articolo per due volte dopo i pasti! Ancora grazie