Sinistra chiede Elezioni, Meloni: “vince la palude”
È partito male l’esame della riforma elettorale. Nella prima giornata di votazioni sul testo della legge elettorale Stabilicum, la Camera boccia con voto segreto l’emendamento sulle preferenze presentato da FdI-NM-Udc e sulla carta sostenuto anche da Lega, Forza Italia e Futuro Nazionale. Un inizio concreto con il voto del neo-gruppo che fa capo al generale Vannacci con la maggioranza.
Sono invece 187 i Sì e 188 i No, con un solo voto di distanza che affossa l’emendamento e manda un segnale importante dai gruppi parlamentari al Governo: vincono i “franchi tiratori” interni ai vari partiti, ma tramite il voto segreto sarà molto complesso stabilire chi possa realmente aver votato contro il proprio Governo.
Dai primi conteggi pare che i voti contrari all’interno dei gruppi parlamentari della maggioranza sommino a 31, mentre altri deputati, tra cui il premier e i ministri erano assenti in quanto impegnati nel Consiglio dei ministri che si è tenuto contestualmente a Palazzo Chigi.
Situazione esplosiva a Montecitorio e all’esterno ove il cd “campo largo” ormai a pezzi dopo la stroncatura dei disoccupati napoletani, trova vigore per chiedere subito le Elezioni anticipate per la “crisi di Governo”.
«Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa», sentenzia la leader Pd Elly Schlein, mentre per il Presidente del M5s Giuseppe Conte addirittura la Premier Meloni «è stata sfiduciata, ora si apre una crisi di Governo». Sono poco avvezzi alla conoscenza dei temini parlamentari, ma il loro bluff l’hanno consumato.
Prima di conoscere le prossime decisioni del governo, occorre ricordare che la maggioranza non è andata sotto in un voto di fiducia ma “solo” in un esame di un emendamento, tra l’altro a scrutinio segreto: certamente significa che parte della maggioranza non accettava l’idea di avere un sistema misto di preferenze. Un autorevole giornalista ne ha addossato la responsabilità alle donne parlamentari che con l’approvazione dell’emendamento non avrebbero più fruito del voto assicurato dall’alternanza uomini -donne.
In serata il post sui social della Premier Meloni registra da un lato una sinistra che si oppone alle preferenze in legge elettorale, e dall’altro che anche «diversi voti nella maggioranza sono mancati»: per questo occorre, chiarisce il Premier, «una riflessione» politica al più presto. Per il resto il leader FdI sottolinea come ancora una volta “ha vinto la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.
P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.
Oggi dovrebbe proseguire l’Iter di approvazione della Legge alla Camera con il voto finale previsto per venerdì. Cosa deciderà il governo? Accetterà la bocciatura dell’emendamento? Cercherà di reinserirlo al Senato?
Quanto prima pubblicheremo tutti i passaggi previsti da quest’ennesima riforma elettorale. A chi si strappa le vesti vorremo ricordare che dalla prima legislatura del Parlamento italiano nel 1861 e sino al prefascismo, ogni governo correggeva la legge elettorale.
Le modifiche introdotte nella seconda repubblica non sono mai state convincenti e il blocco delle preferenze, oltre a causare la disaffezione degli elettori, ha contribuito a portare in parlamento una pletora di incapaci e di yes men, obbedenti ai segretari di partito, a prescinderei dalla loro capacità e competenze.
Questo è un dato di fatto su cui riflettere. Vedremo l’ennesima correzione se potrà ridefinirsi una “porcata” come per le precedenti edizioni.
