Parole pronunciate da Guido Crosetto il 1° ottobre 2026, durante la sua audizione presso le Commissioni Esteri e Difesa del Senato sul disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale.
Ci sono parole che, pronunciate da un ministro della Difesa, hanno un peso diverso da quello che avrebbero sulla bocca di chiunque altro, “Bunker” è una di queste.
Quando Guido Crosetto, parlando delle infrastrutture necessarie alla Difesa, afferma che non si può pensare di avere «gli stessi tempi di approvazione che ho per fare un capannone» quando si deve costruire un bunker, non sta semplicemente parlando di burocrazia.
Sta introducendo nel discorso pubblico uno scenario che fino a poco tempo fa apparteneva quasi esclusivamente alla memoria della Guerra fredda: la necessità di preparare strutture destinate a proteggere la Difesa da una possibile minaccia militare.
È questo il peso delle sue parole.
Non significa necessariamente che il governo sappia che una guerra è imminente, non significa che l’Italia stia per essere attaccata, ma significa che ai livelli più alti dello Stato lo scenario di un deterioramento della sicurezza viene considerato abbastanza serio da richiedere preparazione concreta.
E qui la parola “bunker” diventa più importante della questione burocratica alla quale Crosetto la collega, perché un bunker non si costruisce per affrontare un rischio teorico qualsiasi, si costruisce perché si prende in considerazione la possibilità che, in determinate circostanze, una struttura debba resistere a un attacco.
La domanda, dunque, non è soltanto perché servano più rapidamente infrastrutture militari, la domanda è: che cosa sanno le istituzioni che noi cittadini non sappiamo?
È questo il punto che le parole di Crosetto lasciano aperto.
Perché possono voler dire una cosa molto semplice e molto seria: la guerra non viene più considerata soltanto un’eventualità lontana, ma uno scenario per il quale è necessario essere preparati.
E quando a dirlo, anche indirettamente, è il ministro della Difesa, sarebbe un errore liquidarlo come una semplice frase sulla velocità della burocrazia.
Le parole hanno un peso, e “bunker”, oggi, pesa molto.
