Renzo Rabellino Coordinatore Regionale e Marco Lo Giudice Coordinatore Provinciale
Dopo il Congresso fondativo di Italia Domani con Marco Rizzo, svoltosi sabato 3 ottobre a Roma, prende forma anche in Piemonte
l’organizzazione territoriale del nuovo soggetto politico.
Il Congresso ha segnato la nascita ufficiale del movimento fondato da Marco Rizzo, che ne ha assunto la carica di Presidente. Francesca Antinozzi, avvocato di 28 anni, è stata eletta Segretaria Nazionale.
All’assise hanno preso parte circa mille tesserati provenienti da tutta Italia. La nuova formazione politica conta inoltre quasi diecimila iscritti.
Particolare rilievo assume la rappresentanza piemontese all’interno della nuova organizzazione.
Renzo Rabellino è stato nominato membro della Direzione Nazionale e dell’Assemblea Nazionale, assumendo inoltre l’incarico diCoordinatore della Regione Piemonte.
Marco Lo Giudice, componente dell’Assemblea Nazionale, è stato invece incaricato del ruolo di Coordinatore della Provincia di Torino, con il compito di organizzare e sviluppare la presenza del movimento sul territorio provinciale.
«Ringraziamo Marco Rizzo per averci proposto per questi importanti incarichi e per la fiducia accordata. Il nostro obiettivo è lavorare sul territorio, incontrando cittadini e realtà locali, per spiegare ai piemontesi la visione e il progetto dell’“Italia del domani” e costruire una presenza politica seria, concreta e radicata.»
Al Congresso è intervenuto Mario Giordano, noto conduttore televisivo, che ha portato la propria adesione al progetto politico di Italia Domani con Marco Rizzo; prezioso intervento come d’altronde quello sulla sicuraezza di Eugenio Bravo, Segretario Provinciale SIULP Torino.
Italia Domani mette radici a Torino: una sede, i banchetti e il confronto con i cittadini.
Dopo la fase costitutiva, Italia Domani – Marco Rizzo avvia anche in Piemonte il proprio percorso di radicamento territoriale.
Il Coordinatore Regionale Renzo Rabellino ha aperto e reso operativa a Torino, in via San Donato 55, una sede destinata agli incontri e alle attività del movimento.
In collaborazione con il Coordinatore della Provincia di Torino Marco Lo Giudice, è stato inoltre predisposto un primo calendario di banchetti nel capoluogo, finalizzati a presentare Italia Domani ai cittadini e contemporaneamente a sostenere la raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: “Italia Neutrale” e “Contante in Costituzione”.
Le due iniziative sono illustrate sul sito ufficiale di Italia Domani, dove è possibile approfondirne contenuti e finalità.
Una scelta coerente con la volontà di trasformare fin da subito in iniziativa politica concreta i sette punti programmatici di Italia Domani, a partire dal primo: PACE, NEUTRALITÀ, SOVRANITÀ. Il programma completo comprende inoltre identità, scuola e cultura; lavoro, impresa e moneta sovrana; sanità pubblica e Stato sociale; casa, famiglia e natalità; sicurezza, confini e legalità; sovranità sulle risorse.
“E per chi vuole capire davvero che cosa sia Italia Domani – sottolinea Lo Giudice– l’invito
è semplice: non fermarsi a quello che ne dicono gli altri. Entrare nel sito, leggere il programma e farsi una propria opinione. E se quell’opinione diventa partecipazione, il passo successivo è ancora più semplice: unirsi a noi. Il sito ufficiale prevede infatti diverse modalità di tesseramento e invita espressamente alla partecipazione al progetto”.
Il calendario dei banchetti a Torino
Salvo autorizzazioni e variazioni organizzative, i banchetti sono programmati dalle ore 9 alle 13, con l’eccezione indicata per il 5 dicembre:
Sabato 10 ottobre: Piazza Vittoria angolo Via Villar; Piazza Madama Cristina
Sabato 17 ottobre: Piazza Borromini
S
abato 24 ottobre: Via Onorato Vigliani angolo Via Sette Comuni; Via Don Grioli, mercato coperto
Sabato 31 ottobre: Piazza Foroni angolo Via Santhià; Corso Taranto, area interna mercato
Sabato 7 novembre: Corso Sebastopoli angolo Via Tripoli; Via Duchessa Jolanda angolo Via Principi d’Acaja
Sabato 14 novembre: Corso Racconigi angolo Via Vigone; Piazza Nizza, interno mercato
Sabato 21 novembre: Corso Svizzera angolo Via Musinè; Via Don Grioli, mercato coperto
Sabato 5 dicembre: Corso Spezia angolo Via Nizza; Corso Palestro angolo Via Garibaldi, ore 9-19
Sabato 12 dicembre: Corso Cincinnato angolo Corso Toscana; Via D
on Grioli, area mercatale
Sabato 19 dicembre: Corso Chieti, area mercatale; Piazza Guala, area mercatale
“I banchetti vogliono essere soprattutto luoghi d’incontro: un’occasione per conoscerci, discutere il progetto, sottoscrivere le iniziative popolari, iscriversi a Italia Domani o scegliere di partecipare più attivamente alla costruzione del movimento sul territorio”
aggiunge Lo Giudice – che insiste:
“Nel percorso verso le elezioni amministrative torinesi del 2027, l’intenzione è inoltre quella di favorire il coinvolgimento di cittadini che desiderino mettere competenze ed esperienza al servizio della città, anche manifestando la propria disponibilità a partecipare alla costruzione delle future liste”
ha evidenziato Renzo Rabellino precisando:
“Invito quindi cittadini, simpatizzanti e curiosi a conoscere direttamente Italia Domani attraverso il sito ufficiale e a incontrare il movimento ai banchetti. Per i contatti delle attività piemontesi è disponibile anche il numero WhatsApp 334 7136108”.
A
ccanto all’organizzazione dei banchetti, il Coordinatore provinciale Marco Lo Giudice ha avviato un percorso di confronto diretto con cittadini e realtà del territorio torinese.
“In questi giorni ho cercato soprattutto di fare una cosa molto semplice: ascoltare. Ho incontrato giovani nelle scuole occupate e ho parlato con loro cercando di comprendere le ragioni che li hanno portati a scelte impegnative in un momento della vita nel quale dovrebbero poter concentrare gran parte delle proprie energie sulla formazione. Voglio ringraziarli per il tempo, l’attenzione e la disponibilità al confronto che mi hanno dedicato”.
Lo stesso metodo di ascolto è stato rivolto al mondo del commercio torinese:
“Parlando con commercianti ed esercenti emerge la preoccupazione per la sicurezza, ma anche per un’economia percepita come priva di prospettive certe. Il commerciante non è soltanto qualcuno che vende. Una serranda alzata significa anche luce, presenza, presidio sociale, relazioni tra persone e vita nelle strade. Non possiamo chiedere agli esercenti di contribuire a mantenere vivi i quartieri e contemporaneamente appesantirne l’attività attraverso burocrazia e imposizioni che vengono percepite come sproporzionate. Una città che perde progressivamente le proprie attività di prossimità rischia di perdere anche una parte della propria socialità”.
Affrontando poi i problemi di rispetto delle regole, sicurezza, integrazione ed in merito al dibattito che in questi giorni riguarda la comunità islamica e i luoghi di culto torinesi ha voluto precisare:
“Anche davanti a questioni delicate come quella emersa intorno alla moschea, dobbiamo evitare che le persone diventino strumenti della contrapposizione politica. Chi professa la religione islamica non può essere considerato in blocco né un problema né uno strumento di presunta rigenerazione urbana. Parliamo di persone, che devono poter vivere
pacificamente all’interno della comunità, nel pieno rispetto delle leggi e delle regole del Paese in cui vivono, regole che le istituzioni hanno allo stesso tempo il dovere di far rispettare a tutti”.
«La legalità non ha religione né nazionalità. Chi delinque deve rispondere delle proprie azioni secondo la legge. Ma chi vive onestamente, lavora e rispetta le regole non deve diventare il bersaglio conveniente della propaganda. Mi auguro anzi che sempre più cittadini, italiani e stranieri regolarmente presenti, facciano sentire insieme la propria voce per chiedere sicurezza, rispetto delle regole e una convivenza civile autentica.»
Per poi chiudere rimarcando:
“Con Alessandro Soave, Guido Zucco e Salvatore Ippolito impegnati nel coordinamento territoriale provinciale, l’obiettivo nel breve periodo sarà moltiplicare questi momenti di confronto, facendo emergere persone disponibili non soltanto a segnalare i problemi, ma a contribuire alla ricerca delle soluzioni”.
Marco Lo Giudice racconta a questo proposito un episodio avvenuto durante un banchetto:
“Una guardia giurata, dopo un lungo confronto, mi ha detto più o meno: “Mi piace quello che dice e come lo dice. Se si candida avrà il mio voto”. L’ho ringraziato, naturalmente, ma gli ho risposto che il suo voto non mi bastava: avevo bisogno anche di lui”.
Da quell’incontro è arrivata una piccola conferma del metodo che Italia Domani vuole seguire sul territorio:
“Mi ha fatto davvero piacere sapere che oggi quella persona è entrata in Italia Domani e, insieme ad altri professionisti del proprio settore, ha iniziato a creare un gruppo che potrà diventare per noi un punto di riferimento proprio su quei problemi che conoscono meglio di chiunque altro”.
Da qui l’appello:
“Concittadini, basta delegare integralmente ad altri la nostra vita. Non significa che tutti debbano fare politica a tempo pieno. Significa ritrovare un po’ di tempo per la propria comunità, magari occupandosi proprio del settore che conosciamo grazie al nostro lavoro, alla nostra professione o alle nostre passioni. Torniamo a parlarci e soprattutto ad ascoltarci. È anche così che possiamo rompere il muro di informazioni false, contrapposizioni costruite e semplificazioni che rende sempre più facile decidere al posto nostro. La politica deve tornare a essere partecipazione, non soltanto delega”.
