Il Segretario di Stato Marco Rubio ha rilasciato un’intervista ad Axios in cui ha affrontato a fondo la strategia dell’amministrazione Trump nei confronti di Cuba, rilasciando una dichiarazione che potrebbe suscitare dibattito: nonostante le pressioni e le sanzioni, la sua speranza è che, quantomeno, l’isola venga indirizzata “irreversibilmente” verso una strada diversa prima della fine dell’attuale mandato presidenziale, tra due anni e mezzo.
Rubio ha insistito sul fatto che uno degli elementi che, a suo dire, è andato perduto nella politica estera statunitense – e nella geopolitica in generale – è la pazienza e la perseveranza. Questa, ha affermato, è la logica alla base dello stallo che Washington sta mantenendo con L’Avana.
L’articolo di Axios conferma che il Presidente Trump non ha autorizzato alcuna azione militare contro Cuba. Ciò che rimane saldamente sul tavolo è la politica di massima pressione attraverso sanzioni economiche.
Le sanzioni più recenti sono state annunciate giovedì 6 agosto e prendono di mira aziende militari e alti ufficiali delle Forze Armate. Ma prima di ciò, il 13 luglio 2026, avevano annunciato un’altra serie di sanzioni volte a fare pressione su alcune aziende coinvolte nell’importazione e nella vendita di carburante a Cuba. Rubio era stato chiaro sull’obiettivo di fondo: dimostrare al governo cubano che non avrebbe trovato scappatoie.
Di fronte all’offensiva di Washington, il regime cubano ha varato quello che definisce il più grande pacchetto di riforme economiche degli ultimi anni: la vendita di imprese statali, la riduzione delle attività proibite e la fine del monopolio statale sul commercio estero sono tra le 176 misure annunciate. Alcuni analisti vicini al governo sostengono che i loro effetti potrebbero farsi sentire già dopo sei mesi.
Rubio, tuttavia, non interpreta questo come un vero cambiamento. Secondo quanto ha recentemente dichiarato ad Axios, L’Avana sta prendendo tempo: sta fingendo di attuare riforme mentre cerca di aggirare le sanzioni. Il Segretario ha fatto riferimento diretto ai recenti trasferimenti di asset da GAESA, il conglomerato industriale controllato dai militari, ad altre entità statali e private, mosse che, secondo Washington, mirano a occupare spazi di mercato precedentemente controllati da GAESA.
Secondo Rubio, la risposta della sua amministrazione sarà sempre la stessa: ogni volta che il regime cubano creerà un meccanismo per eludere le pressioni, gli Stati Uniti si adopereranno per smantellarlo. Questa è stata la logica alla base delle sanzioni contro Cupet – dopo la rivelazione di un accordo con una società di Miami per l’importazione e la distribuzione di carburante a Cuba – e contro Coral Marítima S.A., dopo che Gaesa le ha trasferito l’amministrazione del porto di Mariel.
Rubio ha concluso con enfasi il suo scambio con Axios. Il Segretario di Stato ha affermato che la cosa peggiore che il governo cubano possa fare è sperare che l’amministrazione Trump si stanchi. Secondo lui, la pressione su Cuba continuerà almeno per i prossimi due anni e mezzo.
Fonte: elTOQUE
Eloy Viera Cañive
