Le battaglie perse di una sinistra che si balocca contro ogni evidenza
Ceuta è diventata la cloaca d’Europa. Le immagini che ogni sera possiamo vedere in Tv ci lasciano sgomenti e ricordiamo che quando dopo molteplici sbarchi il sovraffollamento si manifestava a Lampedusa, piovevano gli strali della sinistra.
Ma in Spagna, è tutto permesso e i nostri soloni non commentano e tantomeno reagiscono. Gli epigoni di una sinistra allo sbando ci ripetono che Meloni ha sbagliato a bloccare l’applicazione del trattato di Schengen, perché nessun rischio arriva dagli sbandati di Ceuta, mentre proprio ieri sera siamo venuti a conoscenza degli oltre 70 immigrati fuggiti verso il territorio spagnolo via mare, mentre altri, intervistati dichiarano la loro volontà di recarsi espressamente in Italia e in altri paesi europei
Contraddicendo i benpensanti riteniamo che il nostro Premier, con un’azione preventiva abbia evitato agli italiani il disagio di rivivere situazioni già viste.
È ormai diventato un tormentone che la sinistra nostrana riversa contro gli italiani, con nostalgia pelosa verso il passato quando si privilegiavano le Ong e tutti coloro che potevano trarre vantaggio dall’immigratone selvaggia. Ma anche il contesto dell’UE dimostra il vero volto di un’organizzazione che non agisce di certo nel solco del “bene comune”. Ma, nonostante i fatti c’è chi sin dall’inizio si prende burla di governi e popoli.
La notizia più sconcertante ascoltata al termine della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea è la dichiarazione del Commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, secondo cui la crisi di Ceuta si è già chiusa e l’Europa «ha ampiamente superato il test».
Ad autorizzare questa affermazione, secondo Brunner, è il fatto che nessuno dei 72mila immigrati (cifre ufficiali) che tra il 30 e 31 luglio hanno varcato il confine dal Marocco verso l’enclave spagnola di Ceuta, è arrivato nel continente europeo e quindi non c’è nessun rischio per lo spazio Schengen (ovvero la libera circolazione tra i 29 Paesi europei che vi aderiscono).
Già allora la stampa spagnola aveva invece rivelato che gli arrivi in Spagna ci sono, la situazione a Ceuta è tutt’altro che tranquilla e la crisi tutt’altro che superata. Ad oggi, secondo le cifre ufficiali sarebbero rimasti 2mila immigrati irregolari di cui circa la metà minorenni, che però non hanno possibilità di essere ospitati nei centri di accoglienza già sovraffollati. Tra gli altri rimasti a Ceuta ci sarebbero anche palestinesi di Gaza e afghani.
Ma come non bastasse, proprio mentre Brunner faceva sfoggio di ottimismo si diffondeva l’allarme per una nuova campagna social in Marocco che sta dando appuntamento al 15 agosto per un altro assalto a Ceuta. Visto l’ampio preavviso difficilmente stavolta le autorità spagnole si lasceranno prendere di sorpresa, ma il messaggio è chiaro e c’è poco da stare tranquilli.
Nella sconcertante conferenza stampa finale del vertice straordinario si è cercato soprattutto di dare un’immagine di unità dell’Unione Europea: nella solidarietà alla Spagna, nell’intenzione di rafforzare la politica dei rimpatri, nella decisione di continuare la lotta ai trafficanti di esseri umani, nella volontà di costruire solide partnership con i Paesi terzi. Nulla veramente di nuovo, in realtà, ma soprattutto zero consapevolezza che le migrazioni siano usate come arma. Immagine edulcorata ben distante dalla realtà.
Oltretutto sotto questa apparente unità di intenti si nasconde un certo nervosismo tra i Paesi europei. Il governo spagnolo ha messo ancora l’Italia nel mirino chiedendo che revochi il ripristino dei controlli dei confini per i viaggiatori che arrivano dalla Spagna in aereo o nave, ma bloccando a sua volta li trattato per gli italiani che varcano il confine spagnolo, creando così una ritorsione politica. Ha risposto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dicendo che non è una misura contro la Spagna quanto un provvedimento «inteso a tutelare la sicurezza nazionale».
Alla vigilia del vertice, con l’Italia c’erano altri 23 Paesi a chiedere un incontro straordinario per discutere di Ceuta, segno che qualche preoccupazione l’atteggiamento della Spagna lo provoca. E lo stesso Piantedosi, pur solidarizzando con la Spagna, non ha mancato di sottolineare come gli sarebbe piaciuto che l’Italia avesse ricevuto la stessa solidarietà per la crisi del 2023 a Lampedusa.
Ma soprattutto a motivare le preoccupazioni di tanti governi europei è l’atteggiamento del governo spagnolo nei confronti degli immigrati irregolari. Nel febbraio scorso il governo socialista di Pedro Sanchez aveva regolarizzato mezzo milione di immigrati giunti illegalmente in Spagna, tutte persone quindi che ora possono circolare liberamente in Europa.
E infatti sull’argomento anche il Commissario europeo Brunner in conferenza stampa ha bacchettato il governo Sanchez: le regolarizzazioni, «non sono un buon segnale per il resto d’Europa, proprio no. Capisco che è competenza nazionale e che sono state fatte perché si tratta principalmente di latinoamericani, che parlano la stessa lingua e hanno la stessa cultura, ma il messaggio per il resto d’Europa non è positivo. Proprio no».
In Spagna le opposizioni temono una prossima invasione della Spagna, come previsto dai servizi segreti di alcuni Paesi, Spagna inclusa. Così le regioni governate da Partito Popolare e Vox hanno già chiuso all’accoglienza di minori provenienti da Ceuta: «Chi ha creato il problema è chi deve risolverlo, e cioè il governo spagnolo», ha detto il segretario generale del Pp, Miguel Tellado, indicando come unica strada possibile il rimpatrio di chi è entrato illegalmente. «Questa non è una crisi migratoria – ha detto ancora -, è una crisi di sicurezza nazionale».
Agli euroburocrati di Bruxelles tanti ligi nell’emettere formule a loro uso, e ai nostri sinistrati da salotto, vorremo ricordare che in tutte Europa stanno sorgendo movimenti identitari o sovranisti che siano, che stanno mietendo successo, perché intercettano i timori e lo stato di sconforto dei popoli europei stufi di essere governati da logiche ideologiche, ma poi di essere abbandonati in balia degli eventi.
Nessuno può tirarsi fuori. È la realtà denunciata dagli spagnoli che non chinano il capo al corrotto Sanchez, come in Francia, in Germania e in Italia. Paesi ove nel 2027 si terranno significative elezioni politiche decisive per ribaltare equilibri già ampiamente acclarati contro il comune sentire, le economie nazionali e famigliari.
La mente inutilmente spaziosa di Fratoianni gioisce immaginando la débacle della Meloni, ma non è certo con le tesi, peraltro sfilacciate dei suoi compagni di merenda che la sinistra potrà accedere al governo. Minimizzano la crescita elettorale di Vannacci in concorrenza con la Meloni, non capendo che quel che prende piede è la consapevolezza che oltre alla globalizzazione mal gestita, le guerre in corso che scaricano sugli europei le conseguenze economiche peggiori a vantaggio delle grandi potenze, c’è in ballo l’’indipedenza dei popoli europei, dal giogo della sinistra mondialista.
Oggi l’immigrazione di massa non è più dovuta alla rivolta degli ultimi, ma risponde a disegni pilotati da registi di prim’ordine e l’Occidente sarà la prima vittima. Lasciamo i sinistrati alle loro elucubrazioni ma, questi rischi debbono essere ben presenti in ognuno di noi, individuando le forze con le quali reagire per poi non soccombere.
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Immagine di copertina ottenuta con AI ChatGPT
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Quanto sono vere le tue parole Giancarlo‼️Questa è un’invasione in piena regola, orchestrata nei confronti dell’Europa, da elite politiche che la stanno distruggendo anche economicamente… Non se ne può più😞
NON SONO GIANCARLO, MA GRAZIE PER L’APPREZZAMENTO DELL’ARTICOLO