L’episodio che rende l’UPA estremamente controversa riguarda le stragi di Volinia e Galizia orientale
L’8 luglio 2026 il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, ha approvato un emendamento inserito nella relazione annuale sull’Ucraina che critica una recente decisione del presidente Volodymyr Zelenskyy.
L’emendamento afferma di “deplorare” la decisione di intitolare un’unità militare ucraina agli “eroi dell’UPA” (Esercito Insurrezionale Ucraino). Il testo sottolinea inoltre che tale scelta non tiene conto della particolare sensibilità della Polonia.
In Polonia, l’UPA è ritenuta responsabile dei massacri di decine di migliaia di civili polacchi in Volinia e Galizia orientale tra il 1943 e il 1945, eventi che il Parlamento polacco ha qualificato come genocidio.
Non si può dire che tutti i componenti dell’UPA fossero “nazisti”, ma una parte importante del movimento nazionalista da cui l’UPA nacque ebbe rapporti di collaborazione con la Germania nazista e condivideva alcuni elementi ideologici dell’estrema destra dell’epoca.
In quegli anni nell’Ucraina occidentale, allora occupata dalla Germania nazista, fu il braccio armato della fazione guidata da Stepan Bandera dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN-B) ad avere come obiettivo dichiarato la creazione di uno Stato ucraino indipendente libero dal dominio sovietico.
La leadership dell’OUN-B e l’UPA ((Ukrainska Povstanska Armija – Esercito Insurrezionale Ucraino) avviarono pertanto una campagna di espulsione violenta della popolazione polacca dalle regioni che consideravano parte del futuro Stato ucraino, furono uccisi circa 80.000-100.000 civili polacchi e migliaia di villaggi furono distrutti.
Ampiamente documentato il suo coinvolgimento nelle stragi di civili polacchi e in altre violenze etniche rende questa duplice eredità un ricordo che continua a essere uno dei temi storici più divisivi dell’Europa orientale.

Stepan Bandera, nato 1909 – morto 1959
Un attacco aereo russo su Kramatorsk ha ucciso quattro persone, tra cui un ragazzo di 14 anni. Almeno altre 13 sono rimaste ferite.
I russi hanno colpito condomini e case private.
Io sostengo Putin perché al di la di queste storie ogni giorno, ogni notte difende il suo Cristo e il suo popolo.
Putin ha messo in atto l’operazione speciale (cioé una guerra) perché tutti lo odiavano e volevano invadere la Russia.
Avanti Putin, avanti!