Il suo ruolo è quello di consigliare il re del Marocco Muhammad VI, cita The Objective testata giornalistica digitale spagnola con sede a Madrid.
Fouad Ali El Himma (spesso scritto anche El-Himma), è amico d’infanzia di Mohammed VI e suo compagno di studi al Collège Royal di Rabat. Dal 2011 è consigliere del sovrano e viene generalmente considerato uno degli uomini più influenti del Regno.
Gli è stato attribuito L’appellativo di “viceré” (vice-roi in francese) da diversi osservatori e media internazionali proprio per la sua straordinaria vicinanza al re e per il peso che avrebbe nelle decisioni politiche e strategiche del Paese.
Secondo documenti del Centro Nacional de Inteligencia (CNI) spagnolo, resi pubblici successivamente dalla stampa, la crisi sarebbe stata parte di una strategia pianificata ai massimi livelli del potere marocchino. In tali documenti, Fouad Ali El Himma viene indicato come uno dei principali pianificatori, insieme ad altri alti funzionari marocchini.
È ampiamente condiviso che le autorità marocchine allentarono o sospesero temporaneamente i controlli di frontiera, permettendo a decine di migliaia di persone di entrare a Ceuta in poche ore.
Molti osservatori interpretarono questa scelta come una forma di pressione diplomatica sulla Spagna dopo il ricovero del leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali ma soprattutto per un obiettivo politico-diplomatico: la restituzione da parte della Spagna di Ceuta e Melilla “città occupate”.
Difficile che ciò accada, almeno a breve, in quanto la Spagna considera entrambe le città parte integrante del proprio territorio e quindi anche dell’Unione europea. L’UE ha più volte ribadito che Ceuta e Melilla costituiscono frontiere esterne dell’Unione.
Ultimiamo riportando una tesi molto diffusa avanzata da alcuni osservatori, attivisti e partiti politici ovvero la complicità del governo spagnolo con quello marocchino.
