Il crollo molto marcato del consenso di popolarità di Friedrich Merz, è riconducibile, a detta degli analisti, a una combinazione di fattori, difficile attribuire tutto a una singola causa.
Tra le ragioni più citate ci sono:
- Aspettative molto elevate. Dopo essere diventato cancelliere, molti elettori si aspettavano cambiamenti rapidi su economia, immigrazione e burocrazia. Quando i risultati sono apparsi più lenti del previsto, una parte dell’elettorato si è mostrata delusa.
- Politica migratoria. Merz aveva promesso un approccio più rigoroso, ma la sua azione è stata criticata e definita del tutto insufficiente.
- Economia. La Germania continua ad affrontare una crescita debole, costi energetici elevati per alcuni settori e difficoltà dell’industria manifatturiera. Anche se molte di queste sfide precedono il suo governo, gli elettori tendono ad attribuire responsabilità all’esecutivo in carica. Prima del 2022 la Germania dipendeva in misura significativa dal gas russo, mentre ora soprattutto per l’industria si sono compressi i margini di settori energivori come chimica, metallurgia e vetro, mentre alcune imprese hanno ridotto la produzione o rinviato investimenti sempre a causa dei maggiori costi energetici.
- Politica estera e difesa. Il sostegno all’Ucraina e l’aumento della spesa militare sono temi divisivi, la maggior parte degli elettori vorrebbero un impegno decisamente minore.
- Coalizione di governo. Governare con partner che hanno priorità diverse richiede compromessi, che possono scontentare sia gli elettori della CDU/CSU sia quelli degli altri partiti.
- Stile di leadership. Merz è percepito come troppo conflittuale e poco empatico. La percezione dello stile personale può influenzare significativamente gli indici di gradimento.
Doveroso sottolineare che in questi mesi non è solo in gioco il consenso di Merz e la tenuta del suo governo, ma l’avanzata inarrestabile di Alice Weidel leader del partito di destra radicale Alternative für Deutschland (AfD)
