La dottrina dell’antiterrorismo per Rubio ha avuto “un punto cieco”
Il 16 luglio scorso c’è stato un evento senza precedenti su una questione senza precedenti, in un momento cruciale della nostra storia. Sono le parole iniziale di un discorso del Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, alla riunione ministeriale sulla rinascita del terrorismo politico. Un discorso che non ha avuto rilevanza sui nostri media nazionali, ma che la rivista Cristianità ha pubblicato integralmente nel numero 440 di luglio-agosto 26.
Come introduzione al suo ragionamento Rubio ha sottolineato che la prima responsabilità di un qualsiasi governo è la protezione del suo popolo, la protezione del suo Paese. Per questo esistono gli eserciti, i servizi segreti, gli uffici antiterrorismo, le forze di polizia. Per almeno oltre due decenni, in Occidente, il termine antiterrorismo era rivolto alla lotta contro l’estremismo islamico radicale. La ragione è quella che l’11 settembre 2001, diciannove uomini hanno assassinato tremila persone con l’abbattimento delle Torri Gemelle a New York e poi con gli altri attentati in Europa. Il nostro compito, allora aveva un senso, era proteggere la nostra gente, e il terrorismo del jihad globale, rappresentava la principale minaccia alla loro sicurezza, dichiara Rubio. 
Così in collaborazione con altri governi abbiamo distrutto e neutralizzato diverse minacce terroristiche: l’ISIS, Osama Bin Laden e tanti altri pericoli. Gli attacchi e i complotti jihadisti sono diminuiti. La strategia degli Usa ha funzionato. Naturalmente la minaccia non è scomparsa. “Continuerà a esistere, soprattutto finché tollereremo sistemi di immigrazione che importano direttamente queste minacce nei nostri rispettivi Paesi”. Tuttavia, la dottrina dell’antiterrorismo per Rubio ha avuto “un punto cieco”: la violenza praticata dalla sinistra radicale”.
Ancora oggi accennare all’idea che “il terrorismo di estrema sinistra possa rappresentare una seria minaccia viene trattata come un delirio della destra o, peggio, come una cospirazione fascista”. E’ un dogma che viene portato avanti da certi giornalisti, accademici universitari, esponenti delle istituzioni. Del resto, anche la stessa riunione (presenti rappresentanti di ben sessanta Paesi) che è organizzata dal Dipartimento di Stato a Washington dove sta parlando Rubio, viene liquidata come se si tratta di un summit di nostalgici anticomunisti e fascisti.
Rubio fa riferimento a diversi studi, think -tank, che mettono in guardia dal pericolo della violenza politica della sinistra. E che però spesso, viene liquidata come un tragico eccesso di idealismo. Per anni questo pregiudizio ideologico si è radicato nel trattare gli episodi di violenza politica e di estremismo. Pertanto, a cominciare dagli Usa, secondo Rubio, ci sono state persone in posizione di potere che hanno giustificato “atti di violenza e persino di terrorismo come forme legittime di espressione di opinione politica, perché servissero a una causa di sinistra”. Rubio fa riferimento alle rivolte scatenate nel 2020 per George Floyd, dove criminali ed estremisti hanno incendiato e saccheggiato città americane, mettendo il Paese in ginocchio.
E le amministrazioni comunali si sono rifiutate di perseguire i responsabili di questi atti criminali di violenza e di terrore. Pertanto, “la violenza di sinistra non solo veniva giustificata, ma veniva trattata come sacrosanta, una categoria protetta a sé stante. Quest’epoca deve finire”. A questo punto Rubio fa riferimento ad una serie di attentati accaduti in Europa, dove sono stati protagonisti militanti di estrema sinistra, come il barbaro assassinio del giovane francese Quentin Deranque. Episodi che non sono nuovi sostiene Rubio. “Il terrorismo di estrema sinistra non è una novità recente. Non è una realtà fittizia confezionata da politici conservatori”.
E’ una realtà che ha dominato negli ultimi cinquant’anni, tutto l’Occidente, tutti ricordiamo i decenni di attentati, rapimenti, omicidi ed esecuzioni. In particolare, in America Latina. In Europa con le Brigate Rosse in Italia e poi in Germania. Ma anche in America, la stragrande maggioranza della violenza proveniva da estremisti di sinistra. Fra il 1970 e il 1980 il 93% degli attacchi terroristici in Occidente proveniva dall’estrema sinistra. Oggi si assiste a una nuova ondata di questo antico male. Dappertutto è aumentata. Rubio fa qualche esempio di attacco terroristico negli Usa, ricorda il barbaro assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Questo male per Rubio, “è sempre stato alimentato da un odio che prevale su tutto, un odio per la civiltà stessa.
E’ una rivolta del peggio contro il meglio […]”. Un male “perpetrato da coloro che non sanno costruire, che non sanno creare, che non sanno realizzare grandi cose e che si vendicano sul mondo per la propria inadeguatezza cercando di distruggere chi invece ci riesce”. Questa è ciò che rappresenta la sinistra radicale. Possono assumere diverse caratteristiche: anticapitalisti, antimperialisti, comunisti, anarchici o marxisti.
Il carattere fondamentale è sempre lo stesso. “Il risentimento velenoso, ammantato del linguaggio della uguaglianza, della giustizia e della liberazione; è un bisogno incontenibile di distruggere ciò che uomini migliori hanno costruito, di devastare ciò che è bello e ciò che è giusto in nome di persone colme soltanto di bruttezza e incapaci di offrire al mondo qualsiasi altra cosa”. Rubio ha smascherato la favola che il comunismo suona bene in teoria, ma non funziona nella pratica. No! Il comunismo non suona bene neanche in teoria. Il mondo che immagina per tutti noi è piccolo, vuoto, grigio, appiattito…Il mondo che il comunismo immagina è senza Dio.
“Per gli artefici della violenza rivoluzionaria la più grande conquista della nostra civiltà rappresenta una umiliazione insopportabile, un promemoria di ciò che non possono fare e di ciò che non possono essere. Perciò scelgono di distruggere […]”. Sostanzialmente il terrorismo di tutte le risme disprezza l’Occidente perché l’Occidente è grande. Secondo Rubio oggi ci troviamo di fronte a una minaccia transnazionale. Non stiamo combattendo cellule distinte e isolate, bensì reti interconnesse. Non riconoscono confini: si coordinano, comunicano, viaggiano, si addestrano e agiscono insieme, condividendo tutto. Si muovono attraverso reti clandestine, rifugi sicuri e finanziamenti occulti.
A cominciare dei militanti degli Antifa e i loro compagni. Rubio fa i nomi delle intelligence dell’Iran, di Cuba. I terroristi di estrema sinistra possono colpire dove vogliono. Non abbiamo altra scelta dobbiamo affrontare questa minaccia insieme. Per la prima volta sotto la presidenza Trump stiamo costruendo le infrastrutture e la strategia necessaria per sconfiggere la piaga del terrorismo di estrema sinistra. Rubio ricorda alcune iniziative di studio del fenomeno per cercare di identificare con precisione questa minaccia e definirne i contorni, per sconfiggere il terrorismo rosso. Occorre lavorare insieme, attraverso la condivisione di informazioni e di intelligence. “E’ tempo che i popoli del mondo civilizzato si difendano, si uniscono contro questa oscurità incombente e combattano per ciò che è nostro”.
