Preziosi manoscritti della Biblioteca Rilliana in dialogo con capolavori dai dipinti alle sculture, molte inedite, provenienti da collezioni private presentati per la prima volta, sull’iconografia del Santo che vanno dal Trecento al Novecento, fino al 4 ottobre 2026 in mostra al Castello dei Conti Guidi
L’esposizione “FRANCESCO. Il Casentino, i Codici di Assisi, l’iconografia”, in programma al Castello dei Conti Guidi di Poppi, fino al 4 ottobre 2026, celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, promuovendo una riflessione sul rapporto tra storia, spiritualità e paesaggio. L’evento, promossa dal Comune di Poppi con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Chiusi della Verna, con la collaborazione della Comunità di Camaldoli, della Fondazione Camaldoli Cultura, della provincia Toscana dei Frati Minori Cappuccini e della fraternità della Verna, per la prima volta vengono esposti 33 codici medioevali del sacro convento di Assisi, unendo manoscritti preziosi, opere d’arte contemplando un itinerario diffuso nel territorio casentinese. Curatori del progetto espositivo sono, Claudio Ubaldo Cortoni, Michel Scipioni e Francesco Traversi.
All’interno del Castello di Poppi, il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni tematiche, concepite per accompagnare il visitatore attraverso differenti nuclei di approfondimento storico e artistico, che ruotano attorno a grandi nuclei tematici. Da una parte i codici della Biblioteca Rilliana esposti al piano superiore, che documentano la trasmissione del patrimonio spirituale e culturale francescano. I manoscritti trecenteschi e quattrocenteschi portati in casentino dal Conte Fabrizio Rilli Orsini, dopo le soppressioni napoleoniche del 1810 – 1811. “L’esposizione non si propone soltanto di presentare una selezione di opere, scrivono nell’introduzione i curatori, Claudio Ubaldo Cortoni, Michele Scipioni e Francesco Traversi, ma intende soprattutto promuovere una riflessione più ampia sul rapporto tra storia, spiritualità e paesaggio restituendo al pubblico la profondità di una presenza che ha lasciato un segno duraturo nella memoria collettiva. In questa prospettiva, il progetto espositivo si configura anche come un’occasione di riscoperta del territorio e della sua identità culturale, invitando il visitatore a confrontarsi con la persistente attualità del messaggio francescano e con la sua capacità di dialogare ancora oggi con la sensibilità contemporanea”.
Al piano inferiore, del Castello di Poppi è dedicato all’evoluzione dell’iconografica di San Francesco attraverso dipinti, manufatti, sculture di Mariotto di Nardo, Andrea della Robbia, Pietro Annigoni e Paolo Ghiglia, opere provenienti anche da collezioni private, capaci di mostrare come nei secoli artisti e committenti abbiano interpretato e rappresentato la figura del Santo. Sindaco del Comune di Poppi Federico Lorenzoni “Accogliere questo anniversario è per Poppi un onore e una responsabilità. Ci ricorda che custodire il paesaggio casentinese è un impegno morale verso quella fratellanza universale che Francesco ci ha lasciato in dono”. Il percorso espositivo si estende anche al Comento Cappuccino di Poppi e al Complesso monastico di Camaldoli, dove nella suggestiva Biblioteca “Odoardo Baroncini”, il visitatore potrà approfondire il dialogo tra la tradizione francescana e quella benedettina- camaldolese. Una delle tante peculiarità che riveste questa importante mostra, è quella di presentare opere del tutto inedite, offrendo agli studiosi e al pubblico una rara e preziosa occasione di scoperta e approfondimento critica.
“Questa esposizione si propone di tracciare un ponte ideale tra l’iconografia sacra e la realtà del paesaggio casentinese, scrive nella presentazione Lorenzo Basagni, Consigliere con delega alla Cultura del Comune di Poppi, un ecosistema che Francesco non solo ha abitato, ma ha saputo leggere come un libro aperto sulla Creazione. Attraverso le opere in mostra, il visitatore è invitato a compiere un pellegrinaggio visivo che va oltre la semplice narrazione biografica”.
La valle del casentino custodisce alcuni dei luoghi più significativi e importanti della vita di San Francesco, a partire dal vicino santuario della Verna, dove nel 1224 il Santo ricevette le stimmate episodio centrale nella spiritualità francescana e nella storia del cristianesimo.
La mostra è accompagnata da un catalogo finanziato dal comune di Poppi, che raccoglie contributi di diverso taglio, accomunati da un’impostazione unitaria e interdisciplinare. Il volume riporta saggi di studiosi e specialisti dei diversi ambiti, il cui contributo ha reso possibile la costruzione di un itinerario scientificamente rigoroso e al tempo stesso accessibile a un pubblico ampio e diversificato. I saggi sono compilati da, Paola Betti, Antonella Capitanio, Claudio Ubaldo Cortoni, Anna Fienga, Filippo Gheri, don Francesco Pasetto, Marinella Peri, fra’ Michele Pini, Ilaria Pugi, Eleonora Rialti, Gabriella Roggi, Michele Scipioni e Francesco Traversi. La pubblicazione è corredata di fotografie di Valter Segnan edito da Mazzafirra Editrice.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo mostra
Foto 1 Jacopo Landino, detto Jacopo del Casentino “Natività del Graduale” (Codice 1, c.14r), Poppi Biblioteca Rilli- Vettori © Foto Valter Segnan
“Francesco. Il Casentino, i codici di Assisi, l’iconografia”, curata da Claudio Ubaldo Cortoni, Michele Scipioni, Francesco Traversi 4 ottobre 2026, Piazza Repubblica 1 Poppi (Arezzo), Orari: lunedì-giovedì 10.00-19.00; venerdì-domenica 10.00-20.00.
