Lo stato complesso in cui attualmente si trova l’umanità, deriva dal fatto che è completamente “esteriorizzata”, rivolta cioè al lato esteriore delle cose.
Tutti gli uomini sono giornalmente presi in occupazioni esterne alla loro coscienza, in un modo così morboso e totale che in molti detta coscienza si è atrofizzata. Il nostro pianeta è così globalmente come una sorta di corpo senza anima, senza un elemento direttore e quindi si trascina giorno dopo giorno solo per forza di inerzia.
Quella che Platone chiamava anima del mondo in realtà rappresenta il principio metafisico della creazione, ne rappresenta le radici energetiche e fondamentali. Questa anima del mondo non è morta, ma rimane sommersa dalle innumerevoli attività di un’umanità che consciamente o no se ne è allontanata di molto.
Ogni principio manifesto possiede uno o più principi metafisici che danno ad esso la propria ragione d’esistenza. L’anima del mondo è la radice ultima del pianeta, la sua base, la sua fonte necessaria che zampilla incessante ma le cui acque vive vengono accolte da pochi.
Quindi l’umanità attuale e il mondo in cui vive sono paragonabili ad un corpo morto, esente del contatto superiore col suo principio metafisico naturale. La società attuale assomiglia così ad un cadavere in putrefazione, senza più un vero principio direttivo.
A ben vedere, questo principio direttivo lo troviamo in quello che il lungimirante Jung chiamava “inconscio collettivo”. L’inconscio collettivo è il ricettacolo di tutte le passioni represse di un’umanità allontanatesi dall’anima del mondo.
E’ vero che in detto inconscio collettivo vi sono presenti anche delle qualità positive e costruttive, ma queste, non trovando diretta ispirazione dall’anima del mondo che si situa ad un livello più profondo, in realtà muovono energie telluriche che anche se positive non possono far altro che metter in movimento tutta la loro complementarietà negativa, dato che detto inconscio, riflesso cosmico della psiche umana, è e rimarrà sempre duale.
Il principio regolatore che regge ogni cosa non è un insieme archetipale di immagini e forze telluriche come se ne trovano nell’inconscio collettivo, ma propriamente l’anima del mondo, il fulcro centrale da cui parte il Dharma universale, ovvero la giustizia divina.
E’ curioso notare come quasi tutti gli esseri abitanti in nostro pur splendido pianeta, si credano delle entità autonome, col diritto di utilizzare le razze inferiori animali ed ogni cosa che la terra offre, solo per soddisfare le sue eterne cupidigie. L’uomo assomiglia così sempre più ad un buco nero, ingloba tutto nel suo grande stomaco insaziabile, accrescendo così sempre di più la sua sete di possesso.
Il corpo morto della società umana deraglia proprio perché è divenuto solamente un corpo inerme, avendo perduto il contatto col principio metafisico superiore che non di meno lo mantiene ancora in vita per grazia di Dio.
FD
